Centrosinistra

Riunione Pd tra Tempa Rossa e astensione referendum trivelle

Riunione Pd tra Tempa Rossa e astensione referendum trivelle

Matteo Renzi

Per la prima volta tredici esponenti della minoranza PD votano contro la linea del segretario Matteo Renzi. E’ successo nella riunione della Direzione dedicata al referendum sulle trivellazioni e al caso giudiziario che coinvolge l’ex ministra Guidi e la ministra Boschi. Pesanti le parole pronunciate da uno dei leader della sinistra interna, Gianni Cuperlo: “Provo profonda ammirazione per il modo in cui costruisci i tuoi discorsi, per il carico di passione che vive dentro di te. Però non ti stai mostrando all’altezza in questi passaggi delicati, anche drammatici, che riguardano la vita del Paese e del nostro partito. Non stai mostrando la statura del leader, anche se stai mostrando l’arroganza dei capi. Questo può fare un danno al Pd, quanto gli attacchi esterni. Evitare questo danno non dipende solo da te, ma molto anche da te”.

Poche volte si era arrivati nel corso di una Direzione ad uno scontro così diretto tra Renzi e la minoranza interna. Cuperlo, Bersani, Epifani e Speranza hanno votato no, nello specifico perché sono contrari all’astensione sul referendum del 17 aprile, e poi per il caso Tempa Rossa, perché avrebbero voluto discutere l’emendamento che è costato le dimisisoni a Federica Guidi. In realtà ciò che si profila è uno scontro per la leadership del partito, in vista del prossimo congresso. Renzi sembra poter guidare il governo, anche se naviga in acque un po’ agitate, ma  non sembra essere più in grado di mettere a tacere la contestazione interna: ora è evidente, ma non è detto che questo si traduca in una frattura definitiva nelle aule del Parlamento con una mozione di sfiducia: è difficile pensare che la minoranza del Pd voti contro un ministro del governo Renzi.

Durante la direzione del Pd, Matteo Renzi ha detto: «Se si decide che un’opera va fatta nel 1989, quando c’era ancora il muro di Berlino, 27 anni dopo lo scandalo non è che l’emendamento venga approvato, ma che sia stato bloccato così tanto. Qualcuno ci ha mangiato? Ci sto a discuterne: chiedo che la magistratura se ne occupi e arrivi a sentenza rapidamente. Ci sono indagini della magistratura a Potenza con la cadenza delle Olimpiadi e non si è mai arrivati a sentenza». L’ultima frase di Renzi si riferisce al pm Henry John Woodcock, che ha lavorato a Potenza fino al 2009 diventando noto per indagini dal grande clamore mediatico ma non altrettanto grandi profondità investigative. «Rivendico una differenza profonda. Gli altri parlavano di legittimo impedimento, prescrizione, io dico che sono qui: interrogatemi. Io non voglio difendermi dal processo, chiedo una sentenza presto. Noi non siamo uguali agli altri. Il governo delle lobby lo dicono a qualcun altro. È mio compito istituzionale che un’opera bloccata da anni arrivi a compimento. Se su un’opera c’è qualcuno che ruba, bisogna fermare chi ruba, non l’opera».

Durante la discussione successiva all’intervento di Renzi, diversi esponenti della minoranza del partito hanno preso la parola per esprimere delle critiche al governo. Roberto Speranza ha detto che l’emendamento di Tempa Rossa era «sbagliato»: «Io sono molto turbato dalle indagini degli ultimi giorni, anche perché lucano. Non è solo la questione della telefonata, ma anche la vicenda Eni. Se fosse vero, saremmo di fronte a un disastro ambientale di fronte al quale dovremmo sentirci male. Dovremmo chiederci di chi sono le responsabilità: il peso del governo ci può stare quando un ministro ha vicende personali che la vedono connessa a quelle compagnie?».

Gianni Cuperlo ha detto a Renzi: «Hai chiesto i voti per fare il segretario, ma non lo stai facendo. Magari riceverai applausi di parti della destra, ma avrai perso quelli di una parte della sinistra. Sento il peso di stare in un partito che ha perso molto. Io penso che tu sia una persona profondamente onesta e appassionata alla politica. Ma io penso che non ti stai mostrando all’altezza del ruolo che ricopri. Non stai dimostrando in questi passaggi la statura di un leader, anche se a volte coltivi l’arroganza dei capi. Questo può fare il danno del Pd, evitarlo non dipende solo da te, ma moltissimo anche da te». Riguardo Tempa Rossa, ha detto: «La vicenda sta proprio nella catena decisionale. Metodo e forma delle decisioni diventano tutt’uno con il merito. La questione è il processo delle decisioni, il ruolo del parlamento e della dialettica in questo partito. Fare investimenti pubblici ha un’incidenza più alta che tagliare le tasse. Ci sarebbe bisogno di più coraggio e di una maggioranza diversa. Ma forse non è nemmeno nella tua volontà e nella tua cultura».

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.