
Il governo Dimitriev I era il governo della Repubblica di Macedonia guidato da Emil Dimitriev dal 19 gennaio.
Guidato dal nuovo primo ministro liberale-conservatore Emil Dimitriev , questo governo è stato inizialmente formato e sostenuto da una coalizione di unità nazionale tra l’ Organizzazione Rivoluzionaria Interna Macedone – Partito Democratico per l’Unità Nazionale Macedone (VRMO-DPMNE), l’ Unione Socialdemocratica di Macedonia (SDSM) e l’ Unione Democratica per l’Integrazione (BDI/DUI). Insieme, hanno 114 deputati su 123, ovvero il 92,7% dei seggi dell’Assemblea . Si è formato in seguito alle dimissioni di Nikola Gruevski , che era al potere dall’Agosto 2006.
Succede quindi al governo Gruevski IV , formato e sostenuto da una coalizione identica.
In Maggio 2015, a Skopje si stanno svolgendo proteste in seguito alle rivelazioni secondo cui Gruevski avrebbe fatto intercettare alcune personalità dai servizi segreti. Un accordo tra VMRO-DPMNE e SDSM prevede lo svolgimento di elezioni parlamentari anticipate in Aprile 2016, preceduta dalla formazione di un governo di transizione la cui direzione non ricadrà sul capo dell’esecutivo. Dimitriev, segretario generale del partito al governo, è stato quindi scelto per succedere temporaneamente a Gruevski.
Il parlamento macedone ha deciso nella tarda serata di ieri il proprio scioglimento il 24 febbraio, in vista delle elezioni anticipate del 24 aprile: l’Assemblea ha anche preso atto delle dimissioni presentate il 15 gennaio dal premier conservatore Nikola Gruevski e ha nominato al suo posto Emil Dimitriev (dello stesso partito Vmro-Dpmne, di cui Gruevski e’ leader), che guiderà un governo transitorio per portare il Paese al voto.
Questo percorso istituzionale – che rispecchia gli accordi raggiunti la scorsa estate tra le principali forze politiche del Paese con la mediazione di Ue e Usa – non e’ tuttavia piu’ condiviso dall’opposizione socialdemocratica (Sdsm), che non accetta la data del 24 aprile per il voto se prima non si ‘ripuliscono’ le liste elettorali (piene a suo avviso di nomi di persone inesistenti o decedute) e non si adotta una riforma dei media. L’opposizione – che ha abbandonato la seduta del parlamento – ha annunciato che non partecipera’ alle elezioni senza tali riforme ritenute fondamentali.
Un tentativo nei giorni scorsi a Skopje del commissario Ue all’allargamento Johannes Hahn di mediare un accordo e’ fallito, e Hahn si e’ detto molto preoccupato per il persistere di instabilita’ e incertezza nel Paese balcanico.
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