Europa

Portogallo: cade governo di destra

Portogallo: cade governo di destra

Pedro Passos Coelho

Crisi politica in Portogallo, dove l’opposizione socialista e i partiti di sinistra (Blocco di sinistra, Comunisti e Verdi), hanno tolto la fiducia al governo di centro-destra di Pedro Passos Coelho, provocandone la caduta. Con 123 voti contrari su un totale di 230 seggi i deputati delle tre formazioni di sinistra hanno respinto il programma dell’attuale esecutivo pro austerità, uscito vincente alle ultime elezioni di ottobre. Il governo conservatore è rimasto in carica solamente 11 giorni.

La triplice alleanza di sinistra che ha vinto le ultime elezioni non ha esitato a mandare a picco, dopo pochi giorni, il governo conservatore minoritario imposto forzosamente dal presidente Aníbal Cavaco Silva. I nuovi della triplice di sinistra hanno un mandato esplicito da parte del popolo portoghese, che chiederà loro di onorare un paio di promesse elettorali molto chiare: di abbandonare l’euro per tornare all’escudo e di rispedire al mittente Ue l’austerity degli ultimi anni. Poniamo che ai portoghesi liberatisi dalla tutela europea andasse benone. Forse non è probabile, ma è possibile. Sarebbe un disastro per i più accesi unionisti, una cosa massicciamente diseducativa, da combattere con ogni mezzo possibile, tutto nel nome dell’unità europea e la maggiore felicità continentale, nel nome cioè di un ideale superiore ai voleri di una massa di confusi lusitani. In altre parole, la tentazione di condurre una guerra economica almeno sotterranea al Portogallo (di fargliela pagare per il bene generale e per ostacolarne il successo) sarebbe pressoché irresistibile.

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