
Sinistra Italiana
Alfredo D’Attorre fino a ieri sera ha provato a difendere il nome che più gli piace: Sinistra Italiana. In ballo c’erano alternative del tipo: sinistra democratica o sinistra per il lavoro. Alla fine è andata come sperava e dunque il nome dei nuovi gruppi parlamentari sarà quello. Secco e chiaro. L’esordio alla Camera e al Senato (qui il gruppo confluirà nel misto) ci sarà lunedì ma oggi saranno presentati ufficialmente al Teatro Quirino di Roma. Sel e ex Pd muovono i primi passi verso il nuovo soggetto politico di sinistra che dovrebbe nascere con un congresso fondativo nel corso del 2016 e puntano a superare le due cifre percentuali.
Nichi Vendola in una lunga enews la definisce una «sfida a Renzi» con la «consapevolezza che c’è fuori dalle aule parlamentari un’Italia migliore, che soffre ed arranca, che esige rispostedi libertà e civiltà, di un futuro diverso, ed a cui dobbiamo dare voce». «Saremo poco più di trenta alla Camera – spiega D’Attorre – e una decina circa al Senato. La grande novità politica è che chi usciva dal Pd rimaneva disperso, il segno prevalente a sinistra era quello della frammentazione. Da domani parte un grande processo unitario, c’è un riferimento che adesso è parlamentare e poi si strutturerà nei territori e l’anno prossimo ci sarà il processo di costruzione del partito vero e proprio. Nasce una nuova formazione di sinistra non radicale, plurale, larga, di governo, che finalmente offre casa alla decine di migliaia di elettori che si trovano senza dimora, perché questo Pd ha completamente sguarnito il campo del centrosinistra».
Oggi saranno letti i saluti della presidente della Camera, Laura Boldrini, di Sergio Cofferati e del sindaco di Cagliari Massimo Zedda. Inoltre verrà annunciato che sarà il premio nobel Joseph Stiglitz il consulente economico dei neogruppi parlamentari. Dal palco interverrano D’Attorre e Stefano Fassina tra gli ex Pd, Nicola Fratoianni e Loredana De Pétris per Sel, mentre achiuderesarà Arturo Scotto. Non ci saranno né Maurizio Landini, che in questo momento preferisce tenersi sul suo impegno di sindacalista, né Corradino Mineo che dopo la pesante caduta di stile con le sue allusioni sulla vita privata del premier, è stato praticamente isolato sia a destra sia a sinistra.
«Con Fassina e D’Attorre siamo d’accordo su ciò che serve all’Italia. Non serve un partito neocentrista – dice Pier Luigi Bersani riferendosi alla scelta dei suoi ex pupilli. Loro escono dicendo che vogliono costruire un nuovo centrosinistra. Ma dove? Senza il Pd il centrosinistra non lo fai più. Se il Pd fosse irrecuperabile, quella prospettiva verrebbe cancellata, punto. E se è così la nostra gente va prima da Grillo che nella sinistra nascente». D’Attore dice che loro a cambiare il partito da dentro ci hanno provato, «ma è stato inutile. Se vogliamo ricostruire una prospettiva di centrosinistra non possiano farlo che provando a cambiare i rapporti di forza dall’esterno». Uno strappo quello con il Pd doloroso ma inevitabile, dunque.
E lo sguardo è già alle prossime elezioni amministrative: il nuovo soggetto politico stringerà alleanze con il Pd «solo dove ci sarà una forte caratterizzazione di centro sinistra, dove invece sarà il partito della nazione ad avere la meglio le strade si divideranno», spiega l’ex dem. Fassina intanto scalda i motori per la corsa su Roma, ci sta pensando e sta sondando il campo, mentre a Torino la scelta sembra già fatta con Giorgio Airaudo. Ma si guarda anche più in là. E gli occhi sono puntati su personalità come Giuliano Pisapia, che non si ricandiderà per Milano ma potrebbe essere un protagonista della futura campagna elettorale nazionale, idem per il primo cittadino di Genova, Marco Doria. Due indipendenti, di sinistra, che hanno amministrato bene le loro città, volti nuovi per il panorama nazionale.
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