Rinasce An, ma non è Alleanza Nazionale: la nuova associzione si chiama Azione Nazionale. Non è la copia del partito di Gianfranco Fini ma è l’associazione presentata il giorno dopo la nascita dell’asse Salvini, Berlusconi Meloni. La grande novità è la svolta generazionale, con dei quarantenni in rampa di lancia e la “vecchia guardia” in seconda fila. L’ ex missino Pasquale Viespoli, sottosegretario con Berlusconi premier, è il presidente di Azione Nazionale. L’ ex ministro e sindaco di Roma Gianni Alemanno, l’ ex governatore calabrese Giuseppe Scopelliti (Pdl e poi Ncd) e Roberto Menia (coordinatore di Futuro e Libertà) sono nel comitato direttivo sono ben rappresentati dal gruppo dei quarantenni alla testa del movimento. Il portavoce di An è Fausto Orsomarso, consigliere regionale in Calabria.
L’annuncio – “L’ associazione non vuole essere l’ ennesimo partitino ad uso e difesa di qualche seggio in Parlamento – scrive il politico calabrese sulla sua pagina Facebook – ma nasce per la difesa della politica dei territori. Esistono un centro destra e una destra plurale e diffusa che da Bolzano a Messina, dopo lo scioglimento del Pdl, sono rimasti senza un luogo per il ragionamento e il dibattito e dove soprattutto essere ascoltati. I Comuni e le Regioni dove ci candidiamo e veniamo eletti, raccogliendo le preferenze, vengono prima di qualsiasi leader che si candida a rappresentare il consenso ricevuto. Non basta un tweet e non ci sono ricette simili che valgono per Milano, Cosenza o Roma. Non vale ne prima il Nord ne prima il Sud, ma prima l’ Italia”. Alla guida dell’associazione ci sono Mario Ciampi (segretario generale di Liberadestra, altra creatura finiana), Marco Cerreto (membro della direzione nazionale di Fratelli d’ Italia), Andrea Santoro (consigliere comunale a Napoli per Ncd), Gianluca Vignale (consigliere regionale di Forza Italia in Piemonte) e Alessandro Urzì (candidato a sindaco di Bolzano per il centrodestra).
Le reazioni – La nascita di An è stata molto bene da Raffaele Fitto e dai suoi uomini, ma non è altrettanto felice Giorgia Meloni che, con le amministrative i tratta di un altro gruppo che rompe il fronte berlusconiano appiattito sulla Lega Nord, mentre la Meloni non fa certo salti di gioia. Tutt’ altro. Con le elezioni di Roma alle porte un gruppo che ambisce a riunire la destra non gioca certo a suo favore.
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