Prove di dialogo tra il presidente americano Barack Obama e quello russo Vladimir Putin sulla Siria. E spunta l’ipotesi di raid aerei congiunti anti-Is. Ma le divergenze sul ruolo del leader siriano Bashar al Assad rimangono e sono nette. Dopo lo scambio di accuse nei rispettivi interventi all’Assemblea generale delle Nazioni unite, i due leader hanno avuto un faccia a faccia a porte chiuse durato 95 minuti dove si sono detti disposti al dialogo sulla transizione politica in Siria, ma sul futuro del presidente Assad “c’è un forte disaccordo”, riferiscono fonti della Casa Bianca. Fonti della Casa Bianca riferiscono che gli Usa non considerano il dispiegamento delle forze militari russe in Siria come necessariamente distruttivo per ottenere un risultato positivo sul territorio, ma l’opinione dell’amministrazione dipenderà dalle azioni di Mosca e dal modo in cui proseguiranno. “Se i russi usano la loro forza militare solamente per combattere l’Is, allora va bene”, sostiene una fonte della Casa Bianca. “Ma se lo fanno per rafforzare la lotta di Assad contro il suo stesso popolo, questo sarà negativo”, ha aggiunto. I due leader – emerge inoltre – hanno convenuto che le loro forze armate dovrebbero comunicare al fine di “evitare conflitti militari tra di loro nella regione”.
La Russia inizia i raid aerei in Siria e i primi obiettivi colpiti sono a nelle Province di Homs e Homs. Sono fonti militari Usa a far sapere che i jet del Cremlino si sono alzati per la prima volta in volo poche ore dopo che il Consiglio Federale russo aveva approvato l’uso della forza richiesto da Vladimir Putin «per missioni aeree». Gli Stati Uniti hanno parlato di aggressione e chiesto a Mosca di fermarsi. In serata il ministro degli Esteri russo Lavrov ha incontrato il segretario di stato Usa Kerry e assicurato che Mosca «farà di tutto per evitare incidenti». Secondo la ricostruzione delle fonti Usa, è stato il governo siriano ad indicare a Mosca gli obiettivi da colpire. La Russia ha informato Washington con appena 60 minuti di anticipo: è stato un suo diplomatico a Baghdad a far sapere alla locale ambasciata Usa che i raid stavano per iniziare aggiungendo «non fate volare vostri aerei in quell’area» per evitare sovrapposizioni con le operazioni della coalizione alleata. Non è ancora chiaro quali specifici obiettivi i russi abbiano colpito ma Homs e Hama sono città sunnite dove i governativi devono fronteggiare l’avanzata dei ribelli. Putin ha comunque più volte detto che l’intervento russo è «contro lo Stato Islamico» e i raid di odierni segnano dunque l’inizio della sfida militare russa al Califfo Abu Bakr al-Baghdadi. Il Cremlino ha reso noto che è stato il presidente Assad a chiedere «l’aiuto militare» di Mosca. Richiesta confermata da Damasco, che ha sottolineato come gli aiuti militari forniti siano stati espressamente richiesti dal presidente all’omologo Vladimir Putin tramite un’apposita lettera.












































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