Lavoro

Ddl Madia su pubblica amministrazione approvato al Senato

Ddl Madia su pubblica amministrazione approvato al Senato

Marianna Madia

Dopo oltre otto mesi di stop and go, al traguardo in Aula al Senato l’esame in prima lettura della delega sulla Pubblica amministrazione, anche nota come Ddl Madia. Dopo aver terminato ieri le votazioni sugli emendamenti, l’Assemblea ha approvato la riforma con 144 voti favorevoli e 1 astenuto. Le opposizioni non hanno partecipato al voto e sono uscite dall’Aula. Si sono espressi a favore i partiti di maggioranza (Pd, area popolare) e il gruppo per le autonomie. Contro M5S, Lega, Sel, Fi, Gal. Ora il provvedimento passa alla Camera per la seconda lettura.

Ieri, il lungo iter parlamentare della delega è stato ad un passo dal registrare un passo falso del governo, con la maggioranza che ha tenuto a malapena su una proposta di modifica relativa al riordino dei servizi pubblici locali, su cui Governo e relatore avevano dato parere negativo. Sull’emendamento i voti contrari sono stati 110 mentre i favorevoli sono stati 109. Il governo si è dovuto comunque arrendere alla mancanza del numero legale, che ha interrotto i lavori in prima serata, impedendo di chiudere le votazioni già ieri. Nel pomeriggio erano stati approvati, in particolare, agli articoli 7 e 8 della delega con le norme per la riorganizzazione dell’amministrazione dello Stato e per «rendere effettive» le disposizioni che danno maggiori poteri al presidente del Consiglio. Tra gli obiettivi anche il riordino o soppressione di uffici e organismi inutili o in deficit, nonché il taglio delle prefetture e il riordino delle Camere di commercio.

Plaude Confindustria, per la quale l’approvazione in prima lettura al Senato del Ddl di riforma della Pa «rappresenta un passo importante per realizzare in Italia un sistema amministrativo efficiente e moderno». Il Ddl – scrive Confindustria in una nota- delinea infatti «un programma organico di interventi, affrontando alcuni temi cruciali, tra cui la conferenza di servizi, l’organizzazione dell’amministrazione periferica dello Stato, la struttura e le funzioni del sistema delle Camere di Commercio, la dirigenza pubblica, le società partecipate». Si tratta di «aspetti strettamente connessi all’esercizio dell’attività d’impresa, fattori di contesto indispensabili per il rilancio della crescita e l’attrazione degli investimenti esteri». L’auspicio degli industriali è che ora la Camera approvi il Ddl «in tempi rapidi» e che il governo «porti a compimento con altrettanta celerità il percorso dei decreti attuativi, dando seguito al proposito dichiarato anche nel recente Documento di Economia e Finanza di chiudere il percorso della riforma entro la fine del 2015».

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