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Immigrazione, il vertice tra Italia e Libia

Immigrazione, il vertice tra Italia e Libia

Immigrazione, il vertice tra Italia e Libia

Mentre sulle coste della Sicilia e della Calabria si susseguono gli sbarchi di migranti (anche nella mattinata nuovi arrivi a Crotone, dall’inizio dell’anno il totale è di 8 mila e non manca il caso di una sparatoria a bordo di un barcone soccorso a Malta) a palazzo Chigi si tiene il vertice tra Italia e Libia che in testa agli argomenti in agenda ha proprio il controllo delle frontiere. «Il controllo delle frontiere e della immigrazione clandestina per noi è una priorità» ha detto il premier Enrico Letta, al termine dell’incontro con il primo ministro libico, Ali Zeidan Mohammed. «È stato un incontro positivo e concreto», ha aggiunto il presidente del Consiglio, annunciando «un’attività di addestramento italiano che riguarderà 5mila unità tra le forze libiche». «Occorrerà cooperare anche sul terreno della raccolta delle armi e della smilitarizzazione delle milizie», ha spiegato il premier.

LA PROPOSTA LIBICA – Alì Zeidan ha ribadito «che in Libia faremo tutti gli sforzi per arginare il fenomeno dell’immigrazione clandestina». Ma «abbiamo concordato che questa cooperazione comprenda il rafforzamento dei confini meridionali e marittimi con le infrastrutture necessarie». Ancora: «Crediamo che questi sforzi debbano coinvolgere tutti gli Stati del Mediterraneo del Nord, con contributi anche sul piano finanziario». Ciò premesso, ha aggiunto Alì Zeidan, «ribadisco che il governo libico darà una piena collaborazione all’Italia e alla Ue per affrontare e arginare l’immigrazione». Tuttavia, ha concluso sul tema Zeidan, «una soluzione vera richiede progetti di sviluppo nelle zone che esportano immigrazione per stabilizzare gli immigrati là dove stanno».

ANCORA SBARCHI – Intanto gli sbarchi si susseguono. in Calabria, in Sicilia, e anche a Malta. La notte scorsa 14 migranti sono stati rintracciati sulla spiaggia di Cutro mentre, dopo l’arrivo in spiaggia, stavano cercando di dileguarsi. Finanza e Capitaneria hanno poi trovato la barca usata per lo sbarco incagliata ad alcuni metri dalla riva con 16 persone a bordo, tra le quali un uomo immobilizzato, una donna e 4 bambini. Domenica, ancora Fiamme Gialle e Guardia costiera hanno soccorso 100 migranti, di presunta nazionalità siriana – fra cui diversi minorenni e 10 donne, una delle quali in stato di gravidanza avanzata – partiti, sembra, dall’Egitto. A Malta la Marina italiana ha infine coordinato l’aiuto ad un barcone con a bordo circa 300 migranti partiti dalla Libia. Le autorità di La Valletta hanno poi scoperto che in 9 avevano ferite d’arma da fuoco. Sembra che un conflitto a fuoco sia esploso al momento dell’imbarco. Dall’inizio dell’anno sono 8 mila gli arrivi di migranti in Italia, più del doppio rispetto allo scorso anno.

CRITICA AMNESTY – Critica, infine, sugli esiti del vertice tra Italia e Libia, Amnesty International che ha scritto a Letta esprimendo «preoccupazione» per i risvolti in tema di diritti umani derivanti dalla cooperazione tra i due stati in materia d’immigrazione. Il timore, si legge in una nota, è che «l’assistenza promessa» a Tripoli in questa fase di transizione «sia motivata prevalentemente da considerazioni relative alla sicurezza, si concentri sui controlli alla frontiera e possa rafforzare la cooperazione in materia d’immigrazione in assenza di garanzie sul rispetto dei diritti umani da parte della Libia».

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