Economia

Berlusconi: L’ Ue apprezza la manovra con Giulio contrasti, ma avanti insieme

Berlusconi: L' Ue apprezza la manovra con Giulio contrasti, ma avanti insieme

Mario Draghi e Giulio Tremonti

Doveva essere pubblicato oggi, ma il decreto sulla manovra era già ieri sera, on line, nella Gazzetta ufficiale. Pienamente operativo. Dal 22 ne discuterà rapidamente il Senato. Iter veloce pure alla Camera. Il primo incubo di Berlusconi, che a metà pomeriggio atterra in Sardegna per un weekend di riposo («Ma anche di lavoro»), è passato. Il secondo è l’ Europa, ma lui assicura che da Trichet, dalla Merkel, da Van Rompouy, ha già ricevuto «grande apprezzamento». Il terzo è la maratona parlamentare. Il premier garantisce che nelle 42 pagine, dopo «contatti» con l’ opposizione, «si è tenuto conto delle loro dichiarazioni». Qualche «difficoltà» semmai potrà venire dai parlamentari “vittime” dei tagli. C’ è un quarto incubo, una fronda di dissidenti, già nove, nel Pdl. Tra questi il sottosegretario alla Difesa Crosetto e l’ ex ministro Martino. «Siamo delusi, presenteremo emendamenti» preannunciano. Giulio Tremonti, quando illustra a palazzo Chigi il suo testo con Calderoli, Sacconi e Bonaiuti, ribadisce che il consiglio dei ministri non ha prenotato la fiducia perché «il testo è talmente serio da impegnare tutto il Parlamento su un interesse generale». È l’ invito esplicito a un voto condiviso. Lui dice di avercela messa tutta: «Credo di aver fatto tutto in coscienza per il mio Paese». Berlusconi e Tremonti. Uno insegue le dichiarazioni dell’ altro. Il ministro dell’ Economia protagonista di una lunga (90 minuti) conferenza stampa. Ma il premier gli ruba la scena mediatica quando si fa intervistare dalle agenzie mentre lascia palazzo Grazioli in polo blu e golf sulle spalle. Della manovra dice: «Abbiamo fatto un buon lavoro». «Buono» anche il suo umore. «Sette giorni intensi di attività notte e giorno» racconta. E prevede: «Quando sarà conosciuta in tutte le sue parti ci dovrà essere per forza un giudizio positivo». Poi, quasi a scusarsi per quel «mettere le mani nelle tasche degli italiani» che ha sempre garantito di voler evitare: «È un qualcosa che ci è stato imposto dalla situazione internazionale. C’ è stato questo intervento della Bce e qualunque governo si sarebbe trovatoa dover dare una risposta come quella che abbiamo dato noi». Una manovra obbligata. Conferma di aver digerito dei “rospi”, ma «ciascuno di noi ha dovuto accettare le posizioni dell’ altro, chi sulle pensioni, chi sulla patrimoniale». Con Tremonti, col quale ha pranzato assieme a Letta («Ci ha allietato con il suo vasto repertorio di motti e aneddoti, alcuni molto divertenti»), ammette delle «contrapposizioni di vedute», ma smentisce le «tensioni», che esisterebbero «solo sui giornali». Con lui prevede di arrivare «a fine legislatura». Come il governo. Si ricandiderà? «Se sarà necessario non mi tirerò indietro, ma mi auguro che non lo sia». A questo punto lo speech di Tremonti a palazzo Chigi è in parte oscurato. Anche se il ministro ce l’ ha messa tutta per essere brillante. Sin dall’ esordio: «Anche noi del governo abbiamo fatto richiesta per i lavori usuranti». E poi: «Ci siamo chiesti che mese era…agosto». Più volte, come aveva già fatto il giorno prima, insiste sul “miracolo” di aver chiuso la manovra in soli sette giorni. Ripropone la sua teoria degli eurobond, la «via maestra» li definisce: «Se ci fossero, non ci sarebbe bisogno di queste misure d’ emergenza». In questa «estate di lavoro» scriverà «la traccia di un libro» sugli scenari internazionali e sulle cause della crisi. La riassume così: «La curva ascendente degli spread è iniziata perché sui mercati si è diffusa, dall’ autunno, l’ idea che l’ Europa non sia in grado di gestire la crisi. Quella greca si è unita a quella americana, con una conseguente accelerazione». Poi, quasi a discolparsi: «Le turbolenze delle scorse settimane non erano prevedibili». Gli scappa un «ho come l’ impressione che ci rivedremo». Chiosa «good point» alla domanda della corrispondente del New York Times. Guarda all’ Europa: «C’ è grande attesa per il vertice franco-tedesco della prossima settimana. Molto dipende dalle scelte che si faranno sull’ Europa e per l’ Europa nei prossimi giorni».

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