La signora divide. Ma in definitiva, il consorte può contare sull’ indulgenza, o sul silenzio, delle “sue” donne in politica. Tra le donne del centrodestra circola qualche imbarazzo? «Imbarazzo per tutto quello che è accaduto prima, le candidature alle europee, le veline eccetera. Ma i due piani vanno tenuti distinti, sulla separazione Lario-Berlusconi francamente non me la sento di fare un commento pubblico», si trincera dietro il riserbo professionale Giulia Bongiorno, avvocato, Pdl-provenienza An, una che solitamente non ha peli sulla lingua. Però qui, sul divorzio di Berlusconi e soprattutto su quell’ accusa, a quanto pare gettata lì da Veronica di non poter restare accanto a un uomo che «frequenta minorenni» – s’ intende la napoletana Noemi Letizia – la prudenza impera. Stefania Prestigiacomo per dire, che dalla signora Berlusconi è stata citata come esempio di donna che dà lustro alla politica al pari di Nilde Iotti, del Capo si limitaa dire: «Lui ha bisogno della famiglia. Spero che non si separino, per Berlusconi la famiglia è un grande rifugio». Un happy end del tutto improbabile. Daniela Santanché prevede che «ne vedremo di peggio», e attacca alzo zero la signora: «Ha fatto un danno agli italiani, perché Berlusconi piaccia o no è il presidente del Consiglio. E se non altro il ruolo di madre avrebbe dovuto impedirle di dare il padre dei suoi figli in pasto agli avversari». A parteggiare per Veronica è Maretta Scoca, avvocato del diritto di famiglia, che però le rivolge un invito: «Eviti di ricorrere agli addebiti, alle prove sui doveri di fedeltà violati», far volare gli stracci non giova. Quanto questo divorzio, che sta facendo il giro del mondo, sia lontano da altre celebri crisi familiari, lo segnala Margherita Boniver, sottosegretario agli Esteri: «L’ Italia è severa nei confronti delle mogli dei leader mentre c’ è una grande indulgenza verso le inclinazioni e le predilezioni al maschile». Niente a che vedere con Sarkozy e Cecilia. Qui da noi, ammette Boniver, c’ è un retrogusto amaro per la bagarre su veline, troniste, letteronze, «il ciarpame politico» di cui ha parlato Veronica. Un premier che si circonda di favorite? Incredula, Isabella Bertolini. Assolutoria Gabriella Giammanco, a cui Berlusconi a inizio legislatura inviò un bigliettino comprensivo («Gabri e Nunzia, grazie ma potete alzarvi» dagli scranni parlamentari). Ora Gabri dice: «Si sa com’è Berlusconi. Geniale. Il divorzio è una storia d’amore finita». Né il premier/papi la turba: «Sarà andato da quella ragazza perché siamo in campagna elettorale». Flavia Perina, direttore del Secolo d’ Italia, ha pubblicato un articolo sul maschilismo dalle parti del Pdl, però sul divorzio:«È una guerra,e si saà la guerre comme à la guerre». Tace Giorgia Meloni: «Io lavoro, queste cose sono personali».
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