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Governo Berlusconi IV: ottavo mese


Governo Berlusconi IV: ottavo mese

Silvio Berlusconi

Una mini-guerra dei numeri sul contingente italiano in Afghanistan. Il problema è che protagonisti sono i massimi responsabili politici del Governo, ovvero il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il ministro della Difesa Ignazio La Russa. Dopo gli incontri di martedì con David Petraeus, il generale del comando Usa da cui dipendono Iraq e Afghanistan, La Russa in Commissione Difesa ieri ha confermato un vecchio progetto dell’ Esercito italiano.

Il Senato approva (con 149 sì e 111 no) la Legge Finanziaria 2009. Viene inoltre approvata (con 151 sì, 0 no e 2 astenuti) la Legge di Bilancio. Le opposizioni non partecipano al voto sull’ultimo provvedimento. Un dato positivo comunque c’ è: secondo gli ultimi dati del Bollettino statistico della Banca d’ Italia a settembre l’ indebitamento della pubblica amministrazione si è attestato a 1.648,5 miliardi di euro, in calo di quasi 18 miliardi rispetto al livello record toccato ad agosto. Il livello del debito pubblico torna dunque ai minimi di febbraio. In aumento le entrate.  La Camera approva in via definitiva (con 273 sì, 174 no e 2 astenuti) la Legge Finanziaria 2009. Viene inoltre approvata in via definitiva (con 275 sì, 179 no e 1 astenuto) la Legge di Bilancio. Poche le modifiche apportate nel corso dell’esame al provvedimento. Fra le novità introdotte a Palazzo Madama una stretta sui derivati degli enti locali, con la riscrittura dell’articolo 62 della manovra d’estate. Viene incrementato il Fondo per la valorizzazione e la promozione delle aree territoriali svantaggiate confinanti con le regioni a statuto speciale con un apporto di 22 milioni di euro l’anno nel 2009 e nel 2010 e di 27 milioni di euro nel 2011. Per la scuola arrivano120 milioni di euro. Sale il prelievo dell’Erario sulle new slot: si passa da 12,70 a 13,40 euro a partire dal 1° gennaio 2009. Le maggiori entrate che arriveranno, rispetto a quanto incassato nel 2008, saranno divise tra Unire e Coni.

La Camera ha approvato la fiducia al decreto Gelmini sull’università. A favore hanno votato 302 deputati, 228 i contrari e 2 gli astenuti. Il via libera definitivo sul provvedimento arriverà domani in tarda mattinata, dopo l’esame degli ordini del giorno. I tempi dunque dovrebbero essere rispettati: il decreto deve essere convertito definitivamente entro il 9 gennaio, pena la decadenza. In futuro, secondo gli intendimenti del ministro dell’Università e della ricerca, nelle università italiane si dovrebbero ridurre gli sprechi, i concorsi saranno più trasparenti, i prof perditempo avranno vita difficile e i gli studenti meritevoli saranno valorizzati. Ma sull’efficacia del provvedimento l’opposizione nutre parecchi dubbi. La legge-Gelmini introduce una serie di novità.  Dal freno alle assunzioni (solo gli atenei con i conti a posto potranno assumere nuovo personale), con la lista degli atenei “buoni” compilata in base ai parametri individuati dal Civr (Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca) e dal Cnvsu.

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