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Berlusconi da Bush: azione comune Ue-Usa

Berlusconi da Bush: azione comune Ue-Usa

Silvio Berlusconi e George W. Bush

«Insieme, Europa e Stati Uniti, ce la possiamo fare. Ora abbiamo le armi per impedire che la crisi finanziaria, la più grave nel mondo globalizzato, possa infettare come un virus anche l’ economia reale». Dalla capitale americana Berlusconi conferma la sua strategia dell’ ottimismo. Una volta arrestata l’ emorragia si tratta di trovare nuove regole per impedire che la crisi riemerga. A questo scopo il G8 allargato anche agli altri protagonisti dell’ economia mondiale, un G14 o un G16, sarebbe il sistema più adatto di «governance» dell’ economia. Attenzione, però, a non passare da un eccesso all’ altro: dalla mancanza di regole a un eccesso di regole: «Non vorremmo che dopo tutto ciò che è successo ci fosse un eccesso di statalismo, di burocrazia e di regole nel mondo della finanza». «A Parigi – ha spiegato Berlusconi a Bush – abbiamo approntato rimedi e assunto decisioni che sono convinto potranno essere positivi e far sì che la crisi dei mercati finanziari non coinvolga l’ economia reale». E «sono convinto che abbiamo le armi e i modi per far sì che il benessere diffuso tra i cittadini non subisca arretramenti». La «cosa più importante» in questo momento di crisi è «che America e Ue possano agire in modo coordinato». Bush ha confermato che Italia e Usa sono «impegnati insieme per trovare soluzioni» alla crisi economica globale e Washington accoglie con favore «le coraggiose iniziative» europee per far fronte alla crisi. Nella dichiarazione congiunta alla Casa Bianca, Berlusconi si era detto «assolutamente d’ accordo» con l’ idea del presidente Usa di organizzare «nelle prossime settimane» una riunione del G8 sulla crisi finanziaria. Più tardi il premier è stato più prudente. Finora, ha detto uscendo dalla National Gallery of Art dove ha visitato con la moglie di Bush, Laura, una mostra su Pompei, «tutti i provvedimenti sono stati concepiti insieme. Poi vedremo se ci sarà bisogno di un G8. Ma credo che tutti saremo disponibili». Quanto al G8 del 2009 «avremo la responsabilità di questo vertice che molti vedono come la formula più adatta per la futura «governance». Ma sono tutti d’ accordo che poi diventi G14 o G16». Nell’ immediato «va garantita la liquidità del sistema bancario in modo che le banche possano sostenere gli investimenti delle imprese e i consumi». Un «obiettivo da perseguire con un lavoro coordinato» ha aggiunto riferendosi ai consigli dei ministri dei paesi europei. Se ci fosse bisogno di interventi del governo nella ricapitalizzazione delle banche «siamo disponibili ma lo faremo mantenendone il carattere privato».

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