Lech Walesa, l’ex leader di Solidarnosc, non ha alcuna remora nel criticare i gemelli che guidano la Polonia: “I metodi dei Kaczynski per ridurre al silenzio chiunque non sia d’accordo con loro mi ricordano quelli attuati dai comunisti per distruggere Solidarnosc. Sono loro due che dovrebbero essere arrestati”. L’ex presidente Aleksander Kwasniewskij afferma sarcastico: “Ve lo avevo detto”. Il vecchio generale Jaruszelskij non critica quanto sta avvenendo, ma aspetta sul bordo del fiume il famoso cadavere. Il Primate della Chiesa polacca accende un cero sotto l’icona di Woytila, il Papa chiamato a salvare la Polonia prima dei gemelli e vorrebbe un governo diverso ma non lo dice. I giornalisti del quotidiano Gazeta Wyborcza sbattono in prima pagina un titolo che denuncia la faida politica scoppiata al vertice del Paese, mentre i cattolici della famosa Radio Marija si impegnano a non pregare più per chi non lo merita, a buon intenditore poche parole. E così, in questo clima di crisi a tutto campo, la Polonia si avvia alle elezioni. Il parlamento è stato sciolto il 7 settembre e la consultazione si terrà il 21 ottobre prossimo, così come messo nel conto dal partito al governo, quello appunto dei gemelli Kaczynski: Lech, presidente della Polonia e Jaroslaw, premier.
I due, ora, non sono proprio al massimo della popolarità con gran parte della popolazione che si sta svegliando e riconosce in loro le icone del nazionalismo e del fondamentalismo. I gemelli hanno portato il Paese sull’orlo del discredito nazionale e internazionale. Hanno trasformato la Polonia in un’autentica palla al piede per il processo di integrazione europea. Sono riusciti a sabotare gran parte delle iniziative maturate in seno all’Unione Europea, come la “Giornata europea contro la pena di morte” e ad imporre, in particolare, un accordo al ribasso sui principi che dovrebbero forgiare la nuova Costituzione europea.
Il colpo di grazia per i Kaczynski sembra arrivato due giorni fa quando è stata presentata la nuova alleanza per le elezioni di ottobre formata dai socialdemocratici del partito Sld (postcomunisti) e gli ex militanti di Solidarnosc. A tenerla a battesimo è l’ex presidente Alexander Kwasniewski, che l’altroieri ha aperto ufficialmente la campagna elettorale della nuova sigla “Lid – Letica i Demokraci”.
La Lid, in realtà, è gia stata sperimentata nelle elezioni amministrative del 2006 ottenendo il 10%. Ora, a livello nazionale, i sondaggi la danno al 12%, la terza forza del paese dopo il 30% del Pis dei gemelli ed il 25% dei liberali. Sarà lo stesso Kwasniewski, che ha terminato il suo secondo mandato nel 2005, a prestare il suo volto sui manifesti per la battaglia contro i Kaczynski.
Anche il quotidiano Gazeta Wyborcza parla già di una stagione che si sta chiudendo fa notare che ora tutti i sondaggisti e i politologi pronosticano un calo degli ultraconservatori del Pis – “Diritto e giustizia” – di Jaroslaw Kaczynski, i quali supererebbero a stento il 20%.
Lo scontro tra i gemelli e i loro ex-alleati nella coalizione di governo segnala anche un forte calo di popolarità per tutti e tre i partiti della coalizione, Legge e Giustizia che è il partito dei Kaczynski, Autodifesa, che ha una forte base nelle campagne, e la Lega delle famiglie. Si tratta, è noto, di schieramenti ultraconservatori e ultranazionalisti che si presentarono alle elezioni del 2005 sventolando la bandiera della moralizzazione della vita polacca. A questo punto solo chi riuscirà a dimostrare di essere senza macchia uscirà da questa battaglia tentando poi di sopravvivere sino alla consultazione elettorale. Ma sembra evidente che il regime imposto dai due gemelli sia prossimo al capolinea.
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