Morgan Tsvangirai è soggetto a una vera e propria persecuzione: arrestato nell’Ottobre 2000 e nel Giugno 2003, l’11 marzo 2007, durante un incontro di preghiera del partito, è stato arrestato e picchiato, e rilasciato qualche giorno dopo: ma le sedi del suo partito sono state assaltate dalla polizia. L’MDC è ormai l’unico punto di riferimento per le organizzazioni umanitarie, per cercare di avere aggiornamenti sulla violenza politica. La dispersione dell’incontro dell’11 marzo 2007 ha avuto un bilancio pesantissimo: durante gli scontri la polizia ha ucciso a colpi d’arma da fuoco Gift Tandare, importante attivista del MDC, e il giorno dopo è morto Itai Manyeruke, un manifestante, in seguito al pestaggio subito dalle forze dell’ordine durante il loro intervento al raduno. Nhamo Musekiwa, guardia del corpo di Tsvangirai, è morto il 25 ottobre 2007 in seguito a complicazioni causate dal pestaggio che anch’egli aveva ricevuto l’11 marzo.
Sempre in quel giorno erano stati arrestati decine di membri del MDC, oltre lo stesso Tsvangirai, tutti picchiati e torturati. Desmond Tutu ha affermato che si respira il clima dell’apartheid, del quale sono vittime questa volta i bianchi e gli oppositori. Di recente Mugabe con uno scandalo ha messo fuori gioco l’arcivescovo cattolico di Bulawayo Pius Ncube. Ncube era da molto tempo il più coraggioso dissidente, aveva più volte accusato il presidente di assolutismo e tirannia, definendo la sua amministrazione un regime. Aveva chiesto al Regno Unito un intervento militare per deporre il demagogico dittatore, e le sue affermazioni erano state tanto temerarie da farlo definire l’arcivescovo anti-Mugabe. Il monsignore si è trovato coinvolto in un caso di adulterio, essendo Stato accusato di aver intrattenuto una relazione con una donna sposata. L’accusa, che sarebbe provata da alcune foto di assai dubbia autenticità, è stata lanciata nell’Agosto 2007 e il presidente, che controlla i mass media, ha mosso una campagna di informazione che dimostrasse e lasciasse intendere in ogni modo la colpevolezza dell’arcivescovo. Questi ha presentato il 12 settembre le dimissioni, accettate da Benedetto XVI.
Tutti i vescovi dello Zimbabwe hanno sempre difeso Ncube dall’accusa e lo stesso prelato ha affermato la sua innocenza, accusando lo Stato di aver architettato tutto per denigrarlo e farlo tacere. La creazione di questo scandalo sarebbe stato un atto contro l’intera Chiesa cattolica dello Zimbabwe, i cui rapporti col governo si sono fatti sempre più tesi. Ncube ha inoltre aggiunto che non si sarebbe mai dimesso, ma che era stato opportuno farlo dopo il putiferio scatenato dai mezzi di informazione, sui quali Mugabe ha stretto la morsa per il loro controllo. Intanto la situazione diventa sempre più tesa e Mugabe ha deciso di candidarsi anche alle prossime elezioni, che si terranno nel 2008. Sebbene il suo potere sembri agli sgoccioli, il vecchio presidente continua a reprimere i dissidenti e le violazioni dei diritti umani da lui commesse si fanno sempre più gravi.
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