Guerra

Italia e Francia vanno in Libano

L'Italia e la Unifil 2

L’Italia e la Unifil 2

L’Italia e la Francia hanno previsto di partecipare con parecchie migliaia di soldati per rinforzare la forza provvisoria delle nazioni unite nel Libano (FINUL), di cui i contanti aumenteranno fino ai 15.000 soldati, secondo previsione la risoluzione 1.701, che venerdì ha adottato all’unanimità il Consiglio di sicurezza. Di rinforzo, il FINUL dovrà appoggiare l’esercito libanese nel sud del paese, anche se il calendario non ancora è stato deciso. Dal momento che, 1.990 soldati di otto paesi compongono il FINUL. Queste sono le aspettative di partecipazione alla nuova forza internazionale.

– L’Italia. Fra 2.000 e 3.000 soldati potrebbero essere spiegati, secondo le fonti del Ministero di difesa. I primi militari arriverebbero in Libano il 24 da agosto in una missione di controllo.

– La Francia. Coautore con gli Stati Uniti della risoluzione 1701, la Francia desidera avere il controllo del FINUL. Le fonti ufficiali assicurano che trasmetterà fra 2.000 e 4.000 soldati.

– La Spagna. Il governo maneggia il numero di 700 soldati. “La Spagna è organizzata per partecipare„, dichiarato ieri il ministro di difesa, Jose Antonio Alonso.

– Malaisia. Ministro principale, Abdulá Ahmad Badawi, dichiarato che il suo paese trasmetterà un primo battaglione di 1.000 soldati non appena il Onudà la relativa approvazione.

– Il Belgio. Il ministro belga di difesa ha affermato che il suo governo trasmetterà ai soldati ed al materiale “non appena ci è un mandato libero e preciso del Onu„.

– Il Portogallo. Il governo del Portogallo “è organizzato per contribuire„.

– La Norvegia. Il Ministero degli esteri sta treparando le truppe ma pensa che sia “troppo presto„ per dare un numero.

– L’Indonesia ed il Marocco. Beirut afferma che questi due paesi sono organizzati per partecipare.

– La Tailandia. Il paese asiatico considera in senso “positivo„ la richiesta del Onu a partecipare al FINUL, secondo il Ministero degli esteri.

Oltre a questi paesi, un altro si dichiara indeciso. La Turchia desidera “più chiarezza„ prima di impegnarsi. Anche se il governo della Germania è per una partecipazione, parecchi capi politici preferiscono evitare, per i motivi storici, per via del coinvolgimento di Israele nella guerra. Il premier australiano, John Howard, ha dichiarato che nel caso il suo paese inviasse soldati sarebbe “su scala bassissima„. In Polonia, in Svezia, in Danimarca, in Australia ed in Bulgaria, la decisione ancora non è stata presa.

Il Regno Unito già ha scartato di partecipare e non si spera neanche nell’invio dei soldati degli Stati Uniti, l’alleato principale di Israele. L’India,  ha già  650 soldati nel FINUL, non desidera aumentare la sua partecipazione.


Prodi – si legge in una nota di Palazzo Chigi – ha avuto ieri sera una conversazione telefonica con il primo ministro israeliano Ehud Olmert. Nel corso del cordiale colloquio, il presidente Prodi ha espresso al premier Olmert il cordoglio del Governo italiano per le vittime israeliane registratesi nel corso delle ultime settimane di combattimenti. Il presidente del Consiglio ha altresì espresso il vivo auspicio del Governo, affinchè Israele accetti quanto prima la risoluzione del Consiglio di Sicurezza per il cessate il fuoco in Libano. Il president« Prodi ha quindi informato il collega israeliano che il Governo italiano sta valutando le modalità della partecipazione alla forza Onu che verrà dispiegata in Libano. Olmert ha risposto che nel corso della riunione’ del governo israeliano di stamattina,, avrebbe raccomandato l’accettazione della risoluzione 1701 ed ha aggiunto» che il suo Paese vedrebbe con fayone la partecipazione di truppe italianie alla costituenda forza Onu. I due leader – conclude il comunicato – hanno concordato di tenersi in stretto contatto nei prossimi giorni.

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