Così urlavano i manifestanti della contromanifestazione organizzata per ostacolare il Pride di Bucarest. Sono accorsi in tanti, «in difesa della normalità, della moralità e dei valori tradizionali della famiglia ortodossa», come gridavano da un gruppetto di manifestanti.
Una coalizione trasversale, sacerdoti della Chiesa ortodossa, anziane signore col crocefisso in mano, estremisti della destra omofoba, naziskin. Si sono dati appuntamento, loro così diversi tra loro, ma uniti per questa crociata antigay. Dieci i feriti, quasi tutti tra i gay e le lesbiche in corteo, 51 gli arrestati tra i contro-manifestanti. Octav Popescu, uno degli organizzatori della parata gay, ha dolorosamente commentato: «In Romania ci sono seri problemi ad accettare le minoranze. E in questo la chiesa ha grandi responsabilità avendo largamente influenzato negativamente i nostri connazionali». Magari il Papa tedesco condannerà i fatti sanguinosi rumeni in una soleggiata domenica mattina durante l’Angelus?
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