Parlamento

L’ Udc si sgancia: auguri a Prodi

Verso il Pd, è nato il comitato dei 45

Romano Prodi

Forza Italia e la Lega non riconoscono la decisione della Cassazione e quindi continuano a negare la vittoria dell’ Unione, l’ Udc al contrario fa immediatamente gli «auguri di buon lavoro» a Prodi, mentre An si limita a «prendere atto» della pronuncia della Corte. La Casa delle libertà si presenta così, in ordine sparso, di fronte al pronunciamento della Corte di Cassazione sull’ esito elettorale.

Il più lesto a commentare è il segretario dell’ Udc Lorenzo Cesa, che si smarca dalla linea di attacco frontale del Cavaliere e concede la vittoria all’ avversario: «Rivolgo a Romano Prodi – dice Cesa in una dichiarazione concordata con Pier Ferdinando Casini – il nostro augurio di buon lavoro nell’interesse dell’ Italia. L’ Udc svolgerà la sua battaglia per assicurare un’ alternativa di governo ai tanti moderati che ci hanno dato la loro fiducia». Il partito del premier uscente ribolle invece di rabbia per quello che considera un successo rubato. La linea la dà Giulio Tremonti alla trasmissione “Otto e mezzo”. Quando Giuliano Ferrara gli chiede se la Cdl neghi la vittoria dell’ Unione, il vicepresidente di Forza Italia annuisce – «sì, è così» – aggiungendo poi che la proclamazione dei risultati da parte della Cassazione «non esaurisce tutti i controlli sul risultato elettorale». Chiarisce il coordinatore Sandro Bondi: «Prendiamo atto della decisione della Cassazione, un giudizio contabile limitato alle schede contestate ed ai verbali ma che prescinde dalle schede annullate che sono più di un milione. Restano perciò impregiudicate le riserve che continueremo a far valere nelle sedi opportune». Forza Italia ribadisce con Renato Schifani che i risultati proclamati dalla Corte sono «provvisori» e difatti i legali di via dell’ Umiltà stanno già studiando un ricorso al Tar del Lazio e la richiesta di verifica da parte delle giunte per le elezioni di Camera e Senato.

Un accanimento che porta l’ udc Marco Follini a dare un consiglio ironico al Cavaliere: «Spero che Berlusconi scelga di sfidare il centrosinistra sul terreno della politica e lasci gli azzeccagarbugli al loro destino». Sulla stessa linea dura di Forza Italia si attesta Roberto Calderoli (che insieme a Roberto Maroni ha incontrato ieri pomeriggio il premier a via del Plebiscito). L’ ex ministro delle Riforme, che si è visto respinto il suo ricorso da parte dei magistrati, insiste sullo scontro: «Ho letto le motivazioni della Cassazione alla mia istanza e io su questa base la vittoria alla sinistra e a Prodi non la riconosco e aggiungo che si utilizzeranno tutti gli strumenti per dimostrare la realtà. E cioè che la Cdl ha preso più voti». Nel silenzio di Gianfranco Fini, il commento ufficiale di An è affidato a un laconico comunicato del portavoce del partito, Andrea Ronchi: «Prendiamo atto delle decisioni della Cassazione. Rimane il problema posto dal ministro Calderoli». Ora, visto che la Cassazione ha già risolto «il problema» Calderoli (e una seconda pronuncia non è possibile), l’ unica strada resta il ricorso alla giunta delle elezioni, dove tuttavia l’ Unione avrà la maggioranza. Un altro fronte polemico si apre sul voto all’ estero. Mentre Forza Italia con Tajani chiede alla Corte di Cassazione «che non venga promulgato il voto degli italiani residenti all’estero» a causa di «irregolarità di enorme gravità», è il ministro Mirko Tremaglia ad annunciare con enfasi che «al Senato la maggioranza di due voti a favore di Prodi, determinati dagli eletti all’estero, non c’ è più. E questo cambia le carte in tavola». L’ esponente di An, anche se non lo dice, si riferisce al neo senatore argentino Luigi Pallaro, eletto con una lista indipendente. Se l’annuncio fosse vero, la maggioranza si ridurrebbe a un senatore (158 a 157), ma il coordinamento dell’ Unione per gli italiani all’ Estero contesta le affermazioni del ministro ricordando le parole di Pallaro in campagna elettorale, «quando disse che per garantire il raggiungimento di alcuni obiettivi per gli italiani all’estero avrebbe votato la fiducia allo schieramento di maggioranza».

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