Droghe

Governo Berlusconi III: dodicesimo mese


Lite Fi-Udc: nella Cdl è crisi profonda

Silvio Berlusconi

“Vorrei solo sentire il parere di alcuni sindaci della Casa delle libertà sull’ultima frase detta dal presidente del Consiglio sull’Ici”. Così Romano Prodi, al termine del duello tv con Silvio Berlusconi sulla proposta lanciata dal premier nell’appello finale a proposito dell’abolizione della tassa sulla prima casa. Al dibattito televisivo di ieri sera tra i due candidati premier alle elezioni del 9 e 10 aprile il leader del centrosinistra Romano Prodi si è difeso dagli attacchi del premier Silvio Berlusconi che, più nervoso, ha deciso addirittura di non rispondere ad alcune domande per continuare il suo attacco contro i cosiddetti “comunisti”. Nel secondo e ultimo faccia a faccia prima del voto si è parlato soprattutto di tasse e crisi economica, sfiorando la questione della presenza femminile nella società. In mezzo a tanto entusiasmo anche voci discordi. Non usa mezze misure il senatore dell’Udc Amedeo Ciccanti. “Non si vincono le elezioni sparandole più grosse dell’avversario, agli elettori bastavano le ‘balle’ di Prodi – dice Ciccanti – Per fortuna che ha parlato a nome di FI e nel programma della Cdl una proposta del genere non compare”. “Al 90esimo Berlusconi, dopo un pareggio senza emozioni, butta la palla nella sua rete con la incredibile proposta di cancellare l’Ici”, conclude il senatore Udc.

L’Italia è spaccata in due ma l’Unione ha i numeri, seppur molto risicati, per governare anche al Senato. Al termine di un estenuante scrutinio, alla Camera ha vinto il Centrosinistra (49,8%) per 25.224 voti, ma grazie al sistema elettorale ha 63 deputati in più: 340 contro i 277 del Centrodestra (49,73%). Al Senato Casa delle Libertà (50,2% – 155 seggi) avanti di un seggio sull’Unione (48,95% – 154 seggi). L’Unione però ha annunciato la conquista di 4 senatori su 6 nella circoscrizione estero per il Senato e quindi la conquista della maggioranza nell’assemblea di Palazzo Madama. L’annuncio della è stato fatto dal senatore Franco Danieli, responsabile per gli italiani all’estero della Margherita, in una affollatissima conferenza stampa nella sede dell’Unione a piazza Santi Apostoli. Alle sei del pomeriggio i giochi sono fatti. E non c’è più spazio per niente, direbbe un croupier. Parla l’ Ufficio elettorale nazionale della Corte di Cassazione, giudice ultimo e supremo del voto elettorale, quello che chiude le urne una volta per tutte dopo nove giorni di allarmi, brogli, cifre presunte e errori materiali. Nove giorni in cui il premier uscente Silvio Berlusconi non ha riconosciuto la vittoria a Prodi che da ieri è nero su bianco ed ha la forza dei numeri.

An e Udc reagiscono con freddezza all’accusa di brogli elettorali lanciata ieri sera da Silvio Berlusconi, e non ritengono che l’esito del voto – favorevole al centrosinistra – possa essere ribaltato dalle verifiche sulle schede contestate. Da Forza Italia e dall’Udc arrivano inoltre secche smentite all’ipotesi di un decreto legge per il riconteggio di tutte le schede contestate. Il candidato premier di centrosinistra, Romano Prodi, avvicinato dai cronisti stamani a Bologna, ha detto: “Visto che non c’è niente, si può stare sereni”. Parlando in inglese ai microfoni di Reuters Tv, stamattina Prodi, terminata a Bologna la sua corsetta mattutina, aveva detto: “Berlusconi è incapace di perdere, di ammettere che noi abbiamo vinto […]. Non è una sorpresa, ma è solo questione di pochi giorni e tutto sarà ufficiale”.  Forza Italia e la Lega non riconoscono la decisione della Cassazione e quindi continuano a negare la vittoria dell’ Unione, l’ Udc al contrario fa immediatamente gli «auguri di buon lavoro» a Prodi, mentre An si limita a «prendere atto» della pronuncia della Corte. La Casa delle libertà si presenta così, in ordine sparso, di fronte al pronunciamento della Corte di Cassazione sull’ esito elettorale. Il più lesto a commentare è il segretario dell’ Udc Lorenzo Cesa, che si smarca dalla linea di attacco frontale del Cavaliere e concede la vittoria all’ avversario: «Rivolgo a Romano Prodi – dice Cesa in una dichiarazione concordata con Pier Ferdinando Casini – il nostro augurio di buon lavoro nell’interesse dell’ Italia. L’ Udc svolgerà la sua battaglia per assicurare un’ alternativa di governo ai tanti moderati che ci hanno dato la loro fiducia». Il partito del premier uscente ribolle invece di rabbia per quello che considera un successo rubato. Sul palco del palazzetto dello sport canta una canzone di Teddy Reno, recita una tenera poesia di Umberto Saba, promette di spedire un suo disco di canzoni napoletane a tutte le signore partenopee, ma il Berlusconi in visita a Trieste per sostenere i due candidati della Cdl al ballottaggio di domani per la carica di sindaco e presidente della Provincia ha il cuore che sanguina: «Ho una ferita per un esito che non è stato quello che volevamo». Undici giorni per ammettere la sconfitta e il momento è arrivato. A modo suo, ovviamente: «Siamo i vincitori morali e politici di elezioni dove sono emerse clamorose irregolarità», spiega il premier prossimo alle dimissioni («starò in carica solo per l’ amministrazione corrente, la data la deciderà Ciampi»). E promette: «In Senato non passerà nulla che non sarà concordato con noi. Il governo di questi signori sarà solo una parentesi».

Per una sera persino ad Amsterdam qualcuno si è sintonizzato sulle frequenze di La7. Occhi puntati sulla trasmissione “8 e mezzo”.  Dopo le polemiche della passata settimana tra il governo olandese e il ministro italiano Carlo Giovanardi per le accuse del politico dell’Udc sulle leggi olandesi sull’eutanasia, nei Paesi Bassi il caso tiene ancora banco. Tanto da spingere i cronisti del “De Volksrant” – uno dei principali quotidiani olandesi – a seguire minuto per minuto il dibattito, taccuino alla mano. “Per Giovanardi i Paesi Bassi rimangono un paese nazista” ha titolato il “De Volksrant” dopo aver assistito alla puntata di “8 e mezzo”.

Marco Follini non parteciperà domani al consiglio nazionale dell’Udc per protesta nei confronti di quella che definisce una gestione del partito “furbesca e settaria”. Lo ha detto lo stesso Follini in una lettera al presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, al segretario e al presidente dell’Udc, Lorenzo Cesa e Rocco Buttiglione.

Dopo aver ribadito in mattinata che se la Cdl avesse avuto un altro candidato “sarebbe stato più comodo” anche per lui, Berlusconi attacca: “L’Udc ha commesso di recente molti errori credendo di prendere più voti”. E spiega: “Se qualcuno decide di votare per la Cdl, poi sceglie di darli a Casini, a Fini o a Berlusconi, secondo chi gli è più simpatico. Quindi non credo che ci sia un solo voto che, con il comportamento tenuto da questi signori, possa andare a loro”. Casini: “Non perdo tempo”. Non si fa attendere la replica del presidente della Camera: “Non voglio polemizzare con Berlusconi, i nostri elettori ci chiedono di far vincere il centrodestra, non di perdere tempo in queste polemiche. Non credo saranno molto contenti delle parole di Berlusconi…”. E ribadisce: “Il capo della coalizione è un conto, il premier è un altro, lo designa il Presidente della Repubblica. Chi “prenderà più voti tra me, Berlusconi e Fini, farà il premier. Il capo della coalizione è Berlusconi, così prevede la legge, anche perché è a capo di un partito che è la maggioranza nel centrodestra”. Ma “saranno gli elettori a decidere chi sarà il capo del governo”. Perché scomodare la Farnesina e il ministero degli esteri cinese, il comunismo e la Casa delle libertà? Ce lo siamo forse dimenticati quel che Silvio Berlusconi raccomanda sempre agli attivisti del suo movimento? Parlate facile, ripetete due o tre volte i concetti, considerate di avere di fronte a voi delle persone semplici come bambini della seconda media.Novello inventore di fiabe per adulti, il premier voleva appunto stregare la platea, domenica scorsa a Napoli. Così gli è venuto naturale riprodurre, attualizzato, l´incantesimo spaventevole dei fratelli Grimm, di Hans Christian Andersen, di Charles Perrault: “Nella Cina di Mao i comunisti non mangiavano i bambini, ma li bollivano per concimare i campi. E ancora oggi nell´opposizione ci sono tre partiti che orgogliosamente si dichiarano comunisti”. Lo avevamo scritto: Berlusconi non rispetterà la par condicio. E di fatti se n’è infischiato. Stasera è andato all’Antipatico, il programma di Rete4 condotto dal suo pluridipendente (direttore del Giornale e conduttore di Rete4) Maurizio Belpietro. E’ un ulteriore atto di prepotenza che testimonia l’allergia alle regole del nostro (speriamo ancora per poco) Presidente del Consiglio, che dimostra in modo ancor più tangibile cosa significhi conflitto d’interesse, che aggiunge un vulnus ad una campagna elettorale combattuta a suon di bugie ed insulti. Lo sproloquio conclusivo a Rete4 presumibilmente non basterà a modificare l’opinione degli italiani. Certo, non era mai accaduto finora, che uno dei candidati alla presidenza del Consiglio imponesse, nella serata conclusiva della campagna elettorale, una doppia presenza senza controparte politica su due reti nazionali a distanza di poche ore. 

Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha assicurato oggi, in un incontro con la stampa estera, che il governo centrerà tutti gli obiettivi economici, e che la pubblicazione della versione definitiva della Trimestrale di cassa non potrà che confermarlo. Ma, poco dopo l’incontro stampa, a smentire l’ottimismo di Tremonti sono arrivate le nuove previsioni del Fondo monetario internazionale, che parlano di una crescita dell’1,2% (aveva previsto l’1,5%) e di un disavanzo al 3,9% nel 2006 e al 4% nel 2007. Il governo aveva annunciato per il 2007 il rientro nei parametri di Maastricht, e quindi un rapporto deficit/Pil al 3%. Quanto al debito, il Fmi prevede che continuerà ad aumentare, passando dal 106,4% dello scorso anno al 106,8% il prossimo e al 107,3% nel 2007.  Sulle cifre della Trimestrale di cassa, e sulla loro corrispondenza rispetto a quelle dell’ultimo documento presentato dal governo italiano alla Commissione Europea, ina base al quale l’Ue ha sospeso la procedura per deficit eccessivo che aveva avviato nei confronti dell’Italia, c’è stato un battibecco tra il ministro e i giornalisti.

“Non può esimersi da un intervento”. “Ora deve intervenire Ciampi”. Si appella al presidente della Repubblica Silvio Berlusconi dopo che Romano Prodi, rispondendo a quella che chiama “la campagna di menzogne del centrodestra” sulla politica fiscale dell’Unione, ha accusato gli avversari di “delinquenza politica“. Accusa ribadita anche oggi. E alla quale il premier ha deciso di rispondere tirando in ballo il capo dello Stato. “Tremonti – ha detto il Cavaliere – si rivolgerà al Quirinale per chiedere il suo intervento perchè è inaccettabile che un competitor di un’altra parte politica possa accusare di delinquenza gli avversari”. “Credo che il presidente della Repubblica non possa esimersi dall’intervenire in modo molto preciso e determinato”, ha concluso il premier. Un ragionamento che non sembra però convincere Pierferdinando Casini. “Il presidente Ciampi ha già detto quello che pensa – spiega il leader dell’Udc – ha fatto un appello ad abbassare i toni. Si vede che Prodi non lo ha voluto ascoltare. E’ chiaro che il presidente Ciampi non può intervenire tutti i giorni in campagna elettorale. Ha già detto quello che pensa in modo inequivoco e chiaro”.  Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi esclude un secondo mandato e dice che continuerà a occuparsi di politica come senatore a vita. «Per fortuna l’anagrafe è dalla mia parte e in un certo senso scongiura l’eventualità di una riconferma da presidente», ha detto Ciampi, in occasione di un colloquio informale concesso a un giornalista, Marzio Breda del Corriere della Sera, riguardo all’ipotesi di un suo secondo mandato, che molti auspicano sia nel centrosinistra che nel centrodestra.  «E poi sono convinto che sette anni quassù siano già tanti. Raddoppiarli significherebbe… sì, forse, una specie di monarchia repubblicana». In ogni caso, precisa il capo dello Stato, «non mi ritiro affatto: farò il senatore a vita e ci metterò lo stesso impegno che ho sempre cercato di assicurare in tutti gli incarichi che mi sono stati affidati. In quelle vesti continuerò a seguire gli sviluppi politici e istituzionali del Paese e darò il mio contributo».

Silvio Berlusconi è riuscito a illudere e deludere anche Bono degli U2. Che chiede conto delle promesse che il premier fece al G8 di Gleneagles, in Scozia, circa l’aumento delle sovvenzioni italiane ai paesi poveri. L’Italia, in sostanza, si era impegnata a raddoppiare i fondi entro il 2010: “Signor Berlusconi”, scrive Bono in una lettera indirizzata al premier sul Corriere della Sera, “Ricordo una nostra conversazione in cui Lei si impegnava a sostenere e a implementare le decisioni del G8 per la cancellazione del debito dei Paesi che necessitavano di quel denaro per la salute e l’istruzione dei loro cittadini più bisognosi”.

Arrestata a Verona una nigeriana di 43 anni: per 300 euro era pronta a mutilare gli organi genitali di una neonata di 14 giorni: la polizia l’ha fermata poco prima che iniziasse l’intervento nell’abitazione dei genitori della piccola, una coppia di suoi connazionali. E’ il primo caso in Italia di applicazione della nuova legge sulla prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile. La donna arrestata aveva in una borsa forbici chirurgiche, flaconi di sostanze anestetizzanti e antibiotici, garze e olii emollienti. Le indagini hanno accertato che pochi giorni prima aveva eseguito un intervento simile su un’altra piccola di due mesi. “L’infibulazione è una pratica intollerabile – ha commentato il ministro per le Pari Opportunità Stefania Prestigiacomo – che nega i fondamentali diritti della persona colpendo la salute fisica e psicologica delle bambine. Ha fatto bene ad intervenire la polizia a Verona”.

Alla fine le tabelle della legge sulla droga sono state scritte calcolando il principio attivo degli stupefacenti. E allora bisogna fare un po’ di calcoli a braccio per capire cosa hanno stabilito gli undici esperti della commissione ministeriale. Il loro compito era di fissare il confine tra consumo e spaccio. Ovvero tra illecito amministrativo e reato penale. E hanno deciso, per esempio, che è consumo personale avere in tasca due grammi di principio attivo di cocaina, quattro volte i 500 milligrammi di principio attivo previsto per la cannabis. Tradotto? Parliamo di quattro grammi di cocaina tagliata al 50 per cento (che è già una cocaina molto pura) e di circa una ventina di spinelli, facendo una media tra molte cose, a cominciare dalla percentuale di Thc che può variare da pianta a pianta per finire, ovviamente, alla quantità usata per confezionare ogni singolo spinello.

«Ora posso dirlo: vi era un progetto terroristico che avrebbe dovuto essere attuato nel nostro Paese e l’azione di controllo e prevenzione dei nostri apparati ha consentito di sventarlo». Il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu, a margine di una manifestazione di Forza Italia a Cagliari, ha rivelato un piano sventato di due attentati terroristici che avrebbero avuto come obiettivi la centralissima chiesa di San Petronio a Bologna e la metropolitana di Milano. Pisanu ha riferito del coinvolgimento nel progetto di sette persone, tre delle quali sarebbero state espulse, due arrestate, una sarebbe sorvegliata puntualmente mentre un’altra sarebbe ancora ricercata. «Si tratta di un’operazione ormai positivamente conclusa», ha detto Pisanu. «C’era un progetto terroristico che è stato percepito tempestivamente, anche grazie alla preziosa collaborazione di Paesi amici». «Come si vede – ha concluso il ministro – il nostro sistema di prevenzione, basato sul controllo asfissiante del territorio e degli ambienti a rischio, si è rivelato ancora una volta piuttosto efficiente».

Ritrovarsi a sperare di scoprirsi un popolo di coglioni. Pensa tu dove ci ha portato quello… Comunque bisogna ammettere una cosa: il centro destra se la gioca bene. Loro, che a quanto pare hanno capito il profondo desiderio di farsi ognuno i cazzi suoi, si sono mostrati uniti fino alla fine, salvo poi porre gli accenti su quello che il loro elettorato più diretto si aspetta. Berlusconi toglie le tasse (anche la tassa sui rifiuti, a quanto pare), Fini punta sulla sicurezza, Bossi è contro i gay e contro il valico del Po, e Casini strizza l’occhio ai preti ed a chi ha un concetto di famiglia stile seicentesco. Il centrosinistra cerca di fare quello che ogni coalizione di governo dovrebbe fare: accontentare un pò tutti, scontentarne il meno possibile, promettere rigore, serietà e qualche necessario sacrificio. E forse è qui che stanno rischiando di più. In un Paese dove tanti (troppi) fanno delle rate per pagarsi un Ipod, è possibile far capire il concetto di sacrificio e (solo successivo) raggiungimento di un obiettivo?

Le posizioni di The Economist nei confronti di Silvio Berlusconi sono ormai ben note. Tutto iniziò nell’aprile del 2001 quando il settimanale fece la sua dichiarazione di voto con una copertina con il titolo, poi spiegato in un editoriale all’interno, “Perchè Berlusconi non è degno di guidare l’Italia“. Nell’estate 2003, The Economist ritornò all’attacco con una nuova copertina e con una lettera aperta al Presidente del Consiglio durante la sua presidenza dell’Unione Europea, nella quale venivano rivolte domande relative ai misteri mai svelati di Silvio Berlusconi.

Il Decreto del Ministro per i Beni e le attività culturali n. 239 del 20 aprile 2006 modifica il precedente regolamento disciplinando in modo diverso l’ingresso gratuito agli istituti ed ai luoghi della cultura. Sono tali i monumenti, musei, gallerie, scavi di antichità, parchi e giardini monumentali dello Stato. Sono quindi esclusi i parchi e i musei gestiti direttamente da privati e non di proprietà dello Stato. Il nuovo decreto, elencando gli aventi diritto all’ingresso gratuito, ha introdotto una novità anche a favore delle persone con disabilità.

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