Tredici persone con una pelle ‘nuova’ tutta rigorosamente ‘made in Italy’. Per la prima volta al mondo ricercatori italiani hanno applicato pelle artificiale, cioè completa di strato superficiale e profondo. Derma ed epidermide sono stati innestati a bambini affetti da nevo gigante. Ma anche a pazienti che avevano subito ferite traumatiche, brutte cicatrici diventate un ‘incubo’ da nascondere e anche per curare un caso di angiolipoma gigante, una neoplasia.
Questo è stato possibile ricostruendo la pelle in laboratorio utilizzando tre diversi tipi di cellule staminali prelevate dai pazienti. Gli interventi sono stati eseguiti a Roma, presso la cattedra di Chirurgia plastica dell’università La Sapienza diretta da Nicolò Scuderi. Lo ha reso noto oggi a Roma lo stesso direttore intervenendo al primo congresso nazionale Corte (Conferenza italiana per lo studio e la ricerca sulle ulcere, piaghe, ferite e la riparazione tessutale) che riunisce 34 società scientifiche e inoltre associazioni di pazienti e infermieri.
“Le cellule staminali adulte – ha detto Scuderi – si utilizzano da quasi trent’anni in chirurgia plastica ma soltanto adesso, dopo tanti tentativi, si è finalmente riusciti a ricostruire la pelle intesa come intero organo”, comprensivo cioè di derma ed epidermide. Finora in laboratorio era stato coltivato soltanto lo strato più esterno della pelle, l’epidermide, e soltanto recentemente alcuni gruppi di ricercatori nel mondo sono riusciti a ricostruire tutti gli strati, “ma finora nessuno ne ha mai descritto l’impiego clinico”, ha detto Scuderi.
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