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Giornata contro l’omobitransfobia, Mattarella: “Contrastarla è un dovere sancito dalla Costituzione”

Se il governo Meloni è colpevolmente silente, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto celebrare la Giornata Internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia.

Trentacinque anni fa l’Organizzazione Mondiale della Sanità decise di rimuovere l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali, ponendo così fine a una classificazione insensata e segnando l’inizio di un cambiamento culturale e sociale sulla strada della pari dignità dei cittadini“, ha scritto questa mattina Mattarella in una nota diffusa dal Quirinale, per poi aggiungere.

“I dati più recenti dell’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali ci ricordano tuttavia che il cammino da percorrere contro le discriminazioni è ancora lungo. Troppe persone sono ancora vittime di episodi di bullismo a causa del proprio orientamento sessuale, di violenze, spesso consumate nel silenzio degli ambienti familiari, vivono nel timore di poter essere se stessi. Contrastare ogni forma di emarginazione è un dovere sancito dalla Costituzione, rafforzato dagli impegni assunti dall’Italia a livello internazionale. Un principio che deve vivere nella realtà quotidiana, patrimonio comune che deve vedere il coinvolgimento attivo, consapevole e responsabile di ciascuno. Il tema della Giornata odierna – il potere delle comunità – richiama al valore del vivere insieme, con rispetto. Una comunità inclusiva sa di dover proteggere le differenze per costruire una società più giusta e più coesa, ampliando così la libertà di tutti”.

Stona l’assenza dell’identità di genere, mai citata da Mattarella a differenza dell’orientamento sessuale.

Come riportato dalla Rainbow Map 2025, l’Italia ha perso un ulteriore punto e si trova al 36esimo posto su 49 Paesi d’Europa per uguaglianza e tutela delle persone LGBT.

Anche sul fronte dei diritti transgender il Bel Paese si trova tra gli ultimi Paesi UE in quanto a diritti e tutele.

Quest’oggi, a partire dalle ore 14 in piazzale Ostiense, a Roma, si terrà una manifestazione nazionale contro l’omobitransfobia e un governo che da quasi 3 anni attacca un’intera comunità e le sue famiglie.

Per ora da parte di Giorgia Meloni, Ignazio La Russa, Lorenzo Fontana, Eugenia Maria Roccella, Matteo Salvini e Antonio Tajani, ovvero presidente del Consiglio, presidente del Senato, della Camera, Ministra delle Pari Opportunità, vicepremier 1 e vicepremier 2, nessun virgolettato ufficiale nei confronti del 17 maggio.

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