“La Russia non è un paese democratico e Putin è un dittatore. Ma io non ho paura delle loro minacce”. Kaja Kallas, dice che “questo è il modo in cui operano i russi: minacciare e intimidire. Vogliono che abbiamo paura delle loro minacce. La risposta è non averne”.
L’Alto rappresentante per la politica estera europea è stata duramente criticata dal Cremlino e contro il titolare del Cremlino si scaglia: “È un vero dittatore. E i dittatori funzionano così. Eliminano tutti i concorrenti. Basta pensare a come hanno ucciso Navalny. Il metodo è quello di eliminare le alternative e rendere felici i compari intorno a lui, le strutture di potere, come l’esercito e la polizia. E così si resta al potere”.
Sulla guerra in Ucraina, Kallas ricorda che “c’è un aggressore e una vittima. La Russia ha attaccato palesemente un altro Paese, la sua integrità territoriale, la sua sovranità. La Russia sta uccidendo civili sul territorio dell’Ucraina. L’Ucraina non ha fatto nulla per provocare questa guerra. Dobbiamo essere molto chiari. È molto raro nel mondo che i conflitti siano così bianco o nero. Ecco, la guerra in Ucraina è bianco o nero. C’è un aggressore e una vittima”. Quindi Donald Trump sbaglia, “non so perché lo dica. Oggi tutto è documentato. La Russia ha iniziato questa guerra il 24 febbraio 2022, una guerra su vasta scala. Nel 2014 hanno annesso la Crimea. Ma posso darvi un elenco di Paesi che hanno attaccato e nessuno ha mai aggredito la Russia. Da nord a sud: Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Georgia, Ucraina, Cecenia, Siria, Afghanistan. L’elenco è lungo”.
Per la tregua, “ci vogliono due persone per volere la pace. Ne basta una per volere la guerra. Trentaquattro giorni fa, l’Ucraina ha accettato un cessate il fuoco incondizionato. Per trentaquattro giorni la Russia ha bombardato colpendo i civili. Bambini, gente che andava in chiesa. Dimostra chiaramente che vuole solo la resa incondizionata dell’Ucraina”. Se Donald Trump vuole risolvere la situazione, “credo che potrebbe davvero porre fine a questa guerra in brevissimo tempo facendo pressione sulla Russia. La pressione invece è sull’Ucraina” afferma Kallas, “non si è ancora vista una forte pressione sulla Russia. Capisco che all’inizio tutti debbano salvare la faccia, ma la Russia avrebbe potuto mostrare un po’ di buona volontà restituendo, ad esempio, le migliaia di bambini deportati o rilasciando i prigionieri di guerra o qualsiasi altra cosa. E invece nulla”.
In Europa “dobbiamo aiutare l’Ucraina” e dobbiamo “essere molto vigili riguardo alle narrazioni russe che guadagnano terreno in Europa. In democrazia, alla fine la gente vota. Ma il loro voto è molto legato a ciò che sentono dai media e a ciò in cui credono. Questa è davvero una lotta per la verità”.
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