Governo

Cecilia Sala liberata

Il 29 dicembre sul sito del governo è stata pubblicata una nota alla stampa per far sapere che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni stava seguendo «con costante attenzione la complessa vicenda di Cecilia Sala fin dal giorno del fermo, il 19 dicembre», e che sulla questione erano al lavoro anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. 

Il 2 gennaio, circa due settimane dopo l’arresto, il governo si è riunito per fare il punto della situazione. Durante la riunione, a cui hanno partecipato oltre a Meloni, Tajani e Mantovano, anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il consigliere diplomatico della presidente, Fabrizio Saggio, il governo ha ribadito «l’impegno presso le autorità iraniane per l’immediata liberazione di Cecilia Sala, e, in attesa di essa, per un trattamento rispettoso della dignità umana». 

Sempre il 2 gennaio, Tajani ha convocato l’ambasciatore iraniano in Italia per chiedere la liberazione immediata della giornalista e Meloni ha avuto un colloquio telefonico con Renato Sala, padre di Cecilia, mentre ha incontrato a Palazzo Chigi la madre, Elisabetta Vernoni. «Mi auguro azioni forti da parte del nostro Paese. Non piango né chiedo scadenze. Cecilia è una ragazza di 29 anni che non ha fatto nulla di sbagliato. Non possono rovinarle la vita per sempre. È solo una giovane italiana», aveva detto Vernoni ai giornalisti al termine dell’incontro. 

Un po’ a sorpresa, il 5 gennaio Meloni è andata in Florida per incontrare il prossimo presidente degli Stati Uniti Donald Trump nella sua residenza di Mar-A-Lago e discutere di una serie di temi, tra cui, secondo fonti stampa, quello della giornalista italiana. La stessa presidente del Consiglio ha commentato la sua visita sui social network, parlando di una «bella serata» trascorsa con Trump. Sugli esiti dell’incontro però, data la delicatezza dei temi trattati, è rimasto assoluto riserbo. La visita di Meloni negli Stati Uniti sarebbe servita a «ottenere da Trump l’impegno di non polemizzare» con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden «sulla vicenda Sala-Abedini». «Resta tuttavia da capire cosa ha garantito l’Italia all’Iran (e agli Stati Uniti) nel corso dei negoziati», ha aggiunto Il Post.

Il giorno successivo al viaggio in Florida di Meloni, il sottosegretario Mantovano ha tenuto un’audizione di due ore e mezzo al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (COPASIR). Quest’ultimo è l’organo parlamentare che vigila sull’operato dei servizi segreti e sulle questioni di sicurezza nazionale. Pure in questo caso il contenuto della riunione non è stato reso pubblico, ma secondo fonti stampa i parlamentari hanno chiesto spiegazioni a Mantovano riguardo le dimissioni della direttrice generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS) Elisabetta Belloni, rese note il 7 gennaio. 

Il DIS, che opera per conto della Presidenza del Consiglio, ha compiti di coordinamento e vigilanza sulle attività dei servizi segreti italiani. Visto il suo ruolo nei servizi, in un primo momento le dimissioni di Belloni sono state collegate alla vicenda Sala, ma l’8 gennaio l’ipotesi è stata smentita dalla stessa Belloni al Corriere della Sera. «Una cosa ci tengo a dirla ed è l’unico motivo che mi fa rompere il riserbo che mi sono imposta in tutti questi mesi: non vado via sbattendo la porta», ha detto l’ex direttrice del DIS, motivando la scelta di dimettersi qualche mese prima della naturale scadenza del suo mandato (prevista per maggio 2025) per motivi politici precedenti la carcerazione della giornalista italiana.

Insomma, se la detenzione di Cecilia Sala può dirsi finalmente conclusa, la vicenda che ne ha portato l’arresto e la privazione della libertà avrà ancora delle conseguenze: vedremo nelle prossime ore o nei prossimi giorni quali saranno.

Nel pomeriggio di mercoledì 8 gennaio la giornalista Cecilia Sala è atterrata all’aeroporto di Ciampino, a Roma, dopo essere stata detenuta per venti giorni in un carcere di Teheran, in Iran.  «Grazie a un intenso lavoro sui canali diplomatici e di intelligence, la nostra connazionale è stata rilasciata dalle autorità iraniane e sta rientrando in Italia», ha scritto in un nota la Presidenza del Consiglio dei ministri. 

1 risposta »

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.