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Gpa reato universale (Ddl Varchi) è legge

Gpa reato universale (Ddl Varchi) è legge

Con 84 sì, 58 no e nessun astenuto la modifica della legge sulla maternità surrogata diventa legge. Il ddl, approvato in via definitiva al Senato, introduce il divieto di praticare la maternità surrogata non solo in Italia, dove e’ illegale, ma anche all’estero, nei Paesi dove invece la pratica è legittima.

La norma modifica l’articolo 12 della legge 40 del 19 febbraio 2004 che, al comma 6, prevede: «Chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro». A questa disposizione si aggiunge un paragrafo per cui «se i fatti di cui al periodo precedente, con riferimento alla surrogazione di maternità, sono commessi all’estero, il cittadino italiano è punito secondo la legge italiana».

E in Senato, sul tema, sono scoppiate scintille nel corso della discussione del ddl n. 824, approvato dalla Camera, sul no alla maternità surrogata. La norma prevede il divieto ai cittadini italiani di praticarla non solo in Italia, dove è già illegale e punita con il carcere fino a due anni e una sanzione fino a un milione di euro, ma anche all’estero nei paesi dove invece è legale. Dopo il via libera alla legga anche dal Senato, arrivano le reazioni dai fronti opposti. «Oggi il Parlamento ha scritto una pagina nera, nerissima, per i diritti e per le libertà. La destra ha infatti reso illegale, per i cittadini italiani, il ricorso alla maternità surrogata anche in quei Paesi in cui la Gpa è perfettamente legale, normata e sicura» scrive sui suoi canali social il segretario di +Europa, Riccardo Magi. Mentre Carolina Varchi (FdI) e ideatrice del testo di legge esulta: «Finalmente è stata messa la parola fine a una pratica disumanizzante».

La proposta di legge, di iniziativa della deputata di Fdi, Carolina Varchi, già approvata dalla Camera dei deputati, interviene sull’articolo 12 della legge n. 40 del 2004 che al comma 6 prevede i delitti relativi alla commercializzazione di gameti o di embrioni e alla surrogazione di maternità, che si esplicano attraverso le condotte tipiche della realizzazione, organizzazione o pubblicizzazione, punendo chiunque le metta in atto con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro. Il disegno di legge sottopone così alla giurisdizione italiana le condotte compiute dal cittadino italiano, riferibili al delitto di surrogazione di maternità, anche se poste in essere in territorio estero. La proposta consente di perseguire penalmente condotte commesse in un Paese estero anche quando tale Paese non qualifichi le stesse come illecite. Il testo, ora votato dal Senato, è stato approvato in via definitiva.

Come prevedibile, sono volate parole al vetriolo. scintille in Senato. Ad accendere gli animi il ddl per lo stop alla maternità surrogata in esame oggi. Più volte la presidente di turno, Mariolina Castellone ha minacciato di sospendere l’Aula, per le continue interruzioni degli interventi, che spesso hanno visto battibeccare tra loro i senatori. Così come successo mentre parlava la senatrice del M5S, Elisa Pirro.

«I colleghi maschi di maggioranza stanno dicendo che l’utero non è il mio? I miei organi sono miei e ne faccio quello che voglio» ha detto mentre dai banchi della maggioranza non sono mancate parole di dissenso, che hanno più volte interrotto la Pirro. «Siamo al comunismo degli organi -replica la pentastellata-. Io posso dare il rene, ma non posso prestare il mio utero, da donna libera, italiana», ha detto ancora rivolta al senatore di Fdi, Luca De Carlo. «I colleghi maschi di maggioranza stanno dicendo che l’utero non è il mio? I miei organi sono miei e ne faccio quello che voglio», insiste mentre viene contestata dai banchi della maggioranza. Dopo che gli animi si sono, almeno per il momento, rasserenati, l’Aula ha votato le questioni pregiudiziali, che erano tre, tutte respinte con 87 voti contrari. Ora è in corso la discussione generale sul testo, con 17 interventi previsti, prima delle repliche di relatore al testo, e governo.

«Questo ddl viola l’articolo 3 della Costituzione: la Gpa (Gestazione per altri) è reato universale solo se la fanno gli italiani, il gregge di Giorgia, se la fa Elon Musk gli si aprono le porte di palazzo Chigi. O è reato universale o non lo è». Lo dice il senatore Ivan Scalfarotto, capogruppo di Italia Viva in Commissione Giustizia del Senato, durante la discussione delle pregiudiziali di costituzionalità al Ddl sulla maternità surrogata come reato universale.

«È solo un volgare attacco alle coppie omosessuali, in particolare a quelle maschili, perché sappiamo tutti che è impossibile sospettare che un figlio che viene registrato all’anagrafe in Italia da una coppia etero o da due donne sia stato partorito tramite surrogazione di maternità. La maggioranza poi ignora del tutto il concetto di solidarietà, sa solo parlare in modo strumentale di sfruttamento – che tutti vogliamo contrastare con durezza – e di contratti: noi del M5S abbiamo presentato un ddl per la forma solidaristica della gestazione per altri, esattamente come la donazione degli organi, sui quali ovviamente è vietata la commercializzazione», ha detto in aula al Senato la senatrice Elisa Pirro, componente del direttivo M5S a palazzo Madama.

«Oggi estendiamo la punibilità di un reato anche all’estero per i cittadini italiani, perché la legge ha efficacia in Italia, ma vogliamo sradicare il fenomeno del turismo procreativo», lo dichiara in Aula del Senato, durante la discussione sul ddl per il reato di maternità surrogata commesso all’estero, la senatrice di Fratelli d’Italia Lavinia Mennuni. «Nei precedenti interventi avete sbandierato sentenze della Corte costituzionale – prosegue -. Ebbene, in punta di diritto ne ricordo una di sentenza della Suprema corte, la 272 del 2017, la quale definisce che la maternità surrogata ‘offende in modo intollerabile la dignità delle donne e mina nel profondo le relazioni umane».

9 risposte »

  1. Alle ore 18:17 di oggi il DDL Varchi è stato approvato dal Senato della Repubblica, con 84 voti favorevoli, 58 contrari e zero astenuti, diventando legge. La Gestazione per Altri, in Italia già illegale da 20 anni, è ora diventata ufficialmente “reato universale”, modificando la legge n. 40 del 2004, ora resa più severa con pene detentive da tre mesi a due anni e multe comprese tra 600.000 e un milione di euro. Per l’estrema destra italiana la gestazione per altri è paragonabile ad altri reati per i quali è previsto il reato universale, ovvero pedofilia, genocidio, crimini di guerra, crimini contro l’umanità, pirateria in acque internazionali, terrorismo internazionale, narcotraffico, tratta di esseri umani.

    Durissime le prime reazioni delle associazioni LGBT, arrivate al termine di una giornata in cui a Palazzo Madama si è assistito ad un dibattito traboccante ignoranza, pregiudizi, fake news e odio nei confronti delle famiglie arcobaleno.GPA reato universale: la reazione di Famiglie Arcobaleno

    Alessia Crocini, Presidente di Famiglie Arcobaleno, dichiara:
”Dopo le impugnazioni dei certificati di nascita e le mozioni contro l’educazione alle differenze nelle scuole, continua la crociata delle destre contro i diritti civili e il pluralismo delle famiglie, contro il loro diritto di pensare la loro vita e le proprie scelte secondo le loro caratteristiche e le loro inclinazioni. In un paese a natalità zero, con la Legge Varchi il governo di destra vuole impedire a nuove vite di venire al mondo e getta il peso di una colpa che non esiste su migliaia di bambini e bambine, ma anche uomini e donne, che vivono nel nostro Paese. Siamo di fronte all’ennesima legge ideologica che vuole limitare l’autodeterminazione delle persone e il formarsi di nuove famiglie, un regalo alle associazioni Pro vita e alle associazioni di religiosi fanatici che questo governo supportano, all’interno di una rete internazionale che va da Trump a Orban, passando da Putin. Noi come Famiglie Arcobaleno non ci fermeremo e continueremo la nostra battaglia nei tribunali e nelle piazze. Lotteremo ogni giorno per affermare la bellezza e la libertà delle nostre famiglie e dei nostri figli e figlie”.

    “L’istituzione di un fantareato come quello proposto dal DDL Varchi è stato giudicato inapplicabile da tutti i giuristi italiani. L’Italia non può decidere in modo unilaterale che un reato diventi “universale” mentre la GPA è legale e regolamentata da decenni in moltissimi paesi in Europa e nel mondo. È un reato inesistente ma attacca la vita di bambini, ragazze e genitori. Il Governo lo sa bene ma partiti come Fratelli d’Italia e Lega hanno costruito la loro propaganda sulla cancellazione delle accise e l’abbassamento delle tasse, e ora che la legge di bilancio si avvicina e nessuna delle promesse verrà mantenuta, c’è bisogno di un’arma di distrazione di massa. Le famiglie italiane chiedono pane, Meloni dà loro la legge Varchi”, conclude Alessia Crocini.DDL Varchi: la reazione di Arcigay

    “Il DDL Varchi, ora legge dello Stato, rappresenta una grave negazione delle libertà individuali e di autodeterminazione”, ha dichiarato Michela Calabrò, responsabile della Rete Donne Transfemminista di Arcigay. “Introdurre un reato, addirittura universale, sul tema della GPA non solo limita la possibilità di scelta, ma alimenta anche una visione patriarcale del corpo delle donne. Ogni donna deve avere il diritto di decidere come, quando e se voler portare avanti una gravidanza, e la gestazione per altri può essere una scelta consapevole e altruistica. Questo provvedimento mette in luce l’incapacità del Governo e del Parlamento di trattare altri temi importanti e urgenti nel nostro Paese. La maggioranza parlamentare infatti sceglie ancora una volta di dimostrare la sua forza principalmente su argomenti ideologici, mentre su questioni pragmatiche conferma la sua totale incapacità. In questo contesto, l’ideologia diventa non solo un’arma retorica, ma anche un modo per mascherare l’orizzonte catastrofico che ci attende”.Maternità surrogata reato universale: la reazione di Gaynet all’approvazione del DDL Varchi

    “Il Governo ha appena approvato una legge che criminalizza centinaia di genitori e famiglie alla stregua di pedofili e genocidi, oltre a stampare l’etichetta di “prodotto” del reato su bambine e bambini nate con la GPA, in Italia e nel mondo”. Così Rosario Coco, Presidente di Gaynet, in una nota. “Ci aspettiamo ora che Meloni telefoni a Elon Musk per comunicargli che per lo stato Italiano da oggi è un criminale e quindi persona non gradita, visto che ha fatto ricorso diverse volte alla GPA. Ma chi è ricco per questa maggioranza sta sopra la legge: Il Governo sta facendo esattamente il contrario di quello che si prefigge di fare, perché affidarsi a divieti e leggi persecutorie lascia modo a chi può di recarsi dove effettivamente non ci sono tutele e le donne possono essere sfruttate. Non a caso veramente pochi i Paesi ad avere un divieto così ridicolo come questo mentre oltre 60 paesi nel mondo regolamentano questa pratica e 35 promuovono la forma solidale, che le realtà LGBTQIA+ ricendicano nel manifesto della ‘Strada dei Diritti’. Aspetteremo al varco, come ribadito ieri in piazza a Roma, gli autori e le autrici di questa porcata , insieme alle giovani generazioni oggi bollate come frutto del reato”.DDL Varchi: la reazione del Mario Mieli

    “Questa legge rappresenta un atto di omotransfobia istituzionalizzata, una scelta che vuole criminalizzare non solo le famiglie LGBTQIA+, ma tutte le persone che credono nella possibilità di decidere liberamente sulla propria vita e sul proprio corpo. Questo governo preferisce distruggere piuttosto che tutelare: sia con le vite dell3 bambin3 nat3 grazie alla gestazione per altri, sia con le loro famiglie, negando loro diritti e sicurezza. È un attacco diretto alla comunità LGBTQIA+ e alle famiglie, senza distinzione di orientamento sessuale o identità di genere. È un attacco alla libertà che non possiamo accettare”, le parole di Mario Colamarino, presidente del Circolo di Cultura Mario Mieli che ufficialmente “condanna con forza questa scelta e denuncia la chiara matrice ideologica che mira a ridurre spazi di libertà e dignità per tutte le persone. Non solo si attacca la comunità queer, ma si mette a rischio il futuro e la stabilità di tant3 bambin3 che, invece di essere protett3, vengono strumentalizzat3 in nome di una visione reazionaria e punitiva. Invitiamo tutte le associazioni, i movimenti e le realtà di sinistra a mobilitarsi, a scendere in campo per difendere i diritti e le vite di tutt3. È il momento di resistere, di agire insieme per un presente giusto, per garantire quel futuro di cui tanto parliamo”.

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  2. Per il New York Times un “duro colpo” inferto a coppie gay e infertili, per il Washington Post “molte famiglie italiane vivranno nell’ombra”. Il francese Le Monde parla di una legge spinta da “una premier che si dipinge come madre e cristiana”. La legge con cui il governo italiano ha reso la gestazione per altri (Gpa) un reato universale fa il giro del mondo. Da Bruxelles, la leader dell’opposizione italiana, Elly Schlein, l’ha definita “atroce propaganda sulla pelle delle persone e dei bambini”.

    Già reato in Italia da vent’anni, la cosiddetta “maternità surrogata” verrà ora perseguita anche se praticata all’estero. Con pene fino a due anni di reclusione e multe fino a un milione di euro. La legge, proposta da Fratelli d’Italia, consiste in un solo articolo, che modifica la precedente legge del 2004 aggiungendo:  “Se i fatti di cui al periodo precedente sono commessi all’estero, il cittadino italiano è punito secondo la legge italiana”.

    Per la segretaria del Partito democratico la legge è un “obbrobrio ideologico” che “calpesta i diritti fondamentali di bambine e bambini“. Perché la legge, oltre a scatenare una potenziale “caccia alle streghe” contro chi ha fatto ricorso alla gestazione per altri, potrebbe avere pesanti ricadute sui figli e figlie, con indagini o eventuali condanne contro i propri genitori. Ad oggi, come riporta l’Associazione Luca Coscioni, sono 65 i Paesi nel mondo che consentono la maternità surrogata per legge, mentre 35 ne prevedono la forma solidale. Nell’Unione europea, solo Portogallo, Grecia, Paesi Bassi, Cipro e Irlanda la prevedono. Ma nessuno la criminalizza se praticata all’estero.

    La nuova legge italiana non colpisce soltanto le coppie eterosessuali che non riescono ad avere figli, ma rende soprattutto praticamente impossibile costruire una famiglia per le coppie gay, a cui la legge italiana vieta già l’adozione. “Una figuraccia internazionale”, l’ha definita in una nota Carolina Morace, eurodeputata del Movimento 5 Stelle, augurandosi che “la Corte Costituzionale o la Corte di Giustizia dell’Ue boccino presto questo attentato alla libertà dei cittadini che fa impallidire persino uno come Orban”.

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  3. “Con l’approvazione definitiva di oggi al Senato, il ddl che rende l’utero in affitto reato universale è finalmente legge. Una norma di buonsenso contro la mercificazione del corpo femminile e dei bambini. La vita umana non ha prezzo e non è merce di scambio”.

    Così Giorgia Meloni, via X, ha ieri festeggiato l’approvazione del DDL Varchi al Senato, che ha reso “reato universale” quella gestazione per altri in Italia già illegale da 20 anni. Tra i migliaia di commenti ricevuti, in tantissimi le hanno ricordato di chiedere l’arresto per Elon Musk, suo grande ‘amico’, maschio bianco, etero e miliardario che ha avuto due figli tramite gestazione per altri.

    Dopo aver raccolto le reazioni politiche d’opposizione e quelle delle associazioni LGBTQIA+, sconcertate da quanto avvenuto in Parlamento, la notizia è presto rimbalzata in tutto il mondo.

    Abbiamo raccolto alcuni titoli e preoccupate opinioni.Washington Post: “Meloni vuole una convenzione internazionale che abolisca la maternità surrogata”

    La legge più restrittiva dell’Occidente contro la maternità surrogata internazionale minaccia i futuri genitori che usano madri biologiche all’estero con pene detentive e severe multe“, scrive il Washington Post. Che poi aggiunge.

    “La nuova legge italiana classifica la maternità surrogata come un raro crimine universale che trascende i confini, come il terrorismo o il genocidio. La legge criminalizza anche il lavoro dei cittadini italiani impiegati come medici, infermieri e tecnici in cliniche straniere per la fertilità che facilitano le maternità surrogate. Questo e altri aspetti della legge potrebbero essere difficili da far rispettare. Anche i sostenitori della legislazione ammettono che le coppie eterosessuali potrebbero andare incontro a poche domande, quando tornano in Italia con un neonato o quando registrano il certificato di nascita del loro bambino presso i comuni locali. Chi può dire che la donna di quella coppia non abbia partorito mentre era all’estero? Al contrario, un neonato tra le braccia di genitori dello stesso sesso, in particolare due uomini, rappresenterebbe un chiaro segnale di pericolo. Le coppie dello stesso sesso sono già escluse dalla legge italiana sull’adozione nazionale o internazionale. Pertanto, la nuova legge di fatto taglia fuori l’ultima, migliore via per le coppie gay residenti in Italia per formare una famiglia”.

    Il Washington Post ricorda come Giorgia Meloni sia “una madre single che non ha mai sposato il padre di sua figlia” che giura di voler “ampliare i valori della “famiglia tradizionale“.

    Gli esperti, scrive il quotidiano statunitene, sottolineano come “la mossa italiana potrebbe far avanzare il dibattito su un trattato internazionale contro la maternità surrogata. Papa Francesco ha già chiesto un divieto globale. L’anno scorso in Marocco, una convenzione internazionale di esperti di 70 paesi ha emesso un decreto congiunto che chiedeva un divieto universale della maternità surrogata. Ad aprile, il Parlamento europeo ha votato per includere “lo sfruttamento della maternità surrogata” tra gli atti che riguardano la “tratta di esseri umani“.

    “Penso che l’obiettivo di Giorgia Meloni sia quello di spingere… per una convenzione internazionale che abolisce la maternità surrogata”, ha affermato Léopold Vanbellingen, direttore dell’Istituto europeo di bioetica. “Al momento è chiaramente irrealistico, ma con un’amministrazione Trump la risposta potrebbe essere diversa”.

    L’Europa ha da tempo assunto una posizione meno ricettiva sulla maternità surrogata rispetto agli Stati Uniti, dove la pratica è ampiamente legale, ricorda il Washington Post. Molti paesi dell’Unione europea, tra cui Germania e Francia, vietano la maternità surrogata nazionale. In alcuni di questi paesi, le famiglie che ricorrono alla maternità surrogata internazionale possono talvolta incontrare ostacoli nella registrazione dei loro neonati. La nuova legge italiana, precisa Vanessa Brown Calder, direttrice degli studi sulle politiche familiari presso il Cato Institute, sembra essere la più ampia approvata da qualsiasi Paese al mondo.

    Gli esperti legali italiani definiscono la misura poco chiara su alcuni punti cruciali, prosegue il Washington Post. I giudici italiani, ad esempio, dovranno decidere il momento in cui è stato commesso il crimine. Alla firma di un contratto? Alla nascita? Secondo la stessa legge italiana, le autorità doganali presenti negli aeroporti non possono arrestare persone sospettate di crimini che comportano pene inferiori ai tre anni. Ma le famiglie omogenitoriali vivranno all’ombra della paura di essere denunciate.Dalla BBC alla CNN: “Deriva allarmante”

    Reuters sottolinea come “la stretta sulla maternità surrogata arriva sullo sfondo del calo della natalità, con l’istituto nazionale di statistica ISTAT che a marzo ha affermato come le nascite siano scese a un minimo storico nel 2023, il quindicesimo calo annuale consecutivo”.

    Da quando è entrata in carica nel 2022, Meloni ha perseguito un’agenda sociale altamente conservatrice, cercando di promuovere ciò che vede come valori tradizionali della famiglia, rendendo progressivamente più difficile per le coppie LGBTQ diventare genitori legali“, scrive il The Guardian, che cita le parole di Franco Grillini: “Questa è una legge mostruosa. Nessun paese al mondo ha una cosa del genere”.

    La CNN ha annunciato che “L’Italia rende illegale avere un bambino tramite maternità surrogata all’estero“.

    La legge fa parte dell’agenda conservatrice di Giorgia Meloni, la prima donna primo ministro italiana e leader del partito Fratelli d’Italia“, ha scritto la BBC. “Si è descritta come una madre cristiana e crede che i bambini debbano essere cresciuti solo da un uomo e una donna”. “Meloni ha descritto la maternità surrogata come “simbolo di una società abominevole che confonde il desiderio con i diritti e sostituisce Dio con il denaro”. “Gli esperti hanno detto alla BBC che il 90% delle coppie che ricorrono alla maternità surrogata in Italia sono eterosessuali e molte di loro nascondono il fatto di essere andate all’estero per avere un bambino”. “Ma le famiglie dello stesso sesso che tornano in Italia con un bambino non possono nascondersi allo stesso modo“.

    Questa legge preoccupa gli esperti, poiché l’Italia era già rimasta indietro sui diritti civili prima che l’estrema destra raggiungesse il governo“, si legge su El Pais. “Ad esempio, è uno dei pochi paesi dell’Unione europea, insieme all’Ungheria e alla Repubblica Ceca, che non riconosce il matrimonio omosessuale. La deriva che ha preso la questione con gli ultra-conservatori al potere è allarmante“.

    L’estrema destra italiana continua la sua feroce battaglia contro la maternità surrogata“, scrive FranceTv.The New York Post: “Potrebbero nascere tensioni diplomatiche”

    Lungo resoconto, infine, da parte del New York Post, che titola “L’Italia criminalizza la maternità surrogata all’estero, un duro colpo per le coppie gay e sterili“. E aggiunge.

    L’Italia, sede del Vaticano, è già in fondo alla classifica europea quando si tratta di libertà civili, e i critici italiani affermano che imponendo ulteriori restrizioni alle famiglie gay, la Sig.ra Meloni ha adottato una linea particolarmente dura. Anche prima di essere approvata, la legge aveva gettato le famiglie arcobaleno nel panico. Ora si sentono ancora più in pericolo, poiché in base alla nuova legge potrebbero essere soggette a pene detentive e a multe elevate, nel caso in cui dovessero cercare una surrogata all’estero. Quando si tratta di maternità surrogata, la Chiesa cattolica romana, insieme a molte femministe, si è opposta. Questa pratica è illegale in altri paesi europei. In alcuni, come Gran Bretagna e Grecia, è legale a determinate condizioni. Ma la legge approvata mercoledì in Italia è così di vasta portata che non è ancora chiaro se riuscirà a resistere alle sfide legali che l’aspettano. In teoria, chiunque potrà denunciare una famiglia sospettata di aver avuto un figlio tramite maternità surrogata, aprendo la strada a possibili procedimenti penali. Tuttavia, gli esperti affermano che qualsiasi processo eventuale potrebbe innescare vere sfide costituzionali. Inoltre, l’Italia si troverebbe ad affrontare la prospettiva di dover perseguire penalmente le persone per crimini commessi in un paese in cui le loro azioni erano legali, creando potenzialmente tensioni diplomatiche. La legge prende di mira un numero relativamente piccolo di famiglie in un Paese che sta già lottando con un basso tasso di natalità“.

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  4. Peggior ministro delle pari opportunità della storia repubblicana, Eugenia Roccella si è lasciata andare a dichiarazioni sconcertanti, nella giornata di ieri, dopo l’approvazione del DDL Varchi da parte del governo Meloni. In Italia la gestazione per altri è illegale da 20 anni, ma con la modifica della legge avvenuta la scorsa settimana si è voluto istituire la sua “universitalità”,  estendendo la punibilità anche agli italiani che vorrebbero praticarla all’estero, nei Paesi dove è legale, rischiando ora pene fino a due anni di reclusione e multe fino a un milione di euro.

    Un pubblico ufficiale, e anche il medico, è tenuto a segnalare i casi di sospetta violazione della legge sulla maternità surrogata alla procura. E poi si vedrà“.

    Così Roccella, su La7, ha letteralmente chiamato i medici d’Italia alla denuncia attiva nei confronti degli eventuali neo genitori tramite gestazione per altri, augurandosi che la nuova legge “abbia un effetto fortemente dissuasivo” nei confronti di chi vorrebbe affidarsi ai Paesi esteri per portarla a termine. E “non c’è una retroattività, questa sarà una legge che avrà effetto per chi d’ora in poi vorrà accedere a questa pratica“, ha precisato Roccella, alla quale ha immediatamente replicato Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei Medici (Fnomceo).La Federazione nazionale degli ordini dei medici risponde a Roccella

    “Il medico ha il dovere di curare. Che il medico sia esonerato dall’obbligo di denuncia nei confronti del proprio paziente lo si desume anche dal Codice penale. Quindi il medico non deve, è vero, ostacolare la giustizia ma non deve, soprattutto, porre in essere atti che mettano a rischio la relazione di cura, limitando la tutela della salute dei cittadini”.

    Dichiarazioni che hanno raccolto il plauso di Famiglie Arcobaleno: “Ringraziamo il presidente per aver pronunciato parole piene di buon senso in un periodo in cui le libertà e i diritti sono sempre più messe a rischio da questo Governo. Arrivare a mettere a repentaglio la salute di bambini e bambine per inseguire il proprio furore ideologico ci dà la misura di quale siano le priorità della ministra della Famiglia”.La risposta di Alessandro Zan

    Europarlamentare Pd, Alessandro Zan ha parlato di “parole vergognose” che “calpestano i diritti e anche la legge. Il compito di un medico è curare, non denunciare”. “Questo governo è ormai ossessionato dal controllo delle vite private dei cittadini. Non ci fermiamo di fronte a questi attacchi deliranti. Se la ministra Roccella vuole tutelare i minori e le donne deve cominciare riconoscendo i diritti di quelli nati nelle famiglie arcobaleno e dei loro genitori“.Riccardo Magi replica a Roccella

    Durissimo anche Riccardo Magi, di +Europa, che via social ha così risposto a Roccella: “Prima si inventano un reato universale, quello di gestazione per altri; poi cercano di trasformare i medici in una sorta di polizia surrogata per perseguitare chi ha fatto ricorso alla gestazione per altri. Medici spia in una triste visione della società che ricorda più l’oppressione della Ddr che una democrazia liberale. Con questo provvedimento il governo ha partorito un mostro. A farne le spese centinaia di famiglie che cercano solo di vivere in libertà. Quando poi sarà sancita l’illegittimità di questa norma, il governo se la prenderà con la ‘magistratura politicizzata. A questo punto la domanda sorge spontanea: Roccella è ossessionata dalla Gpa o lo fa per distogliere l’attenzione dalle difficoltà del governo su Albania e bilancio?”.La crociata omobitransfobica di Eugenia Roccella

    Non una parola in merito è arrivata da Orazio Schillaci, attuale Ministro della salute, con Roccella non nuova ad attacchi nei confronti della comunità LGBTQIA. Anzi. In due anni e mezzo colei che voleva abrogare le unioni civili ha detto di tutto e di più. Dopo essersi definita “Contraria alla stepchild adoption, perché un bambino deve avere una madre e un padre”, per poi rinnegare sè stessa rilanciando l’ipotesi stepchild pur di sostenere lo stop alle procure nella registrazione dei figli delle coppie arcobaleno, ha difeso le teorie transfobiche di J.K. Rowling e criticato il DDL Zan, precisando successivamente che “dire che un bambino ha 2 papà o 2 mamme non è la verità”. Sostenuto che “non vedo omofobia oggi“, ha difeso gli indegni manifesti omofobi di ProVita contro la GPA, parlando di “sanatoria per i bambini surrogati“, neanche fossero villette abusive. Contraria all’aborto ha definito la fantomatica “teoria gender” come “il nuovo patriarcato”, portando avanti quasi con orgoglio un’insensata guerra alle famiglie arcobaleno. Che oggi, con la richiesta di denuncia da parte dei medici, ha superato ogni limite.

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  5. Il 16 ottobre 2024, il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge proposto da Fratelli d’Italia (ddl Varchi) che rende la gestazione per altri (GPA) un reato universale. Il ddl Varchi era stato approvato alla Camera il 26 Luglio 2023. Il 4 novembre 2024 la legge è stata promulgata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che dunque ne ha sancito a suo avviso la costituzionalità, e sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale domani lunedì 18 novembre 2024 ed entrerà in vigore 15 giorni dopo:

    dal 2 dicembre 2024 la GPA sarà ufficialmente reato universale in Italia, che è il primo paese al mondo ad approvare questa legge.

    La norma prevede pene fino a due anni di carcere e a un milione di euro di sanzione per chi, cittadino italiano, ricorra alla GPA anche all’estero, in paesi dove sia legale.

    Con questa legge dello Stato l’Italia riduce l’essere genitori a un mero fatto biologico derivante da un atto sessuale: un approccio che nega per legge qualsiasi impegno di responsabilità educativa, di custodia, sostentamento e affetto, fatta salva l’opzione dell’adozione.

    La legge è stata fortemente voluta da Giorgia Meloni in persona. La leader e premier italiana, fin dai tempi del suo famoso proclama “Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono cristiana” (Roma, 2019), aveva fatto propaganda contro le tecniche di genitorialità medicalmente assistita. Oggi può essere soddisfatta, la gestazione per altri è reato per gli Italiani che la adotteranno non solo nel proprio paese, ma in tutto il globo terracqueo

    Una legge voluta da Meloni

    Giorgia Meloni, oggi presidente del Consiglio, è infatti quel che potremmo definire madre surrogata della legge che rende reato universale la GPA. Pur avendo affidato in questa legislatura l’intestazione del disegno di legge alla senatrice di Fdi Carolina Varchi, già nella precedente legislatura Meloni aveva presentato una proposta di legge analoga, insieme a Mara Carfagna, all’epoca deputata di Forza Italia. Nell’aprile 2022, da Gay.it:

    Dentro il Parlamento la giornata è cupa anche se fuori c’è il sole. La proposta contro la gestazione per altri ha serpeggiato per mesi dentro la Commissione Giustizia alla Camera, quasi lontana dai riflettori. Ed oggi è riuscita ad arrivare al voto, previsto per le ore 17, sull’adozione del testo base che darà il via in Aula.

    Sarà la sintesi di due testi brevissimi, quasi uguali, che sanciscono la punibilità del reato di maternità surrogata anche se compiuto da un italiano all’estero: prima firma Giorgia Meloni (FdI) e Mara Carfagna (Forza Italia). 

    I dettagli della legge

    La legge, che entrerà in vigore il 18 novembre e sarà applicabile dal 2 dicembre 2024, introduce in Italia la figura del “reato universale” per la maternità surrogataFilomena Gallo, segretaria dell’Associazione Luca Coscioni, chiarisce che il reato non è retroattivo: la norma non si applicherà a coloro che hanno già intrapreso percorsi di GPA all’estero. Tuttavia, coloro che inizieranno il percorso dopo l’entrata in vigore della legge saranno perseguibili. Sarà dunque responsabilità dei tribunali italiani valutare i dettagli di ogni singolo caso, in particolare per le procedure avviate prima della pubblicazione della norma. Al contempo, restano ambigui alcuni aspetti pratici dell’applicazione del reato, specie per le coppie eterosessuali, che potrebbero tecnicamente eludere i controlli, tornando in Italia con un figlio nato da GPA, senza dichiarare apertamente le modalità di nascita.

    Italiani e GPA: 90% eterosessuali, ma la legge è contro le coppie omo

    In Italia la GPA è vietata da 20 anni. La legge 40 del 2004 vieta la gestazione per altri sul territorio nazionale. Nonostante questo divieto, ogni anno si stima che tra le 250 e le 300 coppie italiane si rechino all’estero per ricorrere a questa pratica. Di queste, circa il 90% sono coppie eterosessuali, mentre il restante 10% è composto da coppie LGBTI+ e persone single. Le destinazioni principali per gli italiani sono gli Stati Uniti, il Canada e, fino al 2022, l’Ucraina. Le coppie eterosessuali facilmente potranno eludere la legge. Per esempio: tornando in Italia dagli USA con un neonato, una coppia composta da uomo e donna potrà semplicemente dire che quel bambino è il loro figlio biologico, e che è nato negli Stati Uniti. Una coppia di donne potrà sostenere che quel bambino è figlio di una delle due donne: va precisato per le coppie lesbiche che sarà poi difficile che quel bambino sarà registrato come figlio della coppia, grazie alla persecuzione attuata dalla stessa destra con la circolare Piantedosi del Gennaio 2023. Una coppia di papà difficilmente potrà sostenere davanti alle autorità italiane che quel bambino è figlio dei due papà, o anche soltanto di uno dei due: è ormai legge in Italia che la genitorialità è un fatto biologico. La genitorialità viene ridotta, per legge, ad un atto sessuale al fine procreativo, a meno che non si ricorra all’adozione.Sergio Mattarella ha firmato, ma condivide il contenuto della legge

    Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha recentemente dichiarato di aver promulgato leggi che non condivideva pienamente, sottolineando tuttavia di aver sempre rispettato il suo ruolo istituzionale nel garantire le procedure democratiche. Tra le leggi che Mattarella ha firmato pur non condividendone il contenuto e l’indirizzo politico, si annovera quella che rende la gestazione per altri (GPA) un reato universale. La ricostruzione è stata fatta da La Stampa e Open: Mattarella non è tenuto a dire come la pensi personalmente su leggi approvate dal Parlamento, che in Italia è l’organo legislativo in rappresentanza della volontà del popolo sovrano, ma il ritardo con cui ha promulgato la legge è indicativo. Lo stesso ritardo fu applicato dal Quirinale al decreto immigrazione Salvini del Governo Conte I (quello disumano verso gli esseri umani immigrati ndr), al decreto Albania dell’attuale Governo Meloni.Cosa farà la Corte Costituzionale?

    La Corte Costituzionale ha il compito di valutare la conformità delle leggi alla Costituzione italiana. La legge Varchi, che rende la gestazione per altri (GPA) un reato universale, potrebbe essere sottoposta al suo esame qualora sorgessero dubbi sulla sua costituzionalità. Alcuni esperti e associazioni hanno espresso preoccupazioni riguardo alla compatibilità della legge con i principi costituzionali e con le normative europee. Tuttavia, fino a quando la Corte non si pronuncerà ufficialmente, non è possibile prevedere con certezza l’esito di un eventuale giudizio. La Corte Costituzionale interviene solo se riceve una questione di legittimità sollevata da un giudice o tramite un ricorso diretto da parte di enti come le Regioni, o, in rari casi, dal Presidente della Repubblica prima della promulgazione. E non è questo il caso, poiché Mattarella ha firmato il 4 novembre. Se nessuno solleverà ufficialmente dubbi sulla costituzionalità della legge Varchi in sede giudiziaria, la Corte potrebbe non essere chiamata a esprimersi.

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