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Rai, Bortone verso il licenziamento

Nessun arrivederci. Serena Bortone ha chiuso ieri la trasmissione «Che sarà…», su RaiTre, ringraziando il pubblico ma senza dare appuntamento all’autunno prossimo. «Questa è l’ultima puntata – ha detto -, io voglio ringraziare tutti (…). Sono stata onorata di lavorare con voi in questa nostra grande azienda di servizio pubblico». E ha aggiunto: «Ringrazio voi, a casa, che ci avete seguito e supportato e che siete cresciuti puntata dopo puntata. Grazie dell’affetto e del sostegno, vi auguro una buona estate e soprattutto, di cuore, buon vento». 

Sabato scorso, invece, in merito al fascismo, aveva dichiarato: «Nessuno di noi parlerebbe di fascismo se evitassero di inneggiare alla Decima Mas, fare i francobolli su com’erano i fascisti, picchiare un deputato in aula. Io non parlerei di fascismo se evitassero di fare tutto questo, basterebbe un minimo di decenza».
 
Il saluto di Bortone è apparso come un addio alla Rai, dopo le polemiche seguite al caso di Antonio Scurati, lo scrittore il cui monologo sul 25 aprile sarebbe stato improvvisamente cancellato dalla trasmissione, secondo il post di denuncia pubblicato, a suo tempo, dalla stessa conduttrice. Per la Rai, che ha sempre negato la censura, parlando di «disallineamenti», cioè incomprensioni tra le varie strutture del programma, quel post avrebbe danneggiato l’azienda, creando una enorme polemica sul nulla.
Solo pochi giorni fa l’amministratore delegato uscente, Roberto Sergio, intervistato in pubblico, ha detto che Bortone avrebbe dovuto essere «licenziata» per il suo comportamento e che «non è stata punita». 

Ma un procedimento di verifica, da parte dell’azienda, è stato aperto e, dopo l’audizione di Bortone, l’11 giugno scorso, aspetta adesso la conclusione.
Che succederà? Ma soprattutto che sarà del programma? Dalla sua, la conduttrice rivendica ascolti che sono cresciuti nel tempo. C’è da dire che, in effetti, dopo il caso Scurati, la curva degli spettatori è salita, arrivando a buoni risultati in concomitanza con la fine dei programmi concorrenti su La7 e il Nove. Tuttavia, anche prima che il caso venisse fuori, quegli ascolti e quella collocazione erano finiti nel mirino dei vertici per un livello di ascolti considerato non soddisfacente.
 
Ora la vicenda della contestazione e quella della conferma del programma s’intrecciano a causa dei tempi. Escludendo che la conduttrice abbia potuto firmare per un altro editore, a mercato ormai concluso, Bortone ha adoperato una formula generica probabilmente perché non sa che destino l’aspetta. I vertici infatti chiuderanno solo questa settimana i palinsesti autunnali, che saranno presentati a Napoli il 19 luglio. Dunque una decisione sul programma è imminente ma non è ancora stata presa.
 
Quanto all’esito del procedimento, le parole di Sergio, così inaspettatamente tranchant alla vigilia del voto delle Europee, circostanza che ha fatto irritare la maggioranza di governo e insorgere l’opposizione, rendono più difficile decidere. Licenziare Bortone, che è una dipendente della Rai con i gradi di caporedattrice, è escluso. Probabilmente la sanzione potrebbe essere più simbolica (dal richiamo alla sospensione) mentre, a rischiare, è il programma, che potrebbe cambiare collocazione o forse essere dimezzato con la giustificazione degli ascolti.

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1 risposta »

  1. Dopo le polemiche originate dal caso Scurati, Serena Bortone ha accettato di lasciare la tv e approdare in radio. La conduttrice condurrà un programma, 5 in condotta, dove parlerà di temi di attualità e interagirà con il pubblico che potrà intervenire in diretta per esprimere la propria opinione e confrontarsi nel dibattito.

    La Bortone è felice di lavorare in radio, sarà un’esperienza nuova ed è pronta a buttarsi a capofitto nel nuovo progetto. Spera di poter esprimersi in modo libero e senza condizionamenti esterni, come ha sempre fatto. Roberto Sergio, dirigente Rai, ha più volte spiegato che la Bortone non ha subito nessuna censura e che le sono state fatte diverse proposte:

    Censura non c’è mai stata, non c’era prima e non c’è adesso. Le abbiamo fatto due proposte che non sono state ritenute idonee per lei e per la sua idea di televisione per un programma su Rai1 e Rai3.” Sergio ha poi concluso: “Devo dire oggi, ma questa notizia in qualche misura è apparsa, ha accettato la richiesta di Simona Sala di fare un programma quotidiano su Radio2, che è una visual radio quindi anche televisiva.”

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