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Iran, il ritorno della polizia morale per controllare le donne

«L’Iran abolisce la polizia morale»: l’annuncio dopo le rivolte

Che in Iran lo stop alla polizia morale fosse parziale, se non addirittura falso, era stato chiaro da subito. Ora torna ufficialmente nelle strade del Paese. Il portavoce delle forze dell’ordine, Said Montazer al Mahdi, ha detto che gli agenti chiamati a controllare la moralità, per come la intende la legge degli ayatollah. Potranno di nuovo registrare e arrestare le donne che non indossano correttamente il velo, obbligatorio in Iran dal 1979.

Sui social sono già tornate le proteste delle donne, le stesse che sono scese in piazza nei mesi passati, dopo la morte di Mahsa Amini arrestata e picchiata perché accusata di non portare correttamente il velo nel settembre del 2022. Il governo dice che il ritorno della polizia morale, la notizia della cui eliminazione era dello scorso dicembre, è voluto dalle istituzioni e dalla popolazione per «la sicurezza pubblica» e per «le fondamenta della famiglia».

Queste le parole di Saeed Montazer al Mahdi: «La polizia non avrà altra scelta che intraprendere le vie legali con le persone incuranti delle norme sull’abbigliamento e che continuano a violarle. In caso di rifiuto ad ascoltare la polizia, le donne saranno mandate a processo».

L’attivista Masih Alinejad ha già riportato il video di una ragazza inseguita lungo una strada da una donna più anziana completamente coperta. Vuole portarla verso una camionetta bianca. La ragazza protesta e si ribella: è una delle tante che in questi mesi ha smesso di portare il velo in pubblico. Per fermare queste donne torna in strada la polizia religiosa iraniana che è stata istituita ufficialmente nel 2005 sotto il controllo del ministero della Cultura che si occupa di proteggere l’etica e i valori iraniani.

Categorie:Mondo, Religione

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