Giustizia

Governo Meloni: quinto mese

Matteo Piantedosi

Giorgia Meloni (8), presidente del Consiglio dei ministri

Giorgia Meloni ha risposto alle domande dei giornalisti. Per la prima volta, a sei giorni di distanza, si è espressa sul naufragio del peschereccio di migranti avvenuto al largo delle coste della Calabria e sulle polemiche seguite. Meloni ha respinto ogni responsabilità del governo sul mancato salvataggio della barca, il cui affondamento ha causato almeno 69 morti. La presidente del Consiglio sostiene che le motovedette della Guardia Costiera non fossero partite perché le autorità non erano a conoscenza della possibilità di un naufragio: Meloni ha negato anche che le politiche del governo nella gestione delle navi delle ong, la cui azione è stata limitata e complicata dai regolamenti introdotti, possano avere avuto alcuna influenza, sottolineando come la rotta che dalla Turchia porta alla Calabria non sia fra quelle presidiate dalle navi delle organizzazioni non governative. Ribadendo che le autorità italiane non sarebbero «state avvertite da Frontex», Meloni ha aggiunto: «Ma davvero, in coscienza, c’è qualcuno che ritiene che il governo abbia volutamente fatto morire 60 persone?».

Quando mancano poco più di due settimane al vertice dei leader Ue in cui il tema della gestione della migrazione tornerà sul tavolo del Consiglio, si intensifica lo scambio di vedute tra Roma e Bruxelles, su impulso della premier italiana, Giorgia Meloni, e della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. “Condivido pienamente la sua opinione che come europei, politici e cittadini abbiamo il dovere morale di agire per evitare tragedie simili, che purtroppo si verificano troppo spesso”, è la risposta della numero uno dell’esecutivo comunitario alla lettera inviata dalla capa di governo italiana mercoledì scorso (primo marzo) ai leader delle istituzioni Ue dopo il naufragio di Cutro, in Calabria.

Giancarlo Giorgetti (7 1/2), ministro dell’Economia e Finanze *

Il ministro Giancarlo Giorgetti ha partecipato oggi alla riunione dell’eurogruppo che ha avuto al centro dei lavori la riforma della governance della Ue, gli sviluppi macroeconomici, l’andamento dell’inflazione nella zona euro e l’impatto dei costi energetici. Un altro importante tema su cui si sono confrontati a Bruxelles i ministri dell’economia della zona euro è stato il fallimento della Silicon Valley Bank e le decisioni prese dalle autorità monetarie americane per fronteggiare le conseguenze sui mercati finanziari. Gli sviluppi di questa vicenda sono seguiti con attenzione dal ministro Giorgetti che, attraverso una nota del ministero, ha sottolineato: “il sistema bancario italiano ed europeo è regolarmente monitorato dalle autorità di vigilanza e supervisione assicurandone così la stabilità”.

Matteo Piantedosi (7 1/2), ministro degli Interni

Il provvedimento ha di fatto introdotto un codice di condotta per i salvataggi in mare delle Ong. Più nel dettaglio il testo prevede che, non appena effettuato un salvataggio, le navi comunichino alle autorità del loro Stato di bandiera e al centro di coordinamento competente – e quindi spesso all’Italia, il porto sicuro più vicino per i migranti che partono dal Nord Africa – le dinamiche del salvataggio e la richiesta dell’assegnazione di un porto di sbarco, che dovrà essere raggiunto immediatamente. Non necessariamente però il porto di sbarco assegnato dovrà essere quello più vicino al punto in cui si trova l’imbarcazione al momento del salvataggio. In sostanza, le navi delle Ong possono essere indirizzate verso porti lontani dal punto in cui hanno salvato i migranti, rendendo più difficile la possibilità di effettuare altre operazioni di soccorso.  Quest’ultimo è stato uno degli aspetti più dibattuti durante l’esame parlamentare del testo. Infatti, nelle settimane successive all’approvazione del decreto-legge in Consiglio dei ministri, il governo guidato da Giorgia Meloni ha iniziato a indicare come porto di sbarco alle navi Ong quelli di Ancona, Ravenna e La Spezia, mentre generalmente in passato i migranti salvati dalle organizzazioni umanitarie sbarcavano soprattutto in Sicilia, Puglia e Calabria. Come spiegato in alcune occasioni dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, l’obiettivo del governo è quello di decongestionare il più possibile i porti della Sicilia, evitando di spostare i migranti dal Sud al Nord del Paese attraverso mezzi di trasporto a spese dello Stato. Nonostante la strategia, non sono mancati i casi in cui il governo ha smentito se stesso: il 1° febbraio, per esempio, alcuni dei migranti sbarcati il 29 gennaio a La Spezia, in Liguria, dopo essere stati salvati nel mar Mediterraneo dalla nave Ong Geo Barents, sono stati trasportati in pullman a Foggia, in Puglia.

Giovedì mattina il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è andato in visita alla camera ardente per i 67 migranti morti nel naufragio in Calabria di domenica mattina, allestita in un palazzetto dello sport di Crotone. Mattarella è la prima e finora unica importante carica dello Stato ad andare sul posto, cosa che non ha fatto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che nel frattempo è partita per una visita ufficiale in India. Subito dopo gli avvenimenti di domenica Mattarella aveva espresso il proprio «dolore» per «l’ennesima tragedia del Mediterraneo che non può lasciare nessuno indifferente», sottolineando come le persone migranti morte nel naufragio fossero in fuga da paesi «in condizioni di grande difficoltà». Finora era andato in Calabria in rappresentanza del governo solo il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, responsabile per l’immigrazione e al centro di grandi polemiche per il modo in cui ha commentato in questi giorni il naufragio e per i presunti ritardi nei soccorsi all’imbarcazione, che al momento sono oggetto di indagine

La presidente del Consiglio ha ripetuto la linea già espressa da altri esponenti del suo governo, dicendo che «per evitare che altra gente muoia vanno fermate le partenze illegali», e riguardo alla richiesta di dimissioni del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi avanzata dai partiti di opposizione ha detto: «Le opposizioni ogni giorno chiedono le dimissioni di un ministro diverso». Meloni, che era stata criticata per non essere andata a Cutro (fra gli altri dal sindaco di Crotone Vincenzo Voce), ha detto di valutare la possibilità di tenere il prossimo Consiglio dei ministri nel comune calabrese. Riguardo alla mancata segnalazione di un’«emergenza» da parte di Frontex, le ricostruzioni di ciò che accadde nella notte di sabato dicono che intorno alle 22:30 il peschereccio in questione fu avvistato a circa 70 chilometri dalle coste calabresi da un piccolo aereo dell’agenzia. Essendo un’organizzazione che si occupa principalmente di sicurezza, Frontex è in contatto soprattutto con le forze dell’ordine italiane, come Carabinieri e Guardia di Finanza. Per questo sabato sera aveva avvisato diverse forze dell’ordine italiane, e solo per conoscenza aveva incluso fra i destinatari anche la Guardia Costiera italiana.

Carlo Nordio (7), ministro della Giustizia **

“L’Italia ribadisce con forza il proprio supporto all’Ucraina e il pieno sostegno all’attività della Corte penale internazionale, indipendente e autonoma”. Nel suo intervento a Londra alla “Conferenza internazionale dei ministri della giustizia di supporto alla Corte penale internazionale e alla sua attività in Ucraina”, il Guardasigilli, Carlo Nordio, ribadisce “l’importanza che Kiev ratifichi lo Statuto di Roma, istitutivo della Corte dell’Aja: sarebbe – ha aggiunto – un fondamentale riconoscimento del ruolo della Corte penale internazionale”.

Raffaele Fitto (7), ministro degli Affari europei, politiche di coesione e PNRR *

Il Ministro per gli Affari Europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il PNRR, Raffaele Fitto, è intervenuto, collegandosi da remoto, all’incontro ‘Agenda Calabria – La bussola strategica per gli investimenti produttivi’, organizzato da Unindustria Calabria e al quale hanno partecipato, tra gli altri, il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, il Sottosegretario all’Interno, Wanda Ferro, il Presidente di Confindustria, Carlo Bonomi.  Nel suo intervento il Ministro Fitto ha sottolineato la necessità di “un forte raccordo tra i diversi programmi europei per avere una visione unica e coerente delle linee di intervento”.   La grande opportunità di dare un’importante risposta strutturale al problema energetico del RePowerEu, come sottolineato dalla Commissione Europea, permetterà di mettere in connessione PNRR e Fondi di Coesione. “Per queste ragioni, la proficua collaborazione istituzionale con la Regione Calabria, e in particolare il costante e positivo confronto con il Presidente Occhiuto, rappresenta un passaggio rilevante  per raggiungere gli ambiziosi obiettivi che ci siamo posti”, ha proseguito il Ministro. 

Orazio Schillaci (7), ministro della Salute.

I sindaci di importanti città italiane, in questi ultimi giorni, hanno dichiarato di voler continuare a trascrivere i certificati di nascita dei figli nati da coppie che abbiano fatto ricorso alla gestazione per altri o da coppie di donne che abbiano fatto la fecondazione assistita all’estero. La gestazione per altri (Gpa) è una tecnica che prevede che la gravidanza sia portata avanti da una persona esterna alla coppia. L’argomento in questi giorni è caldo per via di una circolare del ministero dell’Interno che invita a non registrare i genitori non biologici negli atti di nascita di figli nati con queste tecniche.

Daniela Santanchè (7), ministro del Turismo 

Sulle concessioni balneari in Italia “gli ultimi sviluppi sono preoccupanti”. La Commissione europea non digerisce la scelta del governo Meloni di estendere in automatico i permessi di utilizzo dei litorali nazionali attraverso un dispositivo contenuto nel decreto Milleproroghe. Sonya Gospodinova, portavoce della Commissione europea per le questioni di mercato interno, fa sapere che si attendono le carte, ma la notizia, per quanto non gradita, non sorprende: “Abbiamo seguito il dibattito, e sappiamo che il presidente della Repubblica ha firmato il provvedimento con osservazioni circa il profilo di incompatibilità con il diritto dell’Ue”.

Antonio Tajani (6 1/2), ministro degli Esteri e Cooperazione Internazionale *

Né Silvio Berlusconi nè Antonio Tajani. La tradizionale riunione del Partito popolare europeo che precede il vertice dei capi di Stato e di governo non vedrà la partecipazione di nessuna delle due figure di spicco che possono rappresentare, da protocollo, Forza Italia attorno al tavolo. Nel consueto invito all’appuntamento comprendente la lista dei partecipanti non risulta alcun italiano. “Sappiamo solo che non parteciperà”, fanno sapere dal Ppe. L’assenza di Tajani potrebbe non essere necessariamente un mistero, considerata la veste di ministro degli Esteri assunta con l’entrata in carica del nuovo governo. La sua agenda lo vede impegnato a Roma il 24 marzo, per i lavori della Commissione delle conferenze episcopali dell’Unione europea (Comece). Certo la sua assenza non passa inosservata, considerando il suo ruolo di vicepresidente del Partito, e l’assidua partecipazione a questa riunione nel corso di questi anni.

Guido Crosetto (6), ministro della Difesa

“Viviamo tempi di rapidi cambiamenti e la Difesa deve essere sempre un passo avanti, anche dal punto di vista culturale e dell’elaborazione del pensiero. Servono approcci innovativi per continuare a essere efficaci nel garantire la sicurezza della Nazione e sono convinto che un dialogo strutturale tra il mondo militare, il sistema universitario, l’industria di settore e l’ambiente dell’informazione sia uno strumento essenziale per conseguire l’obiettivo”. Così il Ministro della Difesa Guido Crosetto sulla costituzione del “Comitato per lo sviluppo e la valorizzazione della cultura della Difesa”. “Le Forze Armate – ha sottolineato il Ministro Crosetto – sono impiegate per tutelare gli interessi nazionali e il “Sistema Difesa” rappresenta uno strumento di politica estera nonché un formidabile volano di crescita per il Paese. Per questo motivo, in un rinnovato e complesso quadro geopolitico, dovrà cambiare la percezione dello Strumento Militare nazionale rispetto al passato”.  Il Comitato, istituito con decreto a firma del Ministro, si riunirà presso Palazzo Baracchini e avrà il compito di sviluppare e valorizzare la cultura della Difesa e sarà un luogo di ascolto del “Sistema Difesa” ed elaborerà documenti, direttive, proposte di autoregolazione per supportare una visione innovativa nell’ambito della comunicazione e delle relazioni istituzionali. E in quest’ottica sarà importante anche il ruolo che dovrà svolgere la comunicazione istituzionale “per far conoscere l’entusiasmo, la passione, e la dedizione – in sintesi i valori – che caratterizzano l’agire e l’essere del personale della Difesa”. 

Gilberto Pichetto Fratin (6), ministro dell’Ambiente e Sicurezza Energetica **

 “La direttiva sulle Case Green approvata in Parlamento europeo è insoddisfacente per l’Italia. Anche nel Trilogo, come fatto fino a oggi, continueremo a batterci a difesa dell’interesse nazionale”. Lo afferma il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto. “Non mettiamo in discussione – spiega il Ministro – gli obiettivi ambientali di decarbonizzazione e di riqualificazione del patrimonio edilizio, che restano fondamentali. Manca però in questo testo – osserva Pichetto – una seria presa in considerazione del contesto italiano, diverso da quello di altri Paesi europei per questioni storiche, di conformazione geografica, oltre che di una radicata visione della casa come ‘bene rifugio’ delle famiglie italiane”. “Individuare una quota di patrimonio edilizio esentabile per motivi di fattibilità economica – prosegue Pichetto – è stato un passo doveroso e necessario, ma gli obiettivi temporali, specie per gli edifici residenziali esistenti, sono ad oggi non raggiungibili per il nostro Paese”. “Nessuno – chiarisce il Ministro – chiede trattamenti di favore, ma solo la presa di coscienza della realtà: con l’attuale testo – prosegue – si potrebbe prefigurare la sostanziale inapplicabilità della direttiva, facendo venire meno l’obiettivo ‘green’ e creando anche distorsioni sul mercato”. “Forti anche della mozione approvata dal nostro Parlamento – conclude Pichetto – agiremo per un risultato negoziale che riconosca le ragioni italiane”.

Roberto Calderoli (6), ministro degli Affari regionali e Autonomie *

Si scrive «dimensionamento scolastico», si legge tagli alla scuola. Almeno secondo le quattro regioni governate dal centrosinistra (Emilia Romagna, Toscana, Campania e Puglia), che nei giorni scorsi hanno impugnato di fronte alla Corte Costituzionale alcuni passaggi della legge di bilancio 2023. Si tratta, in particolare, dei commi che prevedono la possibilità di accorpare insieme più istituti scolastici, riducendo il numero dei presidi e producendo quindi risparmi per lo Stato. Ed è qui che arriva il cortocircuito. Perché le quattro regioni “rosse”, tutte schierate contro il progetto leghista di autonomia differenziata, sembrano chiedere tra le altre cose che i risparmi ottenuti dall’accorpamento dei plessi non tornino nelle casse pubbliche, come sarebbe lecito aspettarsi, ma rimangano nelle regioni dove sono stati prodotti. Che è proprio uno dei princìpi che il disegno del ministro Roberto Calderoli vorrebbe far passare. 

Francesco Lollobrigida (6), ministro dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste

Abbiamo il dovere di difendere il nostro modello produttivo“. Sulle concessioni balneari il governo tiene il punto. Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, a Bruxelles per incontri istituzionali, risponde alla Commissione europea e alle sue preoccupazioni circa le scelte della maggioranza. La proroga dei permessi per l’utilizzo delle spiagge pubbliche non viene messa in discussione. Al contrario, viene difesa. “Non abbiamo una postura arrogante”, dice a margine di incontri tenuti in Parlamento europeo. Ma, aggiunge, in Italia “c’è un’offerta di qualità che va protetta, in linea con gli indirizzi dell’Europa”, Europa che però “deve tenere conto delle peculiarità delle nazioni“.

Adolfo Urso (5 1/2), ministro delle Imprese e Made in Italy 

‘’È in discussione in Parlamento la legge quadro sulla space economy: per la prima volta questo Paese avrà una legge nazionale sullo Spazio”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al secondo Forum Space&Blue Economy al Mimit, sottolineando che si trattava di ”una lacuna diventata oggi una assoluta e impellente necessità, perché occorre regolamentare le attività dei privati nello Spazio”. Infatti, ha spiegato il ministro, la legge in esame tocca sia la certificazione prodotti sia le autorizzazioni al volo ed eventuali incidenti. ”Mi auguro che la nostra legge nazionale sia ispiratrice per la nuova Commissione europea” per fare a sua volta ”una legge europea sullo Spazio. L’Italia può svolgere ruolo da protagonista, anche principale”, ha aggiunto Urso.

Marina Elvira Calderone (5 1/2), ministro del Lavoro e Politiche Sociali *

Scoop di Libero: hanno hackerato il profilo del ministro, chiamate i servizi. Non trovando argomenti o giornali seri che la difendano, la ministra Calderone – che martedì in aula lascia l’incombenza al sottosegretario Mantovano – riceve soccorso dalla stampa “amica”Italia Oggi gridava alla gogna evocando addirittura Marco Biagi; salvo omettere che da anni i consulenti del lavoro guidati dal marito Rosario De Luca curano pagine del quotidiano economico. Da incorniciare l’arringa del foglio di Feltri che ieri ha accreditato addirittura un attacco informatico all’enciclopedia online per inserire la falsa laurea a Cagliari utile alla “campagna del Fatto per destabilizzare il ministro”. Ma è solo grazie alle “balle del Fatto” che ora la pagina riporta il vero titolo, mai dichiarato dalla ministra, conseguito alla Link Campus University, quella dei vertici alla sbarra per gli “esami facili”, dove per altro ha investito 15 milioni di euro dei consulenti del lavoro. L’allarme in forma di velina non è firmato da un giornalista, probabilmente è uno pseudonimo. Tanto era convinto della linea di difesa.

Nello Mesumeci (5 1/2), ministro della Protezione Civile e Politiche del Mare **

Nello Musumeci ha un doppio ruolo quando parla di migrazioni. Quello politico, di ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, e quindi rappresentante del governo, e quello di siciliano, già presidente della regione Sicilia dal 2017 al 2022. E sul tema migratorio dà delle coordinate dritte: abbiamo bisogno di forza lavoro. Perciò “sì” ai migranti economici (per quanto è sostenibile dallo stato). Ma i corridoi umanitari non bastano: è necessario creare un canale strutturato di migrazione regolare. E, probabilmente, l’intenzione della premier Giorgia Meloni nel Cdm di Cutro di giovedì sarà varare un provvedimento che metta insieme questo ultimo punto – ovvero una diversa regolazione dei flussi degli arrivi regolari – e l’inasprimento delle misure contro gli scafisti. “Confindustria ha parlato di 300 mila posti vuoti”, dice alla Stampa Nello Musumeci, “Di fronte alla crescente denatalità italiana, una nuova forza lavoro diventa necessaria”, aggiunge. E quindi, si parla di un nuovo decreto flussi che possa ampliare quel numero già stabilito – saranno 82.700 – di lavoratori stranieri che dal 27 marzo potranno presentare domanda per lavorare in Italia? Su questo non c’è ancora un assenso dichiarato. Ma il ministro del Mare comincia a indicare la strada per le mosse future: “Innanzitutto smantellare le organizzazioni mafiose degli scafisti nei paesi di partenza e modificare il trattato di Dublino”. Poi, “nei paesi di partenza”, procedere alla verifica delle richieste di asilo (anche se questo piano rivela particolari criticità a seconda dei paesi con cui si cercano accordi). E ancora, disciplinare l’arrivo di migranti come “un fatto ordinario” – e non “con soluzioni emergenziali” -, quindi con l’ausilio di norme, “in sicurezza, e proseguendo con un graduale processo d’integrazione”.

Anna Maria Bernini (5 1/2), ministro dell’Università e della Ricerca **

«È una cosa gravissima, un errore inaccettabile»: con queste parole il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, oggi intervenuta al forum economico-scientifico italoserbo a Belgrado, ha commentato la notizia del  bando per la selezione di 15 esperti a titolo gratuito al Mur. «Ho avviato un’indagine interna proprio oggi per accertare le responsabilità e chi ha sbagliato pagherà», ha promesso Bernini. Al momento, Bernini precisa però che non ci sono ancora novità perché non ha ancora individuato cosa sia potuto andare storto nell’ideazione dell’offerta di lavoro. A seguito delle polemiche scoppiate ieri, 21 marzo, il ministero dell’Università in serata aveva ritirato l’avviso pubblico, spiegando che si era trattato solo «di un errore tecnico nella sua stesura». E aveva sottolineato che «il contenuto e i termini dell’avviso non rispecchiano la volontà e il modo di procedere del ministero». L’ offerta era finalizzata a selezionare 15 figure ad alto potenziale e professionalità da inserire nel Nucleo di Coordinamento delle attività di analisi, di studio e di ricerca del MUR. Figure che una volta assunte – stando a quanto si leggeva nel documento – avrebbero preso un impegno a tempo pieno, e per una durata di 18 mesi, anche prorogabili su eventuale richiesta del Miu. Tutte le quindici posizioni non prevedevano però alcuna retribuzione. La scadenza per inviare la propria domanda di ammissione era fissata per la mezzanotte del 6 aprile. Poi il Mur è intervenuto e ha fatto ritirare tutto, e candidature e scadenza sono state annullate.

Eugenia Roccella (5), ministro della Famiglia, Natalità e Pari Opportunità 

Tre anni di pandemia hanno ridotto sensibilmente le celebrazioni di matrimoni. L’impossibilità di festeggiare in pompa magna o anche con una festa più contenuta ha spinto in molti a rimandare a tempi migliori. E a restrizioni finite, ecco il boom. Ma sorprende che a crescere in maniera esponenziale siano state soprattutto le unioni civili, per di più tra persone dello stesso sesso. Lo certifica l’Istat, nell’ultimo report sulla dinamica demografica. Sul 2021 la crescita è stata del 31%, mentre sul 2019 del 22,5%. In numeri assoluti, le unioni civili celebrate lo scorso anno sono state oltre duemila, e secondo l’istituto di statistica è possibile prevede “un robusto pur se non totale recupero di quanto perso nell’anno della pandemia”.

Alessandra Locatelli (4), Ministero della Disabilità

Due giorni per dare il via a “un percorso di confronto sulla disabilità con le istituzioni Ue, con le associazioni del terzo settore e con l’European Disability Forum, per determinare insieme a tutti gli altri Paesi membri i punti focali sulle strategie che si portano avanti nell’Unione Europea”. Spiega così il suo viaggio a Bruxelles la ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, incontrando la stampa oggi (2 marzo) al Parlamento Ue, al termine degli incontri con eurodeputati, organizzazione di settore e il commissario per il Lavoro e i diritti sociali, Nicolas Schmit. Un primo incontro per “raccogliere esperienze e fare luce sulle buone pratiche che possono essere esportate e discusse, fino ad arrivare alla Conferenza mondiale sulle disabilità a giugno a New York“, ha precisato la ministra.

Matteo Salvini (4), ministro delle Infrastrutture e Trasporti

La Giunta per le immunità del Senato ha negato l’autorizzazione a processare il senatore e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, indagato a Milano per diffamazione nei confronti della comandante della Sea Watch 3 Carola Rackete. La giunta ha approvato la richiesta del relatore (il senatore Meinhard Durnwalder, del Südtiroler Volkspartei) contro l’autorizzazione a procedere con 10 voti favorevoli (del centrodestra), 3 contrari (2 del PD e 1 del M5S) e due astenuti (di Italia Viva e Alleanza Verdi-Sinistra). Il voto della giunta non è comunque definitivo e la richiesta dell’autorizzazione a procedere dovrà essere votata anche dal Senato. Rackete era stata arrestata dopo aver violato gli ordini delle autorità italiane e aver portato la Sea Watch 3 nel porto di Lampedusa la sera del 29 giugno del 2019 per fare sbarcare i 40 migranti che erano a bordo della nave da più di due settimane. Il suo arresto non era però stato convalidato dalla GIP di Agrigento.

É stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto-legge 14 gennaio 2023, n. 5 “Disposizioni urgenti in materia di trasparenza dei prezzi dei carburanti e di rafforzamento dei poteri di controllo del Garante per la sorveglianza dei prezzi, nonche’ di sostegno per la fruizione del trasporto pubblico”. In sintesi, alcune delle misure contenute nel provvedimento: Più controlli Poteri rafforzati per il Garante per la sorveglianza dei prezzi. Istituita la Commissione di allerta rapida per individuare eventuali violazioni. Più trasparenza I gestori degli impianti dovranno esporre, oltre ai prezzi di vendita dei carburanti, anche il prezzo medio. Rafforzamento delle sanzioni amministrative in caso di violazione degli obblighi sulle comunicazioni e sulla pubblicità dei prezzi. Buoni carburante Dal 1° gennaio al 31 dicembre 2023, i buoni carburante per i lavoratori dipendenti, fino a 200 euro, saranno esentasse. Bonus trasporti pubblici Bonus di 60 euro alle persone con redditi inferiori a 20.000 euro per pagare l’abbonamento per il trasporto pubblico locale e ferroviario. Calmieramento automatico dei prezzi In caso di aumento del costo del greggio, sterilizzazione delle imposte e calmieramento automatico dei prezzi dei carburanti.

Giuseppe Valditara (n.c.), ministro dell’Istruzione e Merito ***

Uomo di vastissime letture, non a caso è il ministro dell’istruzione. C’è del metodo, e molta sottile metafisica, nelle sue esternazioni che fortunatamente, per il loro incredibile impatto costruttivo sulle menti della Nazione, diventano sempre più frequenti. Ha consultato anche stavolta i grandi classici prima di prendere penna e calamaio per annunciare la dura censura governativa contro la “politicizzata” dirigente scolastica fiorentina. Quali fonti filosofiche ispirano il luminare che Meloni ha voluto giustamente promuovere a prestigioso titolare del ministero di viale Trastevere? Non c’è dubbio, le sue parole, mai scontate, nascondono un pensiero forte. Nell’affondo inevitabile contro la professoressa Annalisa Savino, il creativo ministro del merito ha sicuramente raccolto e fatto proprio l’insegnamento racchiuso in un’antica pagina di Benedetto Croce. Il grande filosofo, anch’egli con un’esperienza al ministero, benediceva le aggressioni contro gli uomini e le donne delle sinistre che si agitavano con le loro “vuote” idee d’eguaglianza e di socialismo. Avevano ragione, scandiva in “Etica e Politica”, quanti associati in squadre nere prendevano “a scappellotti i creduli in quelle formule insulse e coloro che le vanno ripetendo a uso dei gonzi”.

Paolo Zangrillo (n.c.), ministro della Pubblica Amministrazione ***

Via libera allo scorrimento delle graduatorie dei concorsi unici della pubblica amministrazione. Ad affermarlo è il Ministro per la pubblica amministrazione Paolo Zangrillo nella sua risposta all’interrogazione (3-00256) presentata dal sen. Rapani. Il senatore ha infatti chiesto chiarimenti sulla necessità di assunzioni nella pubblica amministrazione tramite concorsi e scorrimento di graduatorie. Il Ministro ha inoltre ribadito il dovere del Governo di invertire il trend in uscita dalla pubblica amministrazione puntando su un reclutamento di qualità e che nel corso del 2023 sarà garantita una crescita del personale con oltre 157.000 nuove assunzioni. “La pubblica amministrazione – spiega Rapani nell’interrogazione – è chiamata ad essere il motore della ripresa disegnata con il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Lo stesso Ministro interrogato, con riferimento all’evoluzione degli organici della pubblica amministrazione, ha più volte annunciato che nel 2023, sulla scia di quanto già iniziato nel 2022, quando sono stati immessi in ruolo circa 157.000 statali, il Governo garantirà una crescita del personale nella pubblica amministrazione, con oltre 156.000 nuove assunzioni, sottolineando come la pubblica amministrazione non abbia bisogno solo di numeri, ma di conoscenze e competenze da valorizzare al massimo.

Luca Ciriani (n.c.), ministro dei Rapporti con il Parlamento ***

“Un rapporto speciale mi lega a Massimiliano Fedriga e alla sua famiglia. L’ho visto crescere e ci siamo sempre comportati con il massimo rispetto politico e umano. Sin da quando ero io presidente della e a parti invertite nel 2018 quando Fedriga è stato nominato presidente della Regione e mi ha affidato la delega all’Ambiente. Delega cui ero stato messo in guardia dall’amico Luca Ciriani per la difficoltà, le notti che avrei perso sveglio, ma alla fine è diventato il tema principe di tutte le agende politiche”. Un appuntamento cordiale e basato sulla massima collaborazione e rispetto quello organizzato dal candidato di Fratelli d’Italia Fabio Scoccimarro, assessore uscente della Giunta Fedriga, alla presenza porprio del presidente del FVG e il minsitro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani.

Maria Elisabetta Alberti Casellati (n.c.), ministro delle Riforme Istituzionali e Semplificazione Normativa ***

“Sono cresciuta con le parole di mio padre, che mi ha insegnato il valore della pace e della democrazia, il rispetto delle regole, la cultura del lavoro, l’amore per la libertà, ma anche che prima dei diritti ci sono i doveri. Auguri a tutti i papà, riferimenti indimenticabili.”

Gennaro Sangiuliano (n.c.), ministro della Cultura ***

Noto divulgatore della storia del confine orientale, anche Marino Micich, direttore dell’Archivio Museo storico di Fiume a Roma non si ferma mai e si capisce come la sua partecipazione a conferenze e convegni si intensifichi, in particolare nei giorni intorno al 10 febbraio, Giorno del ricordo. Tra i tanti eventi che lo hanno visto protagonista – come apprendiamo dall’ultimo numero de “Il Dalmata”, notiziario dell’associazione Dalmati Italiani nel mondo – Libero Comune di Zara in esilio – quello che ha avuto luogo nella sede dell’Archivio Museo storico dove, nel suo ruolo di responsabile del Museo, Micich ha accolto il ministro italiano della Cultura, Gennaro Sangiuliano.

Andrea Abodi (n.c.), ministro dello Sport e Giovani ***

Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i Giovani, è intervenuto nell’Assemblea nazionale Uisp, in corso di svolgimento a Tivoli, Roma: “Fate bene a chiedere rappresentanza per lo sport sociale e per tutti – ha detto Abodi in collegamento video – Il valore sociale ed educativo dello sport è enorme, per questo preferirei che lo sport entrasse nella Costituzione in quanto diritto e non solo come riconoscimento. In Europa abbiamo una partita importante da portare avanti: le infrastrutture sportive non sono considerate infrastrutture sociali. E’ indispensabile raggiungere questo risultato per ottenere risorse per l’ammodernamento dell’impiantostica sportiva italiana. L’80 per cento dei nostri impianti non sono in linea con l’Agenda 2030 sulla sostenibilità ambientale.

Alfredo Mantovano (n.c.), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ***

“E’troppo condizionato dalla Chiesa”, ha detto il vicepremier Matteo Salvini a proposito di Alfredo Mantovano. E questo può essere un problema per le dinamiche interne al governo. Mantovano, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, sta prendendo sempre più spazio nella rete decisionale del governo, soprattutto perché la presidente del Consiglio Giorgia Meloni di lui si fida, lo ascolta, lo ha esternato parlando della strage di Cutro: “Penso quello che ha detto Mantovano”. Il sottosegretario parla poco, ma lo ha fatto in relazione al naufragio e, soprattutto, ha avuto il via libera da Palazzo Chigi per gestire la situazione che stava sfuggendo di mano al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Non è l’unico caso nel quale Mantovano si è attivato. È accaduto anche con la sostituzione di Roberto Baldoni, allontanato dalla guida dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, senza troppi consulti con gli altri ministri. E quello di Baldoni è un ruolo di primo piano in un momento storico come questo, soprattutto se si tiene conto della rilevanza che l’ambito della cybersicurezza sta assumendo con la guerra in Ucraina e gli ultimi attacchi informatici. Al suo posto è arrivato Bruno Frattasi, scelto senza la condivisione di una parte della maggioranza.

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