Giustizia

Raggi ancora indagata

Raggi ancora indagata

Virginia Raggi

Un’altra tegola giudiziaria colpisce la sindaca di Roma. A Virginia Raggi è contestato un secondo abuso d’ufficio: quello relativo alla nomina del capo della sua segreteria politica, con relativo super stipendio. E altre nomine sospette sono al vaglio dei giudici, con il rischio di altre accuse per la sindaca.  Virginia Raggi è indagata in concorso con Salvatore Romeo per abuso d’ufficio in relazione alla nomina del suo fedelissimo a capo della segreteria, nell’agosto dell’anno scorso. La sindaca dunque, oltre ad essere sotto indagine per la nomina del fratello di Raffaele Marra – per la quale deve rispondere pure di falso -, ora è implicata anche nel passaggio di Romeo da funzionario nel Dipartimento Partecipate, con stipendio di 39 mila euro annui, alla guida della sua segreteria, con un salario di quasi 120 mila euro. Stipendio poi sceso a 93 mila per l’intervento dell’Authority anticorruzione.

Ma quali rapporti legavano la Raggi (indagata anche per falso in atto pubblico e per un primo abuso d’ufficio, quello per la nomina di Renato Marra, ufficiale dei vigili promosso a capo del dipartimento del Turismo) ai due dioscuri del Campidoglio, Salvatore Romeo (il capo della segreteria indagato in concorso con la Raggi e in attesa di essere interrogato) e Raffaele Marra (fratello di Renato nonché brillante ex ufficiale della Guardia di Finanza, poi vice capo di gabinetto e oggi detenuto per una tangente)? Non è voyeurismo porsi una tale domanda. Al di là dei sentimenti personali che le carte lasciano intuire, dalla vicenda emerge infatti che i tre hanno contratto tra loro un vincolo molto forte: agiscono come un blocco di potere, una consorteria ristretta che sembra escludere tutti gli altri, con l’eccezione, forse, di Daniele Frongia, il primo vicesindaco della Raggi, quarto partecipante della chat «Quattro amici al bar». In alcune conversazioni, i tre sembrano voler sfidare tutti gli altri, forti di questo vincolo che li unisce e circa il quale i giudici si domandano su cosa in effetti sia basato, mentre non risulta completamente chiara la storia delle polizze intestate alla Raggi da Romeo con un investimento di 33 mila euro sui 133 complessivi dell’operazione finanziaria (il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il pm Francesco Dall’Olio faranno domande all’interessato anche su questo).

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