Editoriali

Farsi giustizia da se o difendersi?

Farsi giustizia da se o difendersi?

Farsi giustizia da se o difendersi?

Ormai siamo pieni di fatti di cronaca nera; di delitti, rapine a cui si pensa di farsi giustizia da soli. Si è perso il senso della Stato; quella sicurezza che prima o poi la giustizia prevarrà e che bisogna avere fiducia nelle tribunali e nelle forze dell’ordine. Che un giudice corrotto o un carabiniere corrotto non equivale a dire che sono tutti corrotti. Troppo facile dire che nulla va bene.

Questo è il populismo, dove si fa di tutta l’erba un fascio e i luoghi comuni razzisti prendono il potere come fossero verità assoluta. Dove chi non la pensa come la maggioranza (populista ovviamente) non solo non ha ragione, ma è anche un mezzo criminale. Dove chi non vuole la castrazione chimica per i pedofili o la pena di morte per i criminali è quanto meno un complice (almeno moralmente).

Chiariamo subito una cosa: “farsi giustizia da soli” significa ritenere che l’unica giustizia valida sia quella indicata dal proprio senso della morale. Da qui il fatto che ciò non possa che essere sostanzialmente sempre contro la legge. Difendersi invece è tutt’altra cosa: la giustizia in questo caso non entra nel computo, dato che difendere sé stessi non è “giusto” quanto “un diritto fondamentale e inalienabile”. Con la legge.

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