Dieci morti e 27 feriti, tre dei quali in modo grave, nella strage compiuta a Monaco di Baviera tra un ristorante McDonald’s e un affollato centro commerciale a nord della città. A sparare, ha annunciato in nottata la polizia, è stato un ragazzo di 18 anni, nato e cresciuto in Baviera, ma di origini iraniane, identificato come Ali Sonboly. Il padre del ragazzo è un tassista e la madre lavora nella catena di grandi magazzini Karstadt. Dei numerosi feriti, solo 4 sono stati raggiunti da colpi di pistola. Quella di Monaco è stata una strage di giovanissimi perpetrata da un killer coetaneo. Delle nove vittime, otto avevano un’età compresa tra i 13 e i 21 anni (due ragazzine e sei giovani). Solo la nona vittima, una donna, aveva 45 anni.
La cancelliera tedesca Angela Merkel ha espresso il “grande cordoglio” del governo e della Germania verso “le famiglie di coloro che non torneranno più a casa, a nome di tutti condividiamo il vostro dolore, soffriamo con voi. Il pensiero ai numerosi feriti che possano guarire completamente”, ha aggiunto in conferenza stampa dopo l’attentato di Monaco, al termine della riunione del Consiglio di sicurezza nazionale. “Chiunque di noi poteva essere lì e posso capire chi si sente insicuro”, ha aggiunto, prima di assicurare: “Scopriremo cosa c’è esattamente dietro questo atto di Monaco. Lo Stato farà di tutto per assicurare la sicurezza e la libertà di tutte le persone in Germania”.
Il ragazzo ha ucciso 9 persone e poi si è sparato. La polizia non lo conosceva e ora sa quasi tutto di lui, tranne le ragioni che lo hanno spinto a commettere il massacro. Per questo, per ora, le ipotesi sono tutte sul tavolo, anche se si escude un legame con il terrorismo. La pista più seguita è quella di un gesto folle. Una giornata di lutto nazionale è stata proclamata per oggi in Baviera. Il presidente del Land ha dato disposizione che in tutti gli edifici pubblici vengano esposte bandiere a mezz’asta.
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