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Svolta elettrodance per Dolcenera, al secolo Emanuela Trane, che torna sul mercato col nuovo album Le stelle non tremano , con cui forse per la prima volta riesce a far quadrare il cerchio ed a proporsi con un disco che appare completo, figlio di una direzione precisa, di intuizioni portate a termine e non semplicemente abbozzate. E già, perché come sempre segnalato nelle mie disamine dei precedenti lavori, il problema di Dolcenera non è mai stato azzeccare la canzone, cosa questa riuscita più e più volte, ma non far sembrare che le idee si esaurissero dopo un paio di buoni singoli, finendo poi con l’utilizzare riempitivi e trascurabili vari per completare la missione album.
Le stelle non tremano è un viaggio che la cantautrice pugliese si concede in quel cosmo dell’elettronica e come tale può piacere o meno, ma di sicuro non può lasciare indifferenti, anche perché Emanuela le cose le ha fatte per bene, concedendosi un tempo lavoro, 3 anni, che nella discografia odierna, fatta di talent e di carriere che prima del decollo stanno già implodendo, è davvero un azzardo; il tutto la nostra lo ha poi fatto con lungimirante intelligenza, ovvero abituando il proprio pubblico, e magari anche qualcuno in più, a questa nuova veste, buttando sul mercato, quasi come iniziazione, singoli dal grandissimo piglio radiofonico, nell’ordine Niente al mondo, Accendi lo spirito e Fantastica, che difatti l’airplay l’hanno conquistato. La meticolosa cura degli arrangiamenti, il ritorno sugli stessi a più riprese, con strumenti passati al setaccio da programmatori che conferissero loro un sapore stellare e le sovrapposizioni vocali, tutte curate dalla stessa Dolcenera, che ricordano anche quale brava corista fosse, quando ancor sconosciuta faceva i cori a citofoni anni 80 ed alle Tracy Spencer di turno, nel programma La notte vola, lascia forse poco spazio ai testi, che qui diventano per lo più pensieri raccolti, a volte nemmeno legati tra loro, tale da far chiedere in quale trip sia finita la cantautrice. In realtà ciò che però emerge è il messaggio globale ed anche esso è una rivelazione, visti i trascorsi: Dolcenera vuole positività, speranza, concessioni all’amore, impegno, vittoria su paure, angosce ed incubi personali, vitalità che sovrasta le abitudini.
Notevoli le percussioni vive che vanno a contrastare i suoni più freddi delle programmazioni e che ricorrono in diversi brani del disco, dalla rivelatrice Niente al mondo alla altrettanto riuscita Figli del caos, così come le linee di basso alla base del sound di Il viaggio o del potenziale singolo Immenso, dotato di fascino melodico che difatti ci rende la miglior Dolcenera possibile, ovvero quella capace di inserire riuscite melodie, nate magari al piano, con l’innovazione e crescita personale. Esempio tangibile di questa capacità è L’anima in una lacrima, brano posto quasi alla fine della track list, come a dire di non credere che il bello sia già stato sentito.
Le stelle non tremano” forse, ma per la prima volta Dolcenera è riuscita a far tremare me, che difatti qui la premio con un Nove. Bello ricredersi.
Categorie:Musica













































