Centrosinistra

Briciole di sinistra errante e litigiosa

Bricciole di sinistra errante e litigiosa
Bricciole di sinistra errante e litigiosa

Organismi misteriosi a sinistra del Pd. Ma come già detto piccoli e con pensieri diversi. Per ora hanno deciso di restare divisi in Parlamento, poi con l’autunno dovrebbero fare gruppi comuni; ma chissà se capiterà davvero visto che sono litigiosi e hanno visioni diverse sul da farsi. Una galassia frantumata in mille rivoli, senza un disegno se non quello di orbitare intorno al pianeta Renzi per provare a rallentarne la corsa. Così si presenta plasticamente la sinistra, o meglio tutto ciò che naviga nello spazio politico a sinistra del Pd.

La costola ex Pd di Civati, denominata Possibile sta organizzando le firme per una serie di referendum; ma quella che sembrava una buona occasione per riunire tutti gli anti Renzi di sinistra sotto una bandiera comune si è rivelata un’occasione sprecata. Dalla minoranza Pd nessun cenno di vita. Sel ha deciso finora di non firmare. Vendola ha rilasciato un’intervista a Repubblica in cui spiega che l’alleanza col Pd alle amministrative è – scusate il gioco di parole – «una possibilità», dunque hai visto mai che dovessero inimicarsene il potente segretario, sostenendo dei referendum che provano a smontare le sue riforme. La Cgil inizialmente aveva votato per fare questi referendum, ma poi ha cambiato idea. Il movimento della scuola è diviso, moltissimi insegnanti sono favorevoli e hanno firmato interi coordinamenti della scuola, ma la Lip (che si lega al mondo della “Coalizione sociale” e a Micromega) ha deciso proprio ieri che discuterà fino a dicembre, e lancerà una sua raccolta di firme, alternativa a quella di Civati, nel 2016, con l’obiettivo di tenere i referendum abrogativi nel 2017 su quattro grandi aree: ma insomma, campa cavallo.

Sinistra Ecologia e Libertà non è messa meglio perchè non solo sa dove andare, ma si sta spaccando anche al suo interno. C’è chi co,me il segretario Nichi Vendola vuole fare un partito assieme agli altri pezzi di sinistra in funzione anti Renzi (ma è lo stesso che non firma i referendum di Civati e che nobn esclude le alleanze con Renzi per le amministrative). Dario Stefano invece vuole una più cvoncreta politiche di alleanza col Pd di Renzi. Insomma, il centrosinistra classico.

Per quanto riguardo il Futuro a sinistra di Stefano Fassina già non si capisce perchè è stato creato perchè sia stato creato. Puro ego del fondatore, visto che bastava associarsi a Civati e provare a formare una cosa comune visto che entrambi uscenti dal Pd di Renzi e per giunta nello stesso periodo. Invece bisogna arrivare al tavolo della fondazione di questo presunto mnuovo partito con la possibilità di battere più forte i pugni creando un movimento litigioso fin dalla nascita. Quanta possibilità ha un movimento così di essere creato o comunque di sopravvivere.

Il caso di Landini è ancora più curioso visto che formalmente non è uun politico e a sua detta non lo vuole diventare. Ma vuole avere voce in capitolo , ma poi alla prova dei fatti non appoggia i referendum anti jobs act che smaltellerebbero il provvedimento del governo Renzi che lui ha più criticato. Mi ricorda che che su un altro fronte è capitato a Montezemolo che a furia di aspettare e di proclamarsi al di fuori delle parti poi ne è rimastodefinitivamente fuori.

Neanche quelli di Alternativa Libera, gli ex del M5s fanno eccezione. Anche loro in stand by. Si erano formati a inizio anno eaccogliendo la maggior parte degli esuli del grillismo; è seguito un flop alle amministrative (alle regionali non erano nemmeno presenti). Ora vegetano e qualcuno ha anche ricambiato casacca. Altri ex M5s si sono presi in carica dell’effige della Lista Tsipras e per la prima volta fanno entrare una lista dedicata a un leader di un altro paese europeo nel parlamento italiano.

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