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Governo Letta: sesto mese


Governo Letta: sesto mese

Gaetano Quagliariello, Beatrice Lorenzin, Angelino Alfano, Nunzia De Girolamo e Maurizio Lupi

Il presidente del Consiglio Letta ha respinto le dimissioni dei ministri Pdl. Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi. Via via di presenze a palazzo Chigi, con incontri tra ministri difficili da ricostruire. Nella sede del governo sono infatti presenti il premier Enrico Letta, il vice premier Angelino Alfano, che ha chiesto ai suoi di votare compatti la fiducia al Governo di larghe intese, il ministro Pd Dario Franceschini, i ministri pidiellini Gaetano Quagliariello e Beatrice Lorenzin, oltre al ‘dissidente’ azzurro Fabrizio Cicchitto. Alla fine anche Silvio Berlusconi ha votato la fiducia al governo Letta. Lo ha deciso all’ultimo minuto, quando era ormai certificata la sconfitta della sua linea. E con lui i cosiddetti “falchi” (con la sola eccezione di sei senatori, tra cui Nitto Palma) che fino all’ultimo hanno lavorato per staccare la spina all’esecutivo. Nel corso della mattinata, prima di questo epilogo, si è consumata la spaccatura del partito, con ripetuti annunci della formazione di un nuovo gruppo capitanato da Alfano, Lupi e Formigoni, a sostegno dell’esecutivo. Dopo il voto (scontato) anche alla Camera, in serata, è arrivata la nota “di giubilo” del Quirinale: “L’essenziale è che il governo ha superato la prova, vinto la sfida e innanzitutto per la serietà e la fermezza dell’impostazione sostenuta dal Presidente del Consiglio dinanzi alle Camere”, scrive Napolitano: “Il Presidente del Consiglio e il governo non potranno tollerare che si riapra un quotidiano gioco al massacro nei loro confronti”.

Sì definitivo dell’Aula del Senato al decreto legge che contiene le misure per il contrasto del femminicidio. Il testo è stato approvato a Palazzo Madama con 143 sì e 3 no. Come già alla Camera due giorni fa, anche oggi Lega, M5S e Sel non hanno partecipato al voto. Con una votazione a tempi record – il provvedimento, infatti, scadeva il 14 ottobre – che ha destato diversi malumori nell’opposizione così come nella maggioranza, le nuove norme sono ora pronte per essere promulgate dal presidente della Repubblica e pubblicate in Gazzetta Ufficiale. Bocciata una pregiudiziale di costituzionalità presentata dal M5S.

Nella notte di martedì 15 ottobre, il Consiglio dei ministri ha approvato la legge di stabilità e il bilancio di previsione dello stato per il triennio 2014 – 2016, tra le norme più importanti per determinare quali spese potranno essere affrontate nei prossimi anni e in quali ambiti. Molte delle cose nella legge di stabilità erano state anticipate nei giorni scorsi dai giornali, ma ce ne sono anche di nuove non previste (non ci sono i tagli alla sanità ipotizzati dalla stampa il giorno prima). Oltre a una ulteriore razionalizzazione della spesa, il Consiglio dei ministri ha previsto meccanismi per alcuni sgravi fiscali, ma anche l’introduzione di alcune nuove imposte. Durante una conferenza stampa, il presidente del Consiglio Enrico Letta ha anche annunciato che le elezioni saranno accorpate in un unico giorno, la domenica, per risparmiare circa un centinaio di milioni di euro.

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