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Soldi ai partiti, è legge il taglio pro-terremotati

Soldi ai partiti, è legge  il taglio pro-terremotati

Soldi ai partiti, è legge
il taglio pro-terremotati

Soldi dei partiti ai terremotati, è legge. Alle popolazioni colpite a partire dal 2009 dal sisma sono stati destinati 91 milioni di euro nel 2012 e 74 nel 2013: in tutto, 165 milioni. L’articolo 16 del ddl approvato ieri dal Senato prevede, fra l’altro, un sistema misto di finanziamento pubblico-privato, bilanci certificati affidati anche al controllo di magistrati, l’obbligo ai tesorieri di rendere pubblici i loro patrimoni, la pubblicazione dei conti online. I sì sono stati 187, i no 17, gli astenuti 22.

Favorevoli, Pdl, Pd e Terzo polo. Contrario l’Idv che ora annuncia un referendum abrogativo: “Confidiamo che i cittadini cancelleranno questa legge” ha detto Li Gotti. Astenuta la Lega. Ma all’interno della maggioranza non sono mancati i “frondisti”. “Dissidenti” i Radicali Bonino, Perduca e Poretti che hanno denunciato “un ritorno al finanziamento pubblico per legge nonostante il referendum abrogativo del 1993”.

I senatori democratici Della Seta e Ferrante non hanno partecipato al voto. L’articolo 16 è stato approvato in concomitanza con il decreto del governo che ha istituito il fondo per la ricostruzione delle aree colpite dal sisma il 20 e 29 maggio. Per il 2013 e il 2014 Monti ha stanziato 2 miliardi di euro attraverso la riduzione delle principali voci della pubblica amministrazione. Il 95% delle risorse andrà all’Emilia Romagna, il 4% alla Lombardia, l’1% al Veneto.

Il perché il Senato ha approvato l’articolo 16 a tempi record l’ha spiegata il capogruppo dei senatori Pd. “Abbiamo dovuto sopperire – ha detto Finocchiaro – a una dimenticanza della Camera che non aveva reso immediatamente esecutiva la legge”. La Finocchiaro s’era poi battuta, nei giorni scorsi, affinché l’articolo 16 venisse approvato entro i primi giorni di luglio. “La promessa è stata mantenuta”, ha detto. Per questo, il Senato, per dirla con Rutelli, “s’è limitato con rammarico a ratificare il ddl senza proporre emendamenti” per consentire che a favore dei terremotati sia destinata già la rata di luglio del finanziamento ai partiti.

L’articolo 16, secondo il senatore Pd Agostini, è stato una risposta all’antipolitica: “Dalla sera alla mattina – ha spiegato – si dimezzano i bilanci dei partiti che diventano più trasparenti”. Il ddl approvato a Palazzo Madama prevede anche la certificazione dei bilanci da parte di società di revisione iscritte nell’albo della Consob. Il controllo dei bilanci è affidato poi ad una commissione ad hoc composta da 5 magistrati designati dai vertici delle massime magistrature (uno dalla Cassazione, uno dal Consiglio di Stato, tre dalla Corte dei conti).

Sono previste sanzioni per i partiti che non presentano i bilanci, e per quelli che non abbiano destinato il 5 per cento dei rimborsi ad iniziative che accrescano la partecipazione delle donne. Cambia pure il sistema di contribuzione pubblica alla politica: il 70% viene erogato a titolo di rimborso per le spese sostenute in occasione delle elezioni, il restante 30% è legato alla capacità di autofinanziamento dei partiti che ricevono 50 centesimi per ogni euro ricevuto a titolo di quote associative ed erogazioni liberali da parte di persone fisiche o enti.

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