Centrodestra

[Storia] A destra di Alleanza Nazionale

Dalla costituzione di Alleanza Nazionale in poi spesso si pensa che non ci sia stato spazio politico a destra di esso; invece, anche senza particolari fortune elettorali ci sono stati diversi movimenti alla destra di An spesso frutto di scissioni provenienti proprio da correnti interne di quest’ultima.

Ma la prima scissione è stato senz’altro il Movimento Sociale Fiamma Tricolore (MSFT), fondato il 3 marzo 1995 da Pino Rauti e da quegli esponenti del Movimento Sociale Italiano che si opposero alla cosiddetta svolta di Fiuggi e cioè alla creazione stessa di Alleanza Nazionale. L’obiettivo era il coerente proseguimento della storia e le battaglie socialitarie, senza rinnegare il proprio passato. Alla Camera aderirono alla Fiamma Modesto Mario Della Rosa, cui fecero seguito, pochi giorni prima delle elezioni politiche del 1996, Cesare Cefaratti e Teodoro Stefano Tascone.

In occasione delle elezioni politiche del 1996, il partito ottenne, nella quota proporzionale della Camera, lo 0,9%. Al Senato, sfruttando gli effetti di un patto di desistenza tra il Polo per le Libertà e la Lista Pannella (in base al quale il Polo rinunciava a presentarsi in tre collegi della Sicilia), la Fiamma elesse un senatore con il recupero proporzionale: Luigi Caruso. Nel corso della XIII legislatura, la Fiamma vede l’adesione di un deputato, Alberto Acierno, sempre in Sicilia. A novembre dello stesso anno il primo congresso nazionale a Chianciano Terme certificò l’elezione degli organi previsti dallo Statuto e la continuità ideale e programmatica con il MSI. Pino Rauti era segretario nazionale. Nel 1998 nacque il quotidiano del partito, Linea, che lo resterà fino al 2002. Grazie anche alla partecipazione agli appuntamenti elettorali amministrativi, il partito organizzò nel frattempo la propria struttura sul territorio nazionale, ottenendo l’elezione di un consigliere regionale e di diversi consiglieri in assemblee elettive locali.

Alle elezioni europee del 1999 il partito si presentò in tutte le circoscrizioni elettorali, ottenendo l’1,6% ed eleggendo un eurodeputato, Roberto Bigliardo. Dopo aver inizialmente raccolto le diverse componenti del neofascismo indisponibili a seguire la strada indicata da Gianfranco Fini, la Fiamma Tricolore ha perso porzioni.

Il primo a lasciare è Giorgio Pisanò con il suo gruppo di Fascismo e Libertà. Questo movimento era in realtà stata una scissione del 1991 dal MSI. Giorgio Pisanò guida la frangia dei camerati irriducibili fondando il 25 luglio 1991 il nuovo soggetto politico profondamente mussoliniano denominato Movimento Fascismo e Libertà (MFL). Nel 1994 il MFL prendendo atto della scissione rautiana da An, decide di partecipare ad un progetto di conservazione missina, fondando assieme a lui il  Movimento Sociale Fiamma Tricolore. Alcuni mesi più tardi, dopo una breve esperienza minoritaria all’interno del nuovo soggetto, il MFL esce dal Movimento Sociale Fiamma Tricolore, ritrovando, (e da allora mantenendo), la sua unicità identitaria. Dopo la morte di Pisanò nel 1997, il movimento è stato dilaniato da lotte interne circa la titolarità dei vertici. Nel 2009, il Movimento Fascismo e Libertà (MFL) ha aggiunto la dicitura Partito Socialista Nazionale (PSN) alla originaria denominazione. Il MFL-PSN è stato numerose volte citato in giudizio per supposta ricostituzione del disciolto Partito Nazionale Fascista e per apologia del fascismo (a causa dell’utilizzo di simbologia fascista).

L’unica partecipazione del Movimento Fascismo e Libertà alle elezioni politiche nazionali avviene nel 1992. Il simbolo e la dicitura nella loro interezza non sono accettati: quello che rimane è la scritta «Libertà» lungo il cerchio di contorno. La lista, presente solo in Calabria per la Camera e in Lombardia per il Senato, ottiene rispettivamente lo 0,21% e lo 0,11% nelle due regioni.

Il 13 luglio 1997 Adriano Tilgher, Tomaso Staiti di Cuddia ed Enzo Erra convocano un’assemblea di circa duecento dirigenti e militanti del Movimento Sociale Fiamma Tricolore. L’assemblea contesta Pino Rauti, accusato di una condotta non sufficientemente incisiva. Dopo un acceso confronto verbale i tre vengono espulsi con l’accusa «di aver danneggiato l’attività del movimento e il suo ordine interno». Il 26 settembre viene quindi annunciata la fondazione del nuovo soggetto, immediatamente appoggiata da Jean-Marie Le Pen, il quale non lesina il proprio sostegno. Molti furono gli strascichi polemici con l’MS-FT.

Forza Nuova fu fondata il 29 settembre 1997 a Cave, in provincia di Roma, in un incontro organizzato da Francesco Pallottino, capo del gruppo di musica alternativa di destra Intolleranza. Non era una data casuale perché è quella dedicata a san Michele Arcangelo, simbolo fra l’altro della Guardia di Ferro rumena, alla quale Forza Nuova storicamente si rifà. Si caratterizzò ben presto per il forte richiamo al fascismo storico, al rexismo, al peronismo ed al tradizionalismo cattolico, aggregando il dissenso giovanile della Fiamma Tricolore, frange di skinhead e nuclei autonomi. La scissione dalla Fiamma Tricolore avvenne quando Pino Rauti iniziò a osteggiare la distribuzione fra i suoi iscritti del bollettino Foglio di Lotta di Fiore e Morsello.

I fondatori di Forza Nuova Fiore e Morsello erano ancora latitanti a Londra ed poterono rimpatriare solo nel 1999, quando ormai la magistratura non li poteva più perseguire, infatti i sessantasei mesi di carcere di Fiore erano oramai prescritti, mentre i novantotto di Morsello risultavano inapplicabili in quanto quest’ultimo era in fin di vita per un cancro (morirà poi nel marzo 2001). L’11 novembre 1997 fu creato il sito internet forzanuova.org.

Il lancio nazionale di Forza Nuova avvenne con un convegno a Latina nell’aprile del 1998. Intervennero Piero Vassallo, presidente del movimento (già tra i figli del sole e poi al fianco di Gianni Baget Bozzo nella battaglia anticoncilare),  Agostino Sanfratello (cofondatore di Alleanza Cattolica e poi fondatore del Circolo Lepanto, nonché animatore del Comitato di difesa per i detenuti politici), Sergio Gozzoli ed Alessandro Ambrosini. Forza Nuova si collocava sullo scenario politico con l’obiettivo, a livello locale, di allargare i propri contatti su campagne concrete contro l’immigrazione, l’aborto, la criminalità e di tenere insieme l’ala della destra conservatrice-tradizionalista con quella sociale-antagonista.

Il 25 marzo 1999 Massimo Morsello rientrò in Italia e altrettanto fece Roberto Fiore il 21 aprile successivo. Ad accogliere Morsello all’aeroporto c’erano deputati di Alleanza Nazionale e Forza Italia come Francesco Storace, Enzo Fragalà, Alberto Simeone, Carlo Taormina, Ernesto Caccavale e Teodoro Buontempo, quest’ultimo più volte presente a iniziative di FN dalla prima ora. Per le elezioni europee del 1999, Forza Nuova presentò propri candidati all’interno della Lista Cito. Nel giugno del 1999 una nota del Sisde segnalò una collaborazione tra FN e i cattolici di Militia Christi per iniziative contro l’aborto e l’american way of life (cioè manifestazioni di boicottaggio a Roma contro multinazionali come McDonald’s, Blockbuster, Planet Hollywood).

Il MFL-PSN fa successivamente qualche sporadico ingresso in assemblee elettive, a partire dal 1999, presentando il suo simbolo in varie elezioni amministrative, ottenendo l’elezione di un piccolo numero di consiglieri comunali nel corso degli anni. Ad esempio alle elezioni amministrative 2010, il MFL-PSN elegge un consigliere comunale a Parella (TO) con 14 voti, mentre nel 2011 nel comune di Roatto (AT) ottiene 16 voti per il suo candidato a Sindaco; nel 2015 a Cellarengo (AT) elegge 3 consiglieri comunali, che si riconfermano nel 2020. Alle elezioni amministrative in Italia del 2017 ottiene tre consiglieri di opposizione nel comune di Mura (BS) con 41 voti, pari all’11,8%. In occasione delle elezioni politiche di aprile 2006, il simbolo viene nuovamente ricusato dal Ministero dell’Interno. La dirigenza, così, presenta un altro simbolo, definito dalla stessa «autocensurato» (si tratta in realtà di sostituire l’emblema del fascio e la parola «fascismo» con la scritta in colore bianco «censurato» su una macchia grigia). Nonostante la modifica, il MFL-PSN non riesce a partecipare all’elezione delle camere del Parlamento a causa del mancato raggiungimento delle firme necessarie alla presentazione delle liste. Il simbolo «Censurato e Libertà» è presente alle elezioni comunali di Torino, svoltesi il mese successivo alle politiche, con Carlo Gariglio come candidato a sindaco.

Alle elezioni amministrative della primavera 2000 Forza Nuova raccolse l’1% in Basilicata con una lista civica, il 2,5% al comune di Lodi (dove aderì in blocco l’intera sezione della Fiamma Tricolore) ed il 2% a Faenza. Rauti, invece, si candida a sindaco per le elezioni comunali di Venezia nel 2000, raccogliendo l’1,1% e dicendosi comunque soddisfatto per l’ammirevole mobilitazione di giovani militanti.

Il 20 aprile 2000 la rappresentanza parlamentare della Fiamma Tricolore viene ricevuta dal presidente della Repubblica per le consultazioni per la formazione del nuovo governo. Dopo aver stretto accordi con il centrodestra alle elezioni regionali del 2000, Rauti venne riconfermato segretario dal congresso dell’ottobre 2000. In tale occasione la Fiamma ha inoltre deciso di presentare liste autonome per le elezioni politiche del 2001, stringendo alcuni accordi di desistenza con la Casa delle Libertà. Il senatore uscente Luigi Caruso ottiene nuovamente un seggio.

A favorire la grande visibilità del giovane movimento contribuì il Gay Pride che si tenne a Roma il 1º luglio 2000, anno del giubileo. Per Forza Nuova fu l’occasione per poter manifestare le proprie posizioni contro questo evento con un corteo parallelo in difesa della famiglia tradizionale.

Il 18 luglio 2000 una riunione tra le delegazioni del Fronte Nazionale e della Fiamma Tricolore, nella sede di quest’ultimo, dà un primo via libera verso la nascita di un unico soggetto. Tale percorso subisce una brusca frenata quando alla Conferenza programmatica del 17 dicembre viene «constatata la mancanza di volontà concreta, da parte della dirigenza rautiana a convenire sulla creazione del movimento di alternativa antagonista al sistema di potere nazionale e sovranazionale».

Il 23 agosto Roberto Fiore fu invitato dall’editore Effedieffe a partecipare ad un dibattito sull’aborto all’interno del tradizionale meeting di Comunione e Liberazione.

Il Fronte Sociale Nazionale si definiva per statuto «un movimento avente il fine di realizzare, con metodi partecipativi di democrazia integrale, una nuova forma di Stato che, come consapevolezza spirituale e morale, affermi il proprio valore organico, racchiudendo in sé la manifestazione politica, giuridica, economica e culturale della Nazione. Uno Stato che abbia come obiettivo l’attuazione di se stesso e quindi di un fine etico, immanente e continuo nel tempo, il cui contenuto è il bene del Popolo». Intende inoltre proporre un nuovo modello di civiltà, alternativo a quello liberal-capitalista, in cui il lavoro sia posto a base della società e rappresenti, per il cittadino produttore, il riconoscimento di un diritto-dovere, per mezzo del quale egli possa partecipare direttamente alla gestione delle aziende e alle scelte politiche della nazione sulla base delle teorie economiche del corporativismo e della socializzazione.

Il 22 dicembre 2000 Andrea Insabato, simpatizzante di estrema destra, fece scoppiare una bomba nella sede de Il Manifesto. Alcuni giornalisti lo ricollegarono al partito di Fiore, che però ne smentì categoricamente l’appartenenza; le polemiche successive fecero conquistare a Forza Nuova le prime pagine dei maggiori quotidiani nazionali. A seguito di questa vicenda più parti sollecitarono il governo a sciogliere il movimento; fu fra queste la richiesta del Comune di Bologna al ministero dell’interno della messa al bando di Forza Nuova. A tal proposito il 29 gennaio 2003 così rispose in Parlamento Alfredo Mantovano a nome del governo Berlusconi II: «Quanto alla misure che il Ministero dell’interno può adottare nei confronti di movimenti politici estremisti ed, in particolare, quanto alla sanzione estrema dello scioglimento del movimento politico di Forza Nuova, ricordo che l’ordinamento vigente consente l’adozione di un provvedimento di scioglimento di organizzazioni fasciste “sotto qualsiasi forma” (XII disposizione transitoria e finale della Costituzione) solo a seguito di una sentenza penale irrevocabile che abbia accertato l’avvenuta “riorganizzazione del disciolto partito fascista” (art. 3 della legge 20 giugno 1952, n. 645, così come successivamente modificato), ovvero che abbia accertato un’attività, da parte dell’organizzazione destinataria del provvedimento di scioglimento, volta a favorire reati in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa (art. 7, decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito in legge dalla legge 25 giugno 1993, n. 205). Nello specifico, per quanto riguarda Forza Nuova, il Ministero dell’Interno non è al momento a conoscenza di pronunce giurisdizionali che legittimino l’adozione di un provvedimento di tale natura».

Alle elezioni politiche 2001 il Fronte Sociale Nazionale si presenta esclusivamente in Abruzzo, Lazio 1 e Molise ottenendo 22 985 voti (0,65% locale) nella quota proporzionale per la Camera dei Deputati, 16 202 voti nella quota maggioritaria (0,46%) e 98 132 voti (1,48%) al Senato (dove era presente anche in Sicilia). Forza Nuova si presentò nella quota proporzionale della Camera nelle circoscrizioni Veneto 1 e Campania 1, e in un certo numero di collegi uninominali del Senato di Lombardia, Lazio e Campania, con risultati quasi ovunque inferiori all’1% dei voti. Alle successive elezioni amministrative, Tilgher si candida sindaco di Roma ottenendo 5 937 voti (0,36%).

Il terzo congresso nazionale della Fiamma, nel febbraio 2002, porta a significative novità. Emerge prepotentemente la figura di Luca Romagnoli, la cui tesi di rinnovamento viene premiata con la nomina a segretario nazionale. Rauti è il nuovo presidente.

Nel marzo 2002 il Fronte Sociale Nazionale si schierò con la CGIL contro le modifiche all’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori partecipando alla manifestazione del Circo Massimo a Roma con tremila militanti. In questa fase il Fronte Sociale Nazionale cerca vanamente, come spiegherà Tilgher, di «uscire dal ghetto dell’ultradestra, col sostegno alle manifestazioni no global, a quelle della CGIL, ma non c’è stato modo di aggregare altrove tutte le forze ostili al liberismo di destra e di sinistra». In maggio il Fronte Sociale Nazionale partecipa alle elezioni comunali di Latina fuori dai poli ottenendo 589 voti (0,85%) di lista e 800 voti (1,07%) per il candidato sindaco Adriano Tilgher, quindi nessun seggio.

I contrasti veri e propri tra le Romagnoli e Rauti nella Fiamma si manifestano nell’ottobre 2003, quando dirigenti e militanti sono invitati ad effettuare una scelta di posizione netta tra le due parti. Nel congresso straordinario del febbraio 2004 la relazione di Romagnoli è nettamente in maggioranza. Rauti quindi abbandona per fondare il Movimento Idea Sociale, cui aderiscono Raffaele Bruno e Giuseppe Alviti. L’azione dei nuovi vertici prosegue anche alle elezioni europee del 2004, dove un discreto 0,7% dei voti si traduce in un seggio per il segretario Romagnoli.

Alle elezioni provinciali di Roma nel 2003, il Fronte Sociale Nazionale si presenta nuovamente fuori dai poli con Tilgher candidato presidente. La lista otterrà 12 350 voti (0,8%), mentre al leader del partito andranno 13 559 voti (0,7%). Nessun seggio e un dimezzamento del consenso rispetto alle precedenti elezioni provinciali del 1998 e una lieve ripresa rispetto alle politiche del 2001.

Il 27 novembre 2003 Alessandra Mussolini si dichiara «incompatibile» con la sua permanenza in Alleanza Nazionale e lascia polemicamente il partito. Alessandra Mussolini era uscita in polemica con Gianfranco Fini dopo che questi aveva preso le distanze dal fascismo durante una visita in Israele. Quattro giorni dopo fonderà Libertà di Azione. L’evento mette in moto un rapido processo aggregativo nell’estrema destra italiana. Il 18 dicembre, infatti, Alessandra Mussolini con il segretario della Fiamma Tricolore Luca Romagnoli, il segretario del Fronte Sociale Nazionale Adriano Tilgher e il segretario di Forza Nuova Roberto Fiore, all’Albergo del Senato a Roma annunciano l’intenzione di unire i quattro partiti in un’unica lista in vista delle elezioni europee del 2004. Nasce così Insieme per un Movimento Sociale (ribattezzato un mese dopo Alternativa Sociale). Un cartello che nelle intenzioni di Tilgher vuole essere «contro il partito unico del liberismo imperante, che va da AN ai DS, vogliamo essere il partito della gente e del popolo». Il cartello tuttavia nell’aprile 2004 perderà la Fiamma Tricolore e alle elezioni europee di giugno otterrà 400 626 voti pari all’1,23%, sufficienti per eleggere la Mussolini. A Tilgher, candidato in tutta Italia, andranno 8 943 preferenze.

Dopo l’espulsione Rauti ha fondato, insieme ad altri ex-esponenti del MSFT a lui vicini (tra cui l’unico parlamentare del partito, Luigi Caruso), il Movimento Idea Sociale, riuscendo a presentare una lista alle elezioni europee del 2004 raccogliendo lo 0,1% dei consensi.

In novembre al secondo Congresso del Fronte Sociale Nazionale si affrontano due mozioni. La prima del segretario punta a fare di AS gradualmente un partito vero e proprio. Gli si contrappone la mozione di Antonio Bellocchio, Paolo Signorelli e Roberto Incardona che invece vorrebbe che AS resti un semplice cartello elettorale. Il Congresso di Montesilvano vedrà un dibattito molto acceso fino a degenerare in rissa, al punto che l’assemblea congressuale riuscirà a votare solo la rielezione di Tilgher a segretario nazionale.

La componente denominata prima Sinistra Nazionale e poi Socialismo Nazionale, rappresentata in Direzione Nazionale da Maurizio Canosci, Stelvio Dal Piaz, Ernesto Ferrante, Augusto Venditti e Paolo Signorelli, e la corrente denominata Fare Fronte, rappresentata in Direzione da Fulvio Noya e Roberto Incardona, lasceranno il Fronte Sociale Nazionale per dar vita alle Comunità di Socialismo Nazionale, primo embrione dell’associazione culturale Centro Studi Socialismo Nazionale, che dal 2011 diviene un vero e proprio soggetto politico: Unione per il Socialismo Nazionale.

Nel settembre 2005 Musumeci, in polemica con Fini per la poca democrazia interna del partito, abbandona Alleanza Nazionale e fonda Alleanza Siciliana, movimento autonomista di destra a carattere regionale, con cui alle elezioni regionali in Sicilia del 2006, dopo essersi rifiutato di sostenere il presidente uscente di centro-destra Totò Cuffaro (in quel momento rinviato a giudizio per favoreggiamento aggravato alla mafia), si candida alla presidenza della Regione Siciliana, sostenuto dalla lista “Alleanza Siciliana“, ottenendo il 5,27% dei voti contro il 53,09% di Cuffaro e il 41,64% della candidata di centro-sinistra Rita Borsellino.

La Fiamma sceglie di collaborare con la coalizione di Alternativa Sociale, guidata da Alessandra Mussolini in occasione delle elezioni regionali del 2005, formata anche da Forza Nuova, Libertà di Azione e Fronte Nazionale. Vennero presentati candidati in 14 regioni. La collaborazione fra i partiti della destra estrema raggiunse solamente l’1% di media nazionale e dimostrò, tra l’altro, l’impossibilità pratica di compattare sotto un’unica sigla realtà oggettivamente differenti per analisi e strategie politiche.

Alle elezioni regionali del 2005 il Mis di Rauti trovò un accordo con la Casa delle Libertà ottenendo lo 0,5% di media nazionale. Nello stesso periodo la Fiamma raccoglie l’adesione di un deputato nazionale, Antonio Serena. Nel frattempo Il vicesegretario nazionale, Fabrizio Taranto, il Segretario nazionale del movimento giovanile Gioventù Nazionale Vincenzo Galizia e il Senatore Luigi Caruso annunciano l’iscrizione al MIS di Pino Rauti.

Fronte Sociale Nazionale di Tilgher dopo le elezioni europee affronta le regionali del 2005 e le politiche del 2006 assieme ad Azione Sociale; ma poi abbandona il percorso comune perchè non vede progressi verso la fusione.

In vista delle elezioni politiche del 2006, la Fiamma raggiunge un accordo con la Casa delle Libertà, deliberato il 28 gennaio 2006: il movimento presenta il suo simbolo e i suoi candidati all’interno della coalizione di centro-destra in tutte le circoscrizioni e le regioni italiane. Per quanto riguarda Azione sociale, però, il percorso è in salita. Silvio Berlusconi per stringere il patto elettorale vorrebbe che Adriano Tilgher e Roberto Fiore non si candidino. Il 10 febbraio Berlusconi dagli studi di Matrix annuncia che l’accordo CdL-AS è ufficiosamente chiuso. Il 14 febbraio il caso esplode platealmente allorché l’UDC al tavolo programmatico della CdL mette in chiaro che «l’accordo con i gruppi più radicali della destra non può prevedere la candidatura al Parlamento di personaggi impresentabili al pari di Ferrando e Caruso nell’Unione. Su questo nel centrodestra siamo d’accordo tutti». Il portavoce di Berlusconi, Bonaiuti, sul tardi chiarirà che «non c’è nessuna intesa con Adriano Tilgher». Tuttavia la Mussolini prima e Tilgher il giorno dopo confermano che per il 17 febbraio è prevista una conferenza stampa con Berlusconi per annunciare l’accordo organico CdL-AS, nessuno escluso. Sempre il 15 febbraio Berlusconi alla radio conferma l’alleanza elettorale con AS ma dice no a «candidature discutibili» come quella di Adriano Tilgher e Roberto Fiore. Il 16 Tilgher, Mussolini e Fiore, pur di salvare l’alleanza, decidono di comune accordo di non candidarsi. Il giorno dopo mentre Tilgher in TV dichiara di non essere mai stato neofascista «neanche quando avevo venti anni perché i ‘neo’ non mi piacciono», Berlusconi e la Mussolini in conferenza stampa annunciano un accordo programmatico.

Il Movimento Idea Sociale è rimasto nell’orbita della Casa delle Libertà fino ai primi mesi del 2006, quando, in vista delle elezioni politiche, strinse un accordo con Forza Italia per l’inclusione di propri candidati nelle liste del partito berlusconiano; a seguito di polemiche sulla presenza dei candidati del MIS nelle liste del partito, però, FI ha rotto l’accordo. Il movimento ha deciso allora di presentare liste autonome, raccogliendo però le firme necessarie a partecipare alla competizione elettorale solo nella regione Puglia, dove ha poi ottenuto circa 3.000 voti che corrispondono allo 0,008% di media nazionale. Dopo le elezioni politiche, una parte del MIS, guidata da Fabrizio Taranto e Vincenzo Galizia, uscì dal partito fondando il movimento Destra per l’Italia – Patria e tradizione.

Il risultato elettorale, non premia la Fiamma, che raccoglie 231 000 voti alla Camera (0,6%) e 204 000 al Senato (0,6%), non superando gli sbarramenti previsti dalla legge elettorale e non eleggendo alcun parlamentare. Alternativa Sociale ottenne un risultato scoraggiante, che non gli garantì l’attribuzione di alcun seggio in Parlamento: i voti raccolti furono 255 000 alla Camera (0,7%) e 214 000 al Senato (0,6%).

A seguito di questa tornata elettorale il cartello elettorale si sciolse e Azione Sociale adoperò l’acronimo “AS” per proseguire la propria attività, schierandosi convintamente per il “NO” al referendum costituzionale del 2006.

Il 2 dicembre 2006 la Fiamma partecipa alla manifestazione nazionale della CdL contro la finanziaria varata dal Governo Prodi II. AS si ferma alla Camera allo 0,67%, ben al di sotto della soglia di sbarramento del 2%. Analogo risultato al Senato. AS risulta pertanto essere la prima tra le liste della CdL non ammesse alla ripartizione dei seggi.

Quando il 22 aprile per le elezioni comunali romane Alessandra Mussolini decide autonomamente di entrare nella coalizione della Casa delle Libertà per Gianni Alemanno sindaco, si incrina definitivamente l’esperienza unitaria di Alternativa Sociale. Il Fronte Sociale Nazionale e Forza Nuova non condivideranno le scelte di Azione Sociale e presenteranno una lista unitaria fuori dai poli per Alessandra Sarti Magi sindaco. Il 3 maggio Roberto Fiore dichiarerà ufficialmente «conclusa» Alternativa Sociale. La lista unitaria Fronte Sociale Nazionale-Forza Nuova otterrà 2 543 voti pari allo 0,20% dei voti validi e nessun seggio. La stessa lista alle contemporanee elezioni provinciali di Campobasso, fuori dai poli per Roberto D’Aloisio presidente otterrà 983 voti pari allo 0,76% e nessun seggio.

Dopo AS, nel giugno 2006 Tilgher scrive ai suoi militanti per lanciare una «Costituente di Base» che riaggreghi l’area della destra radicale: «Mi sono interrogato se c’è spazio ancora per una politica delle idee che avvicini ed associ sempre più persone. Mi sono risposto sì: ecco che lancio una proposta per fare una costituente di base. Del resto la volontà, da più parti espressa, di unificare i soggetti espressione di un’area, che si riconosce in una forte identità nazionale e nella volontà di ricostruire lo stato sociale, deve ormai diventare l’unico motore per le nostre scelte future. Se i vertici dei soggetti di questa area non sono stati capaci di unirsi, cerchiamo di farlo a livello di base».

Per le amministrative del 2007 Forza Nuova strinse una serie di accordi con Azione Sociale, col Movimento Idea Sociale e coi Volontari Nazionali detti «Patto d’Azione». Il Fronte Sociale Nazionale non entra a far parte nell’accordo.

Dopo lo scioglimento anticipato delle Camere e in seguito alla fondazione del nuovo partito di Francesco Storace (fuoriuscito da AN), denominato La Destra, Romagnoli lancia un appello alla convergenza con la Fiamma Tricolore per presentarsi unitariamente alle elezioni politiche del 2008 con un simbolo denominato La Destra – Fiamma Tricolore, che unisce le insegne delle due formazioni. L’accordo tra i due partiti viene effettivamente raggiunto il 15 febbraio. Forza Nuova presentò liste appoggiate dal Movimento Idea Sociale, mentre Azione Sociale era confluita nel Popolo della Libertà. Il MIS si fece portavoce di alcune istanze sociali, inserite nel programma di Forza Nuova. Azione Sociale di Alessandra Mussolini, invece, tornò nel centro-destra e decise di partecipare al cartello elettorale de Il Popolo della Libertà per le elezioni politiche di quell’anno, alle quali Mussolini fu eletta alla Camera.

L’alleanza tra La Destra e la Fiamma, a cui aderisce anche il Fronte Nazionale, non porta ad eleggere alcun parlamentare: la lista raggiungerà il 2,4% dei consensi, non superando quindi lo sbarramento del 4%. Forza Nuova ottenne lo 0,30% alla Camera e lo 0,26% al Senato. Non fu eletto alcun parlamentare presentatosi nelle liste del partito. In seguito alle dimissioni obbligatorie di Alessandra Mussolini, eletta alla Camera italiana, Roberto Fiore divenne europarlamentare.

Il Movimento Sociale Fiamma Tricolore, dopo un iniziale avvicinamento a La Destra, al Movimento per le Autonomie e al Partito Pensionati, per una lista comune alle Elezioni europee, decide di presentarsi da sola, sfoggiando un simbolo dove è presente la scritta Destra Sociale. In ragione di elementi grafici simili a quelli di Alleanza Nazionale, il Ministero dell’interno lo ricusa. Rispetto alle Europee del 2004, la Fiamma ottiene un risultato analogo di voti, ma non supera la soglia di sbarramento del 4% e non ottiene alcun europarlamentare.

Nel 2008 il MIS (Rauti non si è candidato) ha partecipato alle elezioni politiche nazionali sotto il simbolo del partito di Roberto Fiore (Forza Nuova) avendo siglato un accordo elettorale. Al secondo turno delle elezioni comunali di Roma dello stesso anno Rauti espresse il suo appoggio al candidato del PDL Gianni Alemanno, suo genero, che fu poi eletto sindaco della città. Pino Rauti morì il 2 novembre 2012 all’età di 85 anni.

Dopo le elezioni Alleanza Siciliana confluisce ne La Destra di Francesco Storace, dove il 6 dicembre Musumeci viene eletto vicesegretario nazionale dal Comitato centrale del partito, carica alla quale rinuncia l’anno successivo.

Nel corso del 2008 il regista Claudio Lazzaro realizzò un controverso documentario, Nazirock – Come sdoganare la svastica e i saluti romani nel quale, a detta di Fiore, si dava un’immagine totalmente distorta di Forza Nuova; il leader sostenne che fosse stato montato ad arte per screditare il movimento. Il rischio di azioni legali ai danni di Claudio Lazzaro ne ha minato la distribuzione.

Nel dicembre 2008 Tilgher scrive ai suoi militanti annunciando la definitiva confluenza del Fronte Sociale Nazionale nel partito di Storace.

Nel 2009 Azione Sociale fu tra le formazioni che diedero vita al Popolo della Libertà di Silvio Berlusconi.

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