Il Senato approva la fiducia al disegno di legge sul cosiddetto “processo lungo” modificato, che consente alla difesa di presentare lunghe liste di testimoni e stabilisce che non si può più considerare come prova definitiva in un processo la sentenza passata in giudicato di un altro procedimento.
Il Senato ha approvato la questione di fiducia posta dal governo sul ddl che prevede l’inapplicabilità del giudizio abbreviato ai delitti puniti con la pena dell’ergastolo in cui è stata inserita la norma sul cosiddetto “processo lungo”.
Gasparri: no a lezioni di moralità dal Pd Il Pdl vota la fiducia “non solo per un’ovvia ragione di condivisione dell’azione di governo e di sostegno all’esecutivo, ma perché attuare i principi della Costituzione, combattere la criminalità, dare certezza della pena sull’ergastolo e su delitti efferati, fa parte del nostro programma”. Così il presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri, intervenuto a Palazzo Madama per dichiarare il voto favorevole del suo gruppo alla questione di fiducia.
Cartelli dell’Idv: ladri di giustizia Momenti di tensione durante l’intervento di Gasparri: i senatori dell’Italia dei valori hanno inscenato una protesta alzando dei fogli bianchi con la scritta: “Ladri di giustizia”, esponendoli anche in direzione della tribuna stampa. Immediatamente richiamati dal presidente del Senato Renato Schifani, i senatori dipietristi hanno dovuto cessare la contestazione quando sono intervenuti gli assistenti parlamentari che hanno tolto loro dalle mani i fogli incriminati.
Le critiche del Csm Secondo il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Michele Vietti, il provvedimento però va “nella direzione opposta rispetto all’Europa”. E ha annunciato che “il Csm ha presentato una risoluzione con le proprie valutazione su tali provvedimenti, che sono molto critiche. Abbiamo valutato di non votarlo su richiesta di alcuni componenti laici per consentire un miglior approfondimento; prendiamo atto che il Governo non ha voluto fare lo stesso”. Vietti ha poi precisato che “le posizioni del Csm nei confronti dei provvedimenti sono molto critiche sotto il profilo delle sue ricadute sulla durata dei processi. “Siamo tutti impegnati in modo prioritario ad accelerarli anche per tenere il passo con l’Europa”.
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