l 23 gennaio 2009 il primo ministro Geir Haarde annunciò le dimissioni dalla presidenza del Partito dell’Indipendenza per ragioni di salute, dopo che gli era stato diagnosticato un carcinoma dell’esofago. Nei mesi seguenti andò nei Paesi Bassi per essere sottoposto alle cure necessarie ed in sua assenza il posto di primo ministro venne preso dal ministro dell’educazione e vicepresidente del partito Þorgerður Katrín Gunnarsdóttir, con l’obiettivo di tenere nuove elezioni in maggio. Due giorni dopo si dimise il ministro del commercio Björgvin G. Sigurðsson.
Il 26 gennaio il governo si dimise ed il presidente islandese Ólafur Ragnar Grímsson iniziò colloqui per formare una nuova coalizione governativa, evitando così il ricorso ad elezioni anticipate.
Venne quindi formato un governo formato dai partiti Alleanza Socialdemocratica e Sinistra – Movimento Verde, con l’appoggio esterno del Partito Progressista (i primi due partiti non raggiungevano infatti la maggioranza assoluta in parlamento). Il posto di primo ministro andò a Jóhanna Sigurðardóttir.
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