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In questi 4 anni nei quali abbiamo lavorato a questo disco, a volte anche domandandoci “se”sarebbe uscito, ci è passata la vita attraverso,ci sono successe cose belle e brutte, e come nel nostro stile: o cose molto belle, o cose molto brutte, tutto sempre all’insegna dell’intensità, perchè i colori tenui sicuramente non appartengono ai Superzoo.
I soldi: Ne abbiamo buttati tanti in viaggi, in strumenti, in (pochissimi) lussi, in ingenuità, a volte inseguendo realtà non nostre, come tutti,a volte per aiutare persone che poi si sono dimostrate evanescenti come le farfalle o come i soldi appunto. Siamo partiti dagli spettacoli live al Rock bar di Vieste, per pochi soldi e siamo volati come le farfalle a Sanremo, nel cosiddetto tempio della musica Italiana.Ma quel giorno, come nella vita della farfalla sfortunata purtroppo… pioveva.
Piovevano critiche per questi 4 ragazzi non di Liverpool ma di Foggia che da bruchi quali erano sempre stati avevano osato credersi farfalle per un giorno. Abbiamo pianto lacrime amare quando abbiamo visto sgretolarsi lentamente il castello di sabbia del nostro “successo” che si è infranto fra le risate di quelli che bruchi lo sono a vita senza soluzione di continuita’.
Abbiamo ricominciato da zero, senza guardarci indietro, rifondando il gruppo con 2 elementi nuovi, come una trasfusione di sangue giovane, in un corpo che ha tanto corso e che tanto ancora deve correre. Abbiamo stretto i denti, quando quei pochi soldi presi dagli spettacoli ci passavano davanti senza fermarsi, e cosi come eravamo andati a Sanremo con un pezzo concepito con un pc, abbiamo continuato a lavorare, con lo stesso pc, alla nuova creatura, ai nuovi pezzi che si sono incuneati con la nostra vita che nel frattempo scorreva impietosa segnandoci con tanti momenti che non potevano non riflettersi in questi brani.
Non potevamo non riportare le assurdità della vita vip milanese, che stridevano con i nostri valori (scusate la parola ormai fuori moda) e le nostre piccole convinzioni personali ed è nato “soldi” urlato contro chi ci voleva inutili e snob. Contro chi ci voleva belli ad ogni costo è nato “bella come tante”, quando vediamo che le insegnanti di aerobica sono convinte di aver capito tutto non possiamo che difenderci cercando quel bene volatile che è la serenità, irrangiungibile e purtroppo mai duratura. Il “kuore nero” non poteva non essere dipinto con lo spray, falso ed iconografico, quando non ne trovavamo piu’ in carne e sangue a battere per delle emozioni vere e questo pezzo ha avuto un parto lunghissimo accompagnato sempre dal dubbio di essere un brano bello ma incompiuto o rovinato da non si sa cosa.
“Pozione Magica”, venuto fuori senza essere annunciato in un pomeriggio d’estate durante una rarissima camminata a piedi nella “città dormiente”, non puo’ non riflettere gli echi delle tante medicine consumate in questi anni di nomadismo avventuroso ma tutto sommato insalubre, nei quali il valore della salute e quello della felicità spesso si sono rincorsi in un improbabile gara di irraggiungibilità. E quando la farfalla torna bruco, finiscono i soldi e la testa fa:”Bum!” non ci si chiede se non sia tutto un test ? Se tutte queste cose non ci rendano piu’ forti e piu’ saggi preparandoci ad un domani sempre piu’ incerto ma sempre meno temibile ormai?
Quando poi perdi la bussola di te stesso e ti ritrovi per le vie del centro a camminare ad occhi chiusi riflettendo sulla tua identità come se fossi in riva al mare non è facile farsi prendere dalla sindrome del vuoto a perdere?
Come se fossimo bottiglie usate ormai vuote che hanno dato il meglio di se’ da piene e dopo l’attimo clou del consumo avessero perso ogni appeal? Molto piu’ facile perdersi che ritrovarsi pero’ e quindi meglio ripensarsi come un fiore che cresce lontano da tutti in un posto assolutamente non destinato alla sua nascita e al suo sviluppo. Quando la tua diversità o supposta tale si incontra con le usanze collettive non puoi non imbatterti in “Anonima 76”, una persona che scambia le consuetudini del vivere sociale per il proprio credo e la propria morale.
Soldi e Farfalle significa anche il lavoro dietro la facciata dello spettacolo,quelle cose che la gente non immagina e neanche sospetta: gli anni di studio, le prove, le nottate a pensare, a scervellarsi magari per un solo minuto di spettacolo o di brano. Le farfalle sono anche quelle persone che si sono aggregate allo sciame quando il polline c’era e sono scomparse quando ci si nutriva di radici.
O quelle persone che ci promettevano grandi cose ma poi badavano solo ai propri soldi. O quelle persone a noi care che adesso sono volate lassu’ e che con gli insegnamenti che ci hanno dato non ci lasceranno mai soli. E quando poi trovi un fabbricante di ascensori che ti fa tornare a volare non puoi non pensare che questo disco non sia altro che un cerchio che si chiude, cominciato come è finito: sognando di volare.
Categorie:Musica














































