Avviata la verifica di maggioranza, il clima politico sembra più disteso: tutti i leader esprimono soddisfazione, compreso il senatore Lamberto Dini.
Il “programma-bis” firmato da Sergio Cofferati non basta a chiudere la crisi. Dopo un vertice di due ore i “ribelli” della sinistra (Prc, Verdi, Cantiere e Sinistra Democratica) in una nota congiunta giudicano “positivo” il documento, ma chiedono “indicazione su tempi, modi e previsioni di spesa” per ciascuno degli interventi promessi. Il sindaco ha tempo fino a lunedì alle 11, quando è fissato l’ incontro conclusivo con i quattro partiti usciti dall’ Unione, per dare queste risposte. La “Sinistra in Consiglio” non si fida delle “buone intenzioni” dell’ ex leader della Cgil. Prende tempo e rilancia nel tentativo di restare unita e di nascondere le forti differenze. Prc, Verdi e Cantiere infatti, pur condividendo in linea di principio le proposte programmatiche contenute nel documento di Cofferati, non intendono rientrare nell’ Unione né prendersi responsabilità di governo. Sinistra Democratica è invece molto più propensa a sottoscrivere il mini-programma di fine mandato per scongiurare il rischio di voto anticipato. Ieri mattina il capogruppo di Sd Milena Naldi era netta: «Faremo in modo che le elezioni anticipate non avvengano, e su questo non abbiamo dubbi». Sotto la minaccia del voto infatti, Cofferati pone in calce al suo programma in sette pagine una clausola pesante: «Le forze politiche del centrosinistra che condividono questo testo confermano il proprio ruolo di maggioranza nell’ attività amministrativa fino al termine del mandato». Come dire: chi firma rientra nell’ Unione. Un concetto che ieri il primo cittadino, dopo aver incontrato i «ribelli» per consegnare loro il programma di rilancio della coalizione, esplicita ancora più chiaramente: «Chi condivide il documento si considera parte integrante della maggioranza e si impegna alle azioni conseguenti».
Tanto da offrire a chi firmerà il nuovo programma di entrare in giunta. L’ offerta di un assessorato, già declinata alcuni mesi fa, riguarda la delega alle politiche giovanili. «Per me quella ipotesi di responsabilità resta aperta» ha ripetuto ieri Cofferati. Ma la sinistra radicale, che sa di essere divisa, temporeggia. E chiede che le promesse di Cofferati si traducano in cifre e voci di bilancio. Altrimenti «è come firmare una cambiale in bianco, e io non mi farò cucinare come quelli di An», prima corteggiati e posi scaricati dal sindaco, tuona l’ indipendente di Prc Valerio Monteventi. Pronta la risposta di Cofferati: «Non è utile né corretto che le voci di spesa siano indicate nel documento, secondo me è più efficace se contiene le linee di indirizzo». Stesso concetto espresso in mattinata anche dal capogruppo del Pd a Palazzo D’ Accursio Claudio Merighi: «La sinistra stia calma. E’ ovvio che le azioni concrete messe nel programma verranno inserite nel Bilancio». E’ chiaro che però se Cofferati lunedì fornirà questa indicazioni, la sinistra in consiglio rischia di nuovo di dividersi. «Noi comunque restiamo fuori dalla maggioranza» precisa infatti il segretario di Prc Tiziano Loreti. Se Verdi e Cantiere, come è probabile, seguiranno Rifondazione Comunista in questa scelta e Sinistra Democratica dovesse invece rientrare, a Palazzo D’ Accursio potrebbe nascerebbe una maggioranza diversa da quella che vinse nel 2004, retta solo da Pd e Sd. «Una maggioranza comunque sufficiente ad arrivare al 2009» secondo l’ assessore agli Affari Istituzionali Libero Mancuso. Un appello alla soluzione della crisi arriva anche dal segretario provinciale del Pd Andrea De Maria: «Le forze politiche che non sottoscrivono la pace si assumerebbero una grave responsabilità».
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