..E LA RAGAZZA ARABA. . HANNO UNA PATRIA: L’ITALIA Vivo in Italia, in provincia di Vicenza, da 18 anni e sono nata in Marocco, 24 anni fa. Né io né i miei cari abbiamo alcun precedente penale. Famiglia conosciuta e stimata per la sua integrità nel paese. Motivo dell’ingresso: ricongiungimento familiare. Ho fatto tutte le scuole in Italia, fino al diploma superiore. Il problema nasce al compimento del mio 18esimo anno. Allo scadere del mio permesso di soggiorno, prima sempre rinnovato per motivi familiari, mi presento in questura e sul rinnovo vedo scritto «motivi di studio». Chiedo perché, visto che non sono venuta qui per quel motivo, e mi sento rispondere: «È la nuova legge BossiFini. Devi continuare a studiare e sperare che la leggi cambi, altrimenti devi lasciare il paese». A questo punto, non avendo alternative, sono costretta ad andare anche all’università. Il secondo anno non mi iscrivo perché la legge permette la conversione del permesso di soggiorno da motivi di studio a motivi di lavoro. Il permesso di soggiorno mi scade il 27 dicembre. Il 6 dicembre trovo lavoro come impiegata presso una commercialista : 4 ore e a tempo indeterminato. Mi presento in questura per U rinnovo e la conversione. Va tutto bene. Mi danno il famoso cedolino. L’ambiente in cui lavoro però mi desta qualche sospetto: non mi pagano, anzi mi chiedono prestiti. L’ 11 aprile di quest’anno, un giorno dopo le mie dimissioni e quelle di una mia collega, la nostra titolare viene arrestata per associazione a delinquere. In questura, quando mi presento con il cedolino, dicono che questa volta non possono darmi il permesso di soggiorno perché sono senza lavoro; però dicono che se lo trovo, me lo danno. Il 29 maggio, con il cedolino trovo un altro lavoro, anch’esso part-time e a tempo indeterminato. Mi presento in questura con tutta la documentazione. Accettano tutto, ma mi dicono che è necessario appurare se la mia ex titolare mi ha versato i contributi. Preoccupata, vado all’Inps, chiedo un estratto del versamento e mi dicono che è in corso di verifica. Essendo in verifica, la questura può respingere la mia richiesta. Secondo voi, che cosa devo fare? Come mi devo comportare in questi casi? Pensate… dicono che potrebbero darmi «il foglio di via». Com’è possibile una cosa del genere? Io ho tutta la mia famiglia qui. Tutti lavorano in regola. Ho fatto tutte le scuole qui e se venissi espulsa che cosa e chi avrei nel mio paese di nascita? La mia formazione è italiana. Non so nemmeno parlare e scrivere l’arabo. «Mastico» giusto il dialetto. La mia vita sociale è tutta qui. Ora ditemi voi, per favore, che cosa devo fare.
Una ragazza araba, Vicenza
Nelle sue condizioni e con un nuovo lavoro, in base alle indicazioni date dal nuovo ministro dell’Interno, lei ha diritto al permesso di soggiorno. Siamo certi che l’ufficio stranieri della questura di Vicenza, che già in passato ha agito con buon senso, troverà anche questa volta il modo di risolvere il suo problema.
Categorie:Cronaca, Parlamento











































