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Ahmadinejad: Israele deve sparire Prodi e Blair: minacce intollerabili

Iran: a sorpresa vince elezioni Ahmadinejad

Mahammudi Ahmadinejad

Ahmadinejad ha tutto campo: dichiara irreversibile il programma nucleare, attacca l’ Onu e minaccia Israele. L’ ultimo punto è, di nuovo, il più destabilizzante: nel ragionamento politico del presidente iraniano «Israele non può sopravvivere perché è stato imposto» dalle potenze occidentali al popolo palestinese. Gli ebrei, secondo Ahmadinejad, dovrebbero tornare nei loro paesi d’origine perché sono stati gli europei «a rendere insicura l’ Europa per gli ebrei» in modo tale che chi ha creato il problema (con l’ Olocausto) «dovrebbe adesso risolverlo». Sul nucleare il presidente iraniano non accetta compromessi. «Nessuna sospensione entro il 28 aprile» come chiede l’ Onu. Anzi, l’ Iran andrà avanti nei suoi esperimenti finché non riuscirà a produrre su scala industriale l’ uranio arricchito sufficiente per alimentare le sue future centrali. «Il nostro – insiste il presidente iraniano – è un programma pacifico» ma se fossimo seriamente minacciati – afferma – «potremmo anche uscire dal Trattato di non proliferazione nucleare».

Alla vigilia delle cerimonie di commemorazione della Shoah che iniziano stasera in Israele, il ministro della Difesa Mofaz ha parlato della «minaccia iraniana» chiedendo alla comunità internazionale di «fermare Teheran» prima che il regime degli ayatollah possa dotarsi di armi nucleari. «Dai tempi di Hitler – ha detto Mofaz – non abbiamo dovuto affrontare una simile minaccia» riferendosi all’ ipotesi di un futuro attacco iraniano con armi nucleari. Minacce sulle quali ieri è intervenuto anche il leader dell’ Ulivo, Romano Prodi. «Le minacce iraniane a Israele – ha detto Prodi – sono intollerabili per l’ Italia e per l’ Unione europea». Sul fronte internazionale è intervenuto anche il premier britannico. Blair ha smentito di aver parlato con Bush di un intervento militare contro l’ Iran per il suo programma nucleare. Ma ha aggiunto che Londra vuole mandare un segnale forte all’ Iran «perché alcune delle dichiarazioni rilasciate dal presidente iraniano sono totalmente ingiustificabili». Nella sua conferenza stampa il presidente ha detto che l’ Iran, lungi dall’ accettare di sospendere i suoi esperimenti, vuole arrivare a produrre su scala industriale uranio «arricchito fra il 3,5 e il 5 per cento» per alimentare le proprie future centrali per la produzione di elettricità. Quanto al piano di compromesso di Mosca, che proponeva di trasferire l’ arricchimento dell’ uranio iraniano sul proprio territorio, Ahmadinejad ha fatto capire di considerarlo ormai sorpassato. «Il piano russo? Appartiene ormai a sei mesi fa», ha detto Ahmadinejad rispondendo a una domanda in proposito. «I Russi hanno la tecnologia per l’ arricchimento, e adesso anche noi ce l’ abbiamo», ha aggiunto il presidente. Ahmadinejad ha accusato gli Stati Uniti e la Gran Bretagna di volere imporre le loro politiche egemoniche. «Ma quel tempo è finito», ha affermato. Così come ha messo in dubbio la credibilità del Consiglio di Sicurezza dell’ Onu, sotto la cui copertura, a suo dire, «due o tre Paesi decidono». Riguardo ad un possibile attacco contro le centrali nucleari iraniane, il presidente ha detto di non credere che questo possa avvenire.

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