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Washington (Usa), abolita pena di morte

“È ufficiale: la pena di morte non fa più parte delle leggi del nostro stato”.

Con queste parole, ieri, il governatore dello stato di Washington, Jay Inslee, ha firmato la legge che ha abolito ufficialmente la pena capitale. L’ultima esecuzione aveva avuto luogo 13 anni fa.

Lo stesso governatore Inslee, nel 2014, aveva proclamato una moratoria sulle esecuzioni e nel 2018 la Corte suprema dello stato aveva giudicato incostituzionali e invalide le procedure in tema di pena di morte in quanto arbitrarie e intrise di razzismo, la legge era rimasta formalmente in vigore.

Lo stato di Washington è così diventato il ventitreesimo stato abolizionista degli Usa, cui si deve aggiungere il distretto federale di Columbia. In tre dei 27 stati che mantengono la pena di morte è in vigore una moratoria.

L’11 ottobre la Corte Suprema dello Stato di Washington ha stabilito che la pena di morte viola la Costituzione, in quanto è imposta in modo arbitrario e con pregiudizio razziale.

Washington è il ventesimo stato degli Usa ad aver abolito la pena di morte, che resta in vigore negli altri 30 stati e nei due codici di giustizia federale, civile e militare.

In realtà, negli Usa le esecuzioni riguardano solo una manciata di stati: nel 2017 sono state 23 in otto stati. Sette di queste hanno avuto luogo in Texas, lo stato che vanta il triste primato di aver eseguito il 30 per cento di tutte le condanne a morte emesse a livello nazionale da quando nel 1977, dopo una sospensione di cinque anni, sono riprese le esecuzioni.

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