Il mio editoriale

Sanremo 2022

 

E’ stata un’edizione molto soddisfacente dal punto di vista degli ascolti, superando la barriera psicologica del 60% di share per la prima volta dal 1995. Ma il punto saliente di questa edizione è stata la partecipazione di Fiorello. Se nel 2020 ha con gioia ha aderito alla prima conduzione di Amadeus e insieme hanno fatto un festival indimenticabile pensando che fosse un unicum; nel 2021 ha aderito alla proposta dell’amico facendo notare il suo sforza e unendo gli sforzi nel festival senza pubblico causa covid hanno portato a casa il risultato. Nel 2022 è stato tutto diverso; Fiorello è stato presente alla prima puntata proprio per non far mancare al proprio amico la sua vicinanza; ma non ha mancato di dimostrargli il suo disagio. Anche se è stata una puntata sensazionale, Fiorello ha detto che sarebbe stata la sola puntata a cui avrebbe partecipato e cos’ ha fatto. Non solo ha pronosticato che finchè gli verrà data la possibilità Amadeus condurrà più edizioni possibili. E lui non ci sarà più. La penso anche io così; non so quante altre edizioni condurrà Amadeus, ma lo farà fino a che non farà flop e solo allora potrà cominciare un nuovo ciclo. Amadeus è privo di quel senso dell’accontentarsi come solo Pippo Baudo prima di lui.

Discorso a parte da fare per le co-presentatrici del festival. Finisce 3 a 2. Se tre di loro offrono una bella prova di professionalità; altre due (le prime due) fanno solo le vallette. La prima serata inizia con Ornella Muti che è evidente che è andata a Sanremo solo per il compenso. Lorena Cesarini era paralizzata dall’emozione e anche il suo monologo sul fatto di essere considerata straniera nonostante sia italiana di seconda generazione ha perso di pathos, non raccontato a dovere e cos’ poco incisivo. La migliore è stata senz0aòtro Drusilla Foer, il personaggio dell’anziana nobildonna etero toscana inventata da Gianluca Gori. Anche Sabrina Ferilli ha saputo tenere testa e a sorpresa si è ben comportata anche Maria Chiara Giannetta, attrice di fiction.

Tra gli ospiti alti e bassi. Checco Zalone ha fatto tre interventi nella seconda serata e ha creato altrettante polemiche (secondo me ingenerose). Polemiche che si sono create anche per la presenza come super ospite (ma non ha preso un euro) di Jovanotti nella quarta serata e contemporaneamente come ospite di Gianni Morandi nella gara delle cover; poi vinta effettivamente da lui, Ma l’accusa è inutile, visto che Morandi già navigava nella parte altissima della classifica anche senza Jovanotti.

Veniamo alla competizione. A differenza dello scorso anno, in cui l’andamento delle classifiche è stato fluido fino alla fine con canzoni che salivano e scendevano la classifica durante le varie serate; in questa edizione si è capito da subito chi lottava per la vittoria, chi per l’altra classifica; chi per essere tra i primi dieci e chi navigava nei bassifondi. Tra le varie serate gli scostamenti di posizioni sono stati minimi. C’erano Mahmood & Blanco ed Elisa che hanno lottato per la vittoria sin dall’inizio. Poi c’era Gianni Morandi che guidava la truppa di assalto completata da Irama, Sangiovanni ed Emma. Seguiva infine un altro gruppetto capitanato da La rappresentante di lista e Massimo Ranieri. Poi ci sono due cantanti che non hanno brillato per tutta l’edizione, ma che a seguito della quarta serata hanno fatto un balzo in classifica aiutati dalle cantanti che avevano ospitato nella serata della cover; per poi riscendere in classifica l’ultima sera. Sto parlando di Ala7even e Achille Lauro che hanno ospitato rispettivamente Arisa e Loredana Bertè. Per quando riguarda quest’ultima accoppiata c’è da sottolineare l’omaggio floreale e soprattutto la lettera che Achille Lauro ha dedicato a Loredana Bertè.

Veniamo ai miei gusti. Mi sono piaciute le canzoni di Gianni Morandi e de La rappresentante di lista su tutte. Non ho disdegnato quella di Ditonellapiaga & Rettore. Molto bravo anche Michele Bravi. Discorso a parte da fare su Iva Zanicchi. Nonostante la sua canzone sia in coerenza col suo percorso; ma di altri tempi rispetto ai miei gusti musicali; la sua interpretazione è stata talmente intensa da meritare un elogio a parte. Deludente Giusy Ferreri e non pervenuta Noemi. E questo mi dispiace.

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