La carriera cinematografica

Raffaella Carrà

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La sua carriera cinematografica incominciò molto presto, agli inizi degli anni cinquanta, partecipando come attrice bambina, a otto anni, al film di Mario Bonnard Tormento del passato (1952), un melodramma strappalacrime (filone all’epoca molto amato dal pubblico italiano) nel quale interpretò il personaggio infantile di Graziella. Tra il 1958 e il 1959 prese parte, con piccoli ruoli, ad altri tre film.

Nel 1960 conseguì il diploma al Centro sperimentale di cinematografia; nello stesso anno, prese parte ai film La lunga notte del ’43 di Florestano Vancini e Il peccato degli anni verdi di Leopoldo Trieste. Contemporaneamente, incominciò anche il teatro, scritturata dalla compagnia Carli-Pilotto. Dopo un passaggio alla radio, dove su mandato di Luciano Rispoli, realizzò e condusse la rubrica Raffaella col microfono a tracolla, a metà 1962, il regista Stefano De Stefani la scelse come valletta di Lelio Luttazzi per il programma Il Paroliere questo sconosciuto.

Nel 1960 sostenne un provino per il ruolo di Rosetta (la figlia della protagonista Cesira, interpretata da Sophia Loren) per il film La ciociara di Vittorio De Sica, ma venne scartata in quanto ritenuta troppo matura per quella parte (poi affidata all’attrice italo-americana Eleonora Brown).

Partecipò quindi ad altre pellicole, tra le quali I compagni (1963) di Mario Monicelli e l’hollywoodiano Il colonnello Von Ryan (1965) di Mark Robson, ove ebbe come partner Frank Sinatra. Nel 1964 recitò nell’originale televisivo La figlia dell’oca bianca scritto da Edoardo Anton per la rubrica Rai Vivere insieme, diretta da Ugo Sciascia. Nel 1965 recitò la parte di Costanza De Mauriac nello sceneggiato televisivo Scaramouche, con Domenico Modugno. Negli anni sessanta le cronache rosa si occuparono spesso di lei per la relazione con il calciatore della Juventus Gino Stacchini, durata otto anni.

Il 3 marzo 1967 venne trasmesso sul Programma Nazionale Tutto per bene, il film per la TV tratto dall’omonimo romanzo di Pirandello. Nel gennaio 1968 fu alla conduzione di uno speciale in onda sulla seconda rete, intitolato Tempo di samba. Nel giugno dello stesso anno, partecipò allo sceneggiato Rai Processo di Famiglia, di Diego Fabbri e, sul finir dell’anno successivo, fu presente nello sceneggiato Il sorriso della gioconda.

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