Associazione Democratica e la Nuova Gazzetta Renana

Karl Heinrich Marx

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Nell’aprile del 1848 Marx, insieme con la famiglia ed Engels, va a Colonia dove il 13 aprile è tra i fondatori dell’ Associazione Democratica. Ipoteca l’eredità paterna per raccogliere il denaro necessario a fondare, il 1° giugno 1848 la “Neue Rheinische Zeitung” (Nuova Gazzetta Renana) con Marx come direttore e una redazione composta da membri della Lega.

Nello stesso mese la repubblica francese, per mezzo dell’esercito comandato dal generale Cavaignac, stronca il movimento operaio parigino. Marx scrive che l’effimero trionfo della forza bruta ha dissipato tutte le illusioni della rivoluzione di febbraio, ha dimostrato la disgregazione di tutto il vecchio partito repubblicano e la divisione della nazione francese in due parti: quella dei proprietari e quella degli operai.

La sconfitta del movimento rivoluzionario ha ripercussioni in tutta l’Europa. I liberali, valutando che per loro è ben più grave il pericolo comunista, cercano un accordo con l’assolutismo semifeudale. Al colpo di Stato prussiano del novembre 1848, la Neue Rheinische Zeitung reagisce esortando a non pagare le tasse e a rispondere con la violenza alla violenza. Per questo, nella primavera del 1849 viene citato due volte in tribunale ma è assolto. Abbandonata dalle deboli forze democratiche, il quotidiano resta l’unica voce d’opposizione in Germania: nel 1849 convoca un congresso operaio tedesco a Lipsia ma nel mese di maggio l’esercito prussiano ristabilisce l’ordine.

La Nuova Gazzetta Renana venne soppressa il 19 maggio 1849. Aveva fatto a tempo a pubblicare a puntate dal 4 aprile 1849 il Lavoro salariato e capitale – introducendo la nozione di forza-lavoro, distinta da quella di lavoro, e mostrando l’origine del plusvalore – e un’analisi del momento rivoluzionario in atto, poi ripubblicata con aggiunte da Engels nel 1895 con il titolo Le lotte di classe in Francia dal 1848 al 1850.

Con la soppressione del quotidiano, Marx ritorna a Parigi, ma dopo i moti popolari del 13 giugno 1849 il governo francese gli pone l’alternativa di lasciare la capitale e trasferirsi a Vannes, nel Morbihan, una regione paludosa, o di abbandonare la Francia. Sceglie di trasferirsi a Londra, dove vivrà fino alla morte.