Il suo pensiero nel periodo della rivoluzione francese

Jean Jacques Rousseau

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Le idee di Rousseau ebbero una notevole influenza durante la Rivoluzione Francese, durante la quale, comunque, la sovranità popolare non fu esercitata direttamente dal popolo ma dai suoi rappresentanti: non si può quindi affermare che i governi rivoluzionarî fossero un’applicazione effettiva della dottrina politica di Rousseau. In seguiti scrittori come Benjamin Constant e Hegel accusarono le teorie di Rousseau di essere responsabili degli eccessi rivoluzionarî, specialmente quelli del Terrore; tali accuse furono tuttavia oggetto di controversie.

Rousseau fu il primo scrittore moderno ad attaccare in maniera decisa l’istituzione della proprietà privata, e per questo spesso è anche considerato un precursore del socialismo e del comunismo (tuttavia, Marx raramente cita direttamente Rousseau nei suoi scritti). Rousseau, inoltre, contestava il principio che il volere della maggioranza fosse sempre corretto; secondo lui l’obiettivo del governo era assicurare libertà, uguaglianza e giustizia per tutti i cittadini, anche a dispetto della volontà della maggioranza.

Uno dei principî fondamentali della filosofia politica di Rousseau è l’impossibilità di separare l’ambito prettamente politico da quello morale. Uno Stato che non riesca ad agire in modo morale fallisce nella sua funzione primaria, e cessa di esercitare un’autorità autentica sull’individuo. Lo Stato, secondo Rousseau, deve agire sugli individui per trasformarli ed emendarli da tutte le distorsioni morali generate da una società, come quella attuale, dominata dall’ineguaglianza. Il secondo principio fondamentale è la libertà, che lo Stato deve difendere a ogni costo. Non si tratta tanto di una libertà intesa in senso liberale, ma una libertà morale e interiore, che consiste nell’indipendenza della personalità individuale dai valori fluttuanti e soggetti alle mode della maggioranza. Secondo Rousseau lo Stato ha il dovere di “costringere a essere liberi” i cittadini riluttanti a seguire la volontà generale. Per la volontà di riformare e trasformare l’uomo e per l’ideale di una comunità statale totale, Rousseau è stato visto anche come precursore delle successive utopie e persino degli Stati totalitarî del XX secolo.