Infanzia e giovinezza

Franca Valeri

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Nasce a Milano, in via Cerva, in una famiglia della borghesia milanese, secondogenita di Luigi Norsa e Cecilia Valagotti; il padre di Franca Valeri era di religione ebraica e la madre, cattolica, era inizialmente mal vista dai parenti del futuro marito, ma l’arrivo del primogenito convinse la suocera ad acconsentire al matrimonio. A carriera già avviata, fu poi scoperta nell’albero genealogico della famiglia la presenza di un’attrice vissuta nel XVIII secolo, di nome Fanny Norsa. Franca Valeri ne Il segno di Venere di Dino Risi (1955).

Cresce frequentando il teatro di prosa e si appassiona in giovane età anche di teatro operistico musicale. Trascorre l’infanzia tra Milano, durante l’inverno, e Riccione, Venezia e la Svizzera per le lunghe vacanze estive. Frequenta il Liceo classico Giuseppe Parini nella sezione C, l’unica in cui venga insegnata la lingua inglese. Sua compagna di classe e amica in quel periodo è Silvana Mauri, futura moglie di Ottiero Ottieri e nipote di Valentino Bompiani, il quale, trasferitosi a Milano in quegli anni, aveva fondato la casa editrice Bompiani.

Le leggi razziali fasciste del 1938 privano la famiglia dei diritti fondamentali e Franca Valeri si trova, per di più, a dover rinunciare anche alle affezionate domestiche. Il periodo più buio arriva dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Il padre e il fratello trovano rifugio in Svizzera. Franca, rimasta a Milano con la madre, sopravvive alle deportazioni grazie a un impiegato dell’anagrafe, il quale le rilascia una carta d’identità falsa, che la trasforma nella figlia illegittima di Cecilia Pernetta di Pavia.

Durante la seconda guerra mondiale è amica di Camilla Cederna, Lodovico Belgiojoso, Gian Luigi Banfi, Ernesto Rogers, Aurél Peressutti e di altri intellettuali milanesi; più tardi diviene molto amica di persone di teatro, come Nora Ricci, con la quale reciterà negli sceneggiati Rai Nel mondo di Alice e Sì, vendetta…, entrambi del 1974, e Giuseppe Patroni Griffi.

Franca Valeri adolescente inizia, già prima della seconda guerra, recitando caricature in compagnia di alcune amiche con le quali inscena una specie di teatrino ad uso e consumo di amici e parenti. Nasce in questo contesto il personaggio radiofonico della Signorina Snob (personaggio che stigmatizzava con sagacia e ironia i comportamenti ipocriti della borghesia milanese, cui lei stessa apparteneva); vengono poi Cesira la manicure, così battezzato dalla radio, e la Sora Cecioni, una romana popolana, sempre al telefono con mammà.

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