Contatti con i cattolici e referendum sul divorzio

Enrico Berlinguer

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Il contatto col mondo cattolico si rese allora più intensamente ricercato da parte del partito e fu creata la formula del “catto-comunismo”, con la quale si pubblicizzavano ed esaltavano i punti di contatto con le componenti dei partiti cattolici (ma essenzialmente della DC) più attente alle tematiche sociali, con i cosiddetti “basisti” (cioè rappresentanti della “base”, l’elettorato di basso ceto) degli altri schieramenti. In realtà, fin dai tempi del voto a favore dell’art.7 della Costituzione il PCI aveva cercato di evitare che questioni di carattere religioso diventassero motivo di scontro sociale, e a tal fine cercò fino all’ultimo di trovare una soluzione parlamentare per evitare il referendum popolare per l’abolizione del divorzio introdotto in Italia dalla legge Fortuna-Baslini. È molto probabile che lo scarso impegno divorzista del PCI derivasse anche da una valutazione gravemente errata dei rapporti forza politici sul tema (comune del resto a vari altri partiti, divorzisti e antidivorzisti). Sembra che Berlinguer abbia più volte espresso ai suoi collaboratori profondo scetticismo sulle possibilità dei divorzisti di vincere una consultazione referandaria sul divorzio. Tuttavia quando il ricorso alle urne fu inevitabile si schierò a favore del NO all’abrogazione della legge e il contributo del PCI alla campagna referendaria fu decisivo per la sconfitta degli abrogazionisti impersonati dall’allora segretario della DC Amintore Fanfani.