La gioventù in Russia e l’incontro di Andrea Costa

Anna Kuliscioff

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Vi è contrasto sulla data e luogo della sua nascita: fermi restando il giorno ed il mese, 9 gennaio, secondo la registrazione presso l’Università di Zurigo sarebbe nata nel 1855 a Simferopol’ nella penisola di Crimea (nell’ex repubblica sovietica dell’Ucraina, oggi invece regione della Federazione Russa), ma secondo la voce relativa dell’Enciclopedia Treccani sarebbe nata a Moskaja, nella regione di Cherson, sempre in Ucraina, nel 1854. Infine, secondo le note biografiche del sito web della Fondazione “Anna Kuliscioff” sarebbe nata genericamente in Crimea, «il 9 gennaio tra il 1853 e il 1857». La sua era una ricca famiglia ebrea di commercianti; dopo un’infanzia felice e dedita allo studio, nel 1871 si trasferì in Svizzera per frequentare i corsi di filosofia presso l’Università di Zurigo.

Per ordine dello zar, che iniziava a preoccuparsi per il diffondersi delle idee rivoluzionarie, fu costretta a rientrare in Russia, dove il rivoluzionario Pëtr Makarevič, suo primo marito, si unì ad altri giovani russi vicini alle idee di Michail Bakunin, nella cosiddetta “andata verso il popolo”, cioè il lavoro nei villaggi a fianco dei contadini per condividerne la misera condizione. In quel periodo si convinse della necessità dell’uso della forza per liberarli dall’oppressione.

Per la sua attività venne processata dal tribunale russo e riparò in Svizzera. Per non essere rintracciata dagli emissari zaristi, cambiò il suo nome in Kuliscioff, che in Russia potevano avere solo le persone provenienti dalle famiglie di schiavi, manovali, braccianti.

Nel 1877, durante il suo secondo soggiorno elvetico, dopo aver abbandonato definitivamente la Russia, conobbe il giovane rivoluzionario romagnolo Andrea Costa, con il quale stabilì una totale coincidenza di idee e di sentimenti, trasfendosi poi con lui a Parigi. Da qui vennero espulsi nel 1878 e i due si recarono quindi in Italia. Dopo pochi mesi, però, Anna venne arrestata e processata a Firenze con l’accusa di cospirare con gli anarchici per sovvertire l’ordine costituito.

I due si trasferirono così nuovamente in Svizzera, che lasciarono nel 1880 per rientrare clandestinamente in Italia, dove però ancora una volta vennero arrestati a Milano. Dopo l’ennesima breve permanenza in Svizzera a Lugano, Anna raggiunse Costa a Imola, dove nel 1881 diede alla luce la loro figlia Andreina. Poco tempo dopo la relazione tra i due terminò con gran dolore di Anna, che, portando con sé la figlia Andreina, tornò in Svizzera, a Berna, dove si iscrisse alla facoltà di medicina. Quegli anni furono segnati dallo studio e dalla malattia, dato che a seguito del periodo in carcere a Firenze aveva contratto la tubercolosi e l’artrite.

Gli studi di medicina la portarono a frequentare nel tempo diverse università. Nel 1885 venne accolta a Pavia da Camillo Golgi, futuro Nobel della medicina, con cui collaborò con una propria ricerca sulle origini batteriche della febbre puerperale. Dopo la laurea a Napoli nel 1886, nel 1888 si specializzò in ginecologia, prima a Torino, poi a Padova. Con la sua tesi evidenziò ulteriormente l’origine batterica della febbre puerperale, contribuendo ad aprire ancor di più la strada, alla scoperta che avrebbe salvato milioni di donne dalla morte dopo il parto.

Si trasferì poi a Milano, dove cominciò ad esercitare l’attività di medico, recandosi anche nei quartieri più miseri della città e affiancando la filantropa Alessandrina Ravizza, finché la salute glielo consentì, nell’ambulatorio medico gratuito che offriva assistenza ginecologica alle donne povere. Per questo venne chiamata dai milanesi la “dottora dei poveri”.