La battaglia per il voto alle donne e gli ultimi anni

Anna Kuliscioff

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Anna Kuliscioff, assieme alla sindacalista Maria Goia, ebbe parte attiva anche nella lotta per l’estensione del voto alle donne tanto che, col suo sostegno, nel 1911 nacque il Comitato Socialista per il suffragio femminile. L’anno successivo, però, una legge di Giolitti sull’istituzione del suffragio universale solo maschile, che estese tra l’altro il diritto di voto anche agli analfabeti che avessero compiuto i trent’anni, continuò ad escludere le donne dal diritto di voto. Per Anna iniziò un periodo di scoramento, durante il quale anche il rapporto con Filippo Turati si incrinò.

Morì a Milano nel 1925. Durante il funerale alcuni fascisti si scagliarono contro le carrozze del corteo funebre. Fu ed è sepolta nel Cimitero Monumentale di Milano.

In suo onore a Milano è stata costituita la Fondazione Anna Kuliscioff, che ha una biblioteca di 35.000 volumi e opuscoli donati da Giulio Polotti tutti dedicati alla storia del Socialismo; inoltre una via le è stata dedicata (sempre a Milano) in zona Bisceglie.

Una targa che ricorda la sua permanenza milanese assieme a Turati è stata collocata in piazza Duomo, sotto i portici che danno ingresso alla Galleria Vittorio Emanuele II, dove i due leader socialisti abitavano.

Nel 1962, in occasione del 70º anniversario della fondazione del Partito Socialista Italiano, il Movimento Femminile del PSI affisse un manifesto con l’effigie della Kuliscioff da giovane. Il PSI le ha inoltre dedicato la tessera del partito dell’anno 1983.

Nel 1981 la RAI realizzò la mini-serie televisiva Anna Kuliscioff, diretto dal regista Roberto Guicciardini, con la sceneggiatura di Pietro Albonico, Luciano Codignola e dello storico Brunello Vigezzi. Lo sceneggiato, diviso in 5 puntate, andò in onda a partire dal 4 marzo 1981.

Anna Kuliscioff venne interpretata dall’attrice Marina Malfatti; altri interpreti Massimo Dapporto (Filippo Turati), Lombardo Fornara (Carlo Cafiero), Massimo Ghini, Mario Maranzana, Luigi Montini, Gianni Musy, Lina Sastri[7].