Il rifiuto di iscriversi al Pci nel dopoguerra

Amadeo Bordiga

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In seguito allo sbarco alleato e allo spostamento al Nord del fronte di guerra nel 1944, intorno a Bordiga si raccolsero i vecchi compagni del ’21. Con la guerra ancora in corso, furono presi contatti clandestini con i compagni del Nord. Nell’immediato dopoguerra vi furono le prime riunioni congiunte, ma Bordiga rifiutò di far parte del partito se fosse rinato nuovamente sulle basi della vecchia Internazionale degenerata. Iniziò quindi a collaborare al periodico “Battaglia Comunista” (1945), organo del neo-costituito Partito Comunista Internazionalista. All’uscita della rivista “Prometeo” (1946), organo teorico dello stesso partito, scrisse sul primo numero un Tracciato d’impostazione che doveva servire da riferimento programmatico. Nel 1949 iniziò a scrivere la serie di 136 articoli “Sul filo del tempo”, tesa a dimostrare la necessaria continuità fra le origini del movimento comunista e i compiti attuali. Sulla base di tale impostazione teorica scrisse una gran mole di articoli e saggi tendenti a dimostrare che l’URSS era da considerarsi un paese capitalista impegnato in un “industrialismo di stato”. Questa posizione lo poneva in irriducibile contrasto con lo stalinismo ed il togliattismo, che sostenevano invece l’idea che in Russia si stesse “costruendo il socialismo in un paese solo”.